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RTX dati per PC - 3

RTX dati per PC

Giunti a questo punto e sulla base delle nozioni finora apprese, potete comprendere come funziona ciascuna unità ricetrasmittente e guardare lo schema di queste pagine (che ne illustra una: l’altra è uguale...) da un punto di vista certamente più favorevole.

Allora, vediamo che in sostanza c’è un integrato che fa tutto, e pochissimi componenti discreti per adattarlo alle esigenze del computer: l’integrato è ovviamente l’ibrido RTX della RFM impiegato nella tipica configurazione con PTT a massa, il che permette di comandare l’attivazione del trasmettitore, ovvero la commutazione TX/RX, semplicemente in funzione dei segnali inviati al piedino di ingresso dati (1=DIn).

Per interfacciare il modulo con la porta seriale del PC, che lavora notoriamente con livelli tipicamente di ±12 volt, è stata inserita la rete traslatrice formata da T1 e T2 in uscita, ed in entrata il limitatore realizzato da D1 ed R3.

Se avete qualche dubbio considerate che nello standard EIA (Electronic Industry of America) RS232-C i livelli logici in gioco sono di questo tipo: lo zero logico vale +12V (Space) per i dati e -12V per i segnali di controllo; il livello 1 è invece -12V (Mark) per i canali dati e +12V per i segnali di controllo.

Siccome il componente della RFM funziona con un’alimentazione tipica da 3 a 5 volt può generare livelli entro tali margini, ed in ingresso accetta non più di 5V positivi, mentre per potenziali negativi non ha grossi problemi. L’adattamento è stato realizzato in pratica con degli artifici che consentono di risolvere tutti i problemi del caso con la circuitazione più semplice, a tutto vantaggio dell’economia e della miniaturizzazione della costruzione.

Per l’uscita, il piedino 8 (DOut) dell’ibrido pilota una coppia di transistor, entrambi funzionanti ad emettitore comune, che permettono di traslare il livello di tensione da TTL ad RS232-C senza invertire le condizioni logiche; il tutto è garantito anche dal particolare collegamento fatto tra la massa del nostro circuito e la linea RTS/CTS del connettore della porta seriale, che normalmente sta a livello basso (-12V): in questo modo i transistor possono dare in uscita livelli che oscillano tra circa -12 e + 12 volt pur disponendo effettivamente di un’alimentazione singola di circa 3 volt rispetto a massa.

Vediamo bene la cosa partendo dal presupposto che per essere compatibile con lo standard RS232-C l’uscita dati dell’RTX (piedino 8) è normalmente ad 1 logico, ovvero a circa 3 volt: questa condizione manda in saturazione T1, il cui collettore è perciò a circa 0V e tiene praticamente a massa la resistenza R1 e con essa la base del T2, che pertanto rimane interdetto; la linea RXD (piedino 3 del connettore seriale) si trova quindi a livello alto, il che significa circa 12 volt perché T2 ha il collettore mantenuto a tale potenziale tramite la resistenza R2.

Trattandosi del canale dati, la tensione positiva corrisponde alla condizione di Space, ovvero di zero logico, il che significa che la rispettiva linea si trova a riposo.

 

 

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