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RTX dati per PC - 5

RTX dati per PC

REALIZZAZIONE PRATICA: Per quel che riguarda la preparazione delle unità ricetrasmittenti non c’è molto da dire, trattandosi di circuiti estremamente semplici e fatti di pochi componenti: ciascuna si può realizzare su una basetta stampata che si può preparare seguendo la traccia del lato rame illustrata a grandezza naturale in queste pagine; in alternativa è possibile procedere usando un pezzetto di basetta millefori.

Insomma, una volta disponibile il circuito stampato si montano su di esso per prime le resistenze e poi il diodo (attenzione alla fascetta colorata, che indica il catodo) quindi i due transistor, cercando di posizionare questi ultimi come indicato nel disegno di montaggio visibile in queste pagine; fatto ciò non resta che sistemare il connettore e l’ibrido RTX RFM.

Il connettore (deve essere una femmina DB-25 da stampato) si infila nei rispettivi fori saldando poi i suoi piedini uno ad uno; il modulo RTX RFM può essere stagnato direttamente infilandone i piedini nei fori previsti, oppure in essi si inserisce un connettore strip, innestandovi poi l’RTX a saldature ultimate. Scegliete quello che preferite o vi viene meglio.

Per l’alimentazione è possibile ricorrere a due pile stilo (magari alcaline) poste in serie su un apposito portapile a 2 posti, provvisto di terminali a saldare o da connettere mediante una presa polarizzata i cui fili vanno saldati nelle rispettive piazzole (attenzione a non sbagliare la polarità) della basetta. Le pile vanno inserite a montaggio ultimato, prevedendo magari un microinterruttore in serie al positivo così da spegnere l’apparecchietto quando non serve, limitando il consumo (vedi S1 nella disposizione componenti).

Ripetete le operazioni anzidette per realizzare due unità ricetrasmittenti per i Personal Computer che dovete interconnettere: procuratevi un cavo di prolunga seriale (con tutti i fili) per ciascuna e fate i collegamenti tra porta RS232-C ed unità, quindi accendete pure i computer; notate che non vi serve alcuna antenna esterna perché ogni ibrido ha la sua incorporata, che permette di comunicare ad una distanza di circa 50 metri senza ostacoli.

Ovviamente l’uso dei ricetrasmittenti in UHF proposti in queste pagine presume l’installazione e l’applicazione di un apposito software che serve a trasferire stringhe o interi file fra i computer: in linea di massima è possibile usare i programmi già descritti nel fascicolo n. 28 a proposito del sistema Interlink via Radio realizzato con gli RTF-Data dell’Aurel. In ogni caso riteniamo opportuno pubblicare ancora il listato del programma scritto in QBasic con le necessarie modifiche.

IL SOFTWARE DI COMUNICAZIONE
Visto il circuito elettrico vero e proprio facciamo una rapida carrellata sui programmi che proponiamo per la gestione del collegamento via radio: quello più semplice, del quale trovate il listato in queste pagine, si chiama PONTE.BAS ed è scritto in QBasic.

 

 

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