Scrambler in SMD 1/2

scrambler smd progetto open source

Scrambler in SMD. Per rendere incomprensibili le vostre comunicazioni via radio. Facilmente adattabile a qualsiasi apparato ricetrasmittente grazie alle dimensioni particolarmente contenute ottenute facendo uso di componenti a montaggio superficiale. Funzionamento full-duplex, connessioni passo 2,54 mm. Disponibile in scatola di montaggio.

Da quando è stata inventata, la radio rappresenta sicuramente il mezzo più comodo e abbordabile per comunicare a distanza; non a caso sono moltissimi coloro che, provvisti di un semplice CB, di un apparato VHF o di un bibanda, quotidianamente parlano con radioamatori anche molto distanti o semplicemente ascoltano le loro trasmissioni. Tuttavia la radio, per il fatto di usare come mezzo di propagazione l’etere, non è un sistema a circuito chiuso; quando cioè si trasmette un segnale nell’etere questo non giunge solo al corrispondente, ma si diffonde in una zona più o meno vasta e può essere captato ed ascoltato da chiunque possegga un ricevitore radio accordato sulla stessa frequenza. E’ dunque evidente che in una comunicazione tra due radioamatori si può intrufolare senza difficoltà un terzo incomodo.

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Una soluzione per evitare interferenze in una conversazione via radio potrebbe essere quella di utilizzare una frequenza al di fuori delle solite bande radioamatoriali; in tal modo diverrebbe difficile trovare qualche curioso che vi si possa sintonizzare. Tuttavia, in considerazione dell’elevata diffusione degli scanner, anche quest’ultima soluzione serve a ben poco. L’avvento dello scanner ha reso fin troppo “pubbliche” le radiocomunicazioni , anche quelle dei corpi di pubblica sicurezza che di solito dovrebbero essere riservate.

Contro l’intrusione nelle radiocomunicazioni esiste da tempo un rimedio: la codifica dei segnali trasmessi; in tal modo chiunque si introduca in una comunicazione per ascoltarla non potrà comprendere quello che si dice, a meno di non conoscere il sistema di codifica e di possedere un adatto decodificatore. In campo radio ed anche in telefonia questo tipo di codificatore viene chiamato scrambler.

Scrambler deriva dal verbo inglese “to scramble” che significa mescolare, mischiare disordinatamente. Lo scrambler è appunto un dispositivo che trasforma la voce in una combinazione di suoni incomprensibile; per riuscire a comprendere il segnale elaborato dallo scrambler occorre farlo entrare in un altro scrambler uguale al primo, così da decodificarlo. Esistono attualmente diversi scrambler, più o meno complessi: ad inversione di banda, ad inversione di banda con codifica, digitali ed altri ancora. Lo scrambler più semplice e forse il più usato è quello ad inversione di banda; esistono integrati come ad esempio il COM9046 o l’FX118 che svolgono proprio questa funzione, offrendo due sezioni identiche per poter svolgere il loro compito in duplex, cioè su un ricetrasmettitore.

E’ appunto uno dei due integrati, l’FX118, che abbiamo utilizzato per mettere a punto un nuovissimo progetto di scrambler ad inversione di banda; il circuito è molto semplice ed affidabile, consuma pochissimo ed è alimentabile perfino con 3 volt in continua.

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Non solo, questo nuovo scrambler offre dimensioni ridottissime sia per quanto riguarda la superficie occupata, che per lo spessore, estremamente ridotto (circa 3 millimetri!); e in più si presta al montaggio in verticale, perché prevede tutti i punti di connessione con l’esterno (ingressi, uscite, alimentazione) da un solo lato del circuito stampato e tutti in linea a passo 2,54 mm. Questo significa che lo scrambler può essere innestato in uno zoccolo da circuito integrato senza alcun problema; occupa ovviamente una sola fila di piedini. Tutto ciò è stato ottenuto non con un miracolo, ma adottando esclusivamente componenti adatti al montaggio superficiale, ovvero chip SMD. Perfino l’integrato scrambler è in SMD.

Si tratta quindi di un progetto tecnologicamente avanzato che può essere inserito praticamente dappertutto: in apparati CB, in ricetrasmettitori VHF, nei telefoni cordless, negli apparecchi telefonici. La scelta della tecnologia a montaggio superficiale è, in questo caso, obbligatoria perché non esistono altri modi per ottenere tutte le caratteristiche del nostro circuito con componenti tradizionali. Ovviamente l’SMD comporta maggiori difficoltà di realizzazione perché richiede precisione e attrezzi idonei per la saldatura.

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I grafici illustrano il principio di funzionamento degli scrambler ad inversione di banda. Nel nostro caso la frequenza di battimento è di 3.300 Hz.

Tuttavia non è poi difficile mettere a punto il circuito, soprattutto con un po’ d’esperienza. Passiamo quindi allo studio dello scrambler, che come abbiamo detto è del tipo ad inversione di banda. Questo termine significa che per rendere incomprensibile il segnale vocale lo scrambler provvede a ribaltarne la banda passante rispetto ad una frequenza di riferimento. Praticamente se si disegnasse la banda passante su un foglio di carta e la si limitasse, ad esempio, a 3000 Hz, per capire cosa fa lo scrambler ad inversione di banda basterebbe ruotare la curva disegnata rispetto all’asse corrispondente alla frequenza di 3000 Hz; cioè l’operazione effettuata dallo scrambler si traduce nell’immagine speculare (simmetrica rispetto all’asse dei 3000 Hz) della banda di frequenze.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

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