Segnalatore assenza rete – 2

Segnalatore assenza rete

Quest’ultimo incrementa lentamente il proprio potenziale sino al raggiungimento della tensione di soglia di conduzione del DIAC DD1 (che è all’incirca di 32V) il quale, entrando in conduzione, lascia passare corrente verso il gate del TRIAC TH1 attraverso il LED DL1 e la resistenza R4; quest’ultima provvede a limitare l’assorbimento del gate del tiristore a circa 10 mA.

Il LED DL1 assolve due distinte funzioni, entrambe di tipo diagnostico: il suo compito infatti è quello di segnalare il corretto funzionamento del TRIAC, dato che si illumina solamente se nel gate di questo elemento scorre la giusta corrente, e di fare di per sé da spia.

In pratica, il DL1 si accende ogni volta che il DIAC conduce ed alimenta il TRIAC evidenziando così l’intervento del dispositivo, indipendentemente dal fatto di collegare o meno la lampada segnalatrice. A tal proposito facciamo notare che non inserendo la lampada LP1 o se questa dovesse bruciarsi, la resistenza R6 in parallelo ad essa assicura il collegamento tra la rete elettrica ed il circuito di carica del condensatore C2. Il dispositivo può quindi funzionare sia come segnalatore a lampada che come spia a LED, a seconda che lo si debba vedere da lontano o semplicemente a breve distanza in un quadro elettrico o in un pannello di controllo.

Analizziamo ora nei dettagli cosa accade in questa sezione del dispositivo dopo il collegamento alla rete a 220 volt: questa tensione, raddrizzata e limitata, carica C2 e non appena la tensione ai capi di quest’ultimo oltrepassa la soglia di conduzione di DD1 scorre corrente nel gate del TRIAC TH1 provocandone la conduzione ed alimentando la lampada. A questo punto il led si illumina.

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L’assorbimento di gate del TRIAC scarica C2 e in breve tempo la tensione ai capi di quest’ultimo diventa insufficiente a mantenere in conduzione il diac DD1, cosicché si spegne il LED, il TRIAC si interdice e si spegne anche l’eventuale lampada. Adesso tutta la corrente in arrivo da R3 torna a scorrere nel C2, il quale può ricaricarsi e ad un certo punto la tensione ai capi di quest’ultimo raggiunge di nuovo un valore tale da superare la soglia di conduzione del DIAC: la base del TRIAC viene nuovamente polarizzata, la lampada si accende e il LED torna ad illuminarsi. Ovviamente in breve tempo la corrente assorbita scarica il condensatore C2 ed il ciclo ricomincia come già visto. Avendo una resistenza variabile in serie al circuito del condensatore possiamo modificare i cicli di carica e scarica, quindi i relativi tempi: pertanto agendo su RV1 possiamo variare i tempi di acceso/spento del LED e dell’eventuale lampada, ovvero la loro frequenza di lavoro. L’altro capo del circuito della lampada preleva la tensione di alimentazione attraverso il fusibile F1 che è di tipo autoripristinante ovvero non si danneggia quando interviene ma, molto semplicemente, si interrompe aumentando la propria resistenza finché permane il corto circuito o l’eccessivo assorbimento.

La rete snubber R5/C3 è stata inserita nel circuito per eliminare i disturbi di commutazione del TRIAC e per limitare i picchi di extratensione, presenti immancabilmente sulla linea di alimentazione. Passiamo ora al secondo stadio del circuito che, come già anticipato, svolge la funzione di controllo del lampeggiatore.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

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