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Segnalatore assenza rete - 3

Segnalatore assenza rete

Questo è composto da un fotoaccoppiatore a transistor OC1, utilizzato come interruttore; quando il magnetotermico è chiuso, i punti 4 e 5 sono sottoposti alla tensione di rete e tramite R1 e C1 viene alimentato il LED contenuto nel fotoaccoppiatore; il transistor contenuto in OC1 entra in conduzione e manda in cortocircuito i piedini 5 e 4.

Attraverso la resistenza R2, OC1 scarica l’elettrolitico C2, la cui differenza di potenziale scende sotto i 15V, tanto da non riuscire più a superare la soglia di conduzione del TRIAC. Viene così bloccato il funzionamento del circuito primario, mantenendo contemporaneamente spenta la lampada ed il LED. Anche per il fotoaccoppiatore, particolare cura è sata riposta nella scelta del componente adatto, il quale deve poter essere pilotato con una corrente minima di 7 mA sopportandone una massima di 60 mA.

Inoltre il rivelatore del fotoaccoppiatore deve poter accettare tensioni di Vce di 70V con una corrente di collettore di 50 mA. Il fotoaccoppiatore viene alimentato attraverso la rete C1/R1, mentre il diodo D1 provvede a tagliare i picchi negativi di tensione che danneggerebbero il fotodiodo. Quest’ultimo deve essere in grado di funzionare fino ad un minimo di 110 Veff (155 V/picco) ed accettare sovratensioni impulsive fino a 1300 volt picco/picco in piena sicurezza.

Se viene a mancare la tensione ai punti 4 e 5 del circuito, ad esempio perché salta il magnetotermico, il fotoaccoppiatore si interdice e lascia aperti i piedini 4 e 5, consentendo così al C2 di caricarsi e di far funzionare correttamente il lampeggiatore. Le formule per calcolare la rete di alimentazione sono le solite e certamente le abbiamo già affrontate nei precedenti numeri della rivista, ma le riproponiamo comunque per quanti ancora non le conoscessero, rammentando solamente che, anziché una normale resistenza, per abbassare la tensione in funzione della corrente richiesta, viene sfruttata la reattanza del condensatore: ciò per il semplice fatto che il condensatore non dissipa alcuna potenza.

Alla resistenza R1 è assegnato il compito di limitare la corrente qualora il circuito venga alimentato nel momento in cui la sinusoide della tensione di rete raggiunge il valore di picco. Supponendo, per semplificare, che sul bipolo R1/C1 cada l’intera tensione di alimentazione, cioè 220 Veff, la reattanza del condensatore va determinata considerando la corrente assorbita dal LED interno al fotoaccoppiatore OC1: chiamando Id questa corrente e Vc la caduta sul condensatore, ricaviamo la relativa reattanza applicando la legge di Ohm: Xc = Vc / Id. Dall’elettrotecnica sappiamo che: Xc = 1/6,28 x f x C, quindi possiamo ricavare il valore del condensatore dalla formula seguente: C = 1/6,28 x f x Xc. Il valore del condensatore viene espresso in Farad se la frequenza è in Hz e la reattanza in Ohm. Con ciò possiamo considerare conclusa la descrizione del circuito; rammentiamo soltanto a quanti desiderassero impiegare il dispositivo unicamente come segnalatore (ad esempio per evidenziare il movimento di un cancello automatico) che in tal caso dovrà essere omesso lo stadio di controllo composto dalla rete C1,R1, D1, OC1 ed R2. Con questa modifica infatti il lampeggiatore funziona in maniera continua dal momento in cui il circuito viene alimentato.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

 

 

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