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Sensore livello liquidi - 4

Sensore livello liquidi

Anche in questo caso il livello di tale tensione è maggiore di quello della differenza di potenziale applicata al piedino non-invertente (in questo caso il 10 dell’U2b) del rispettivo operazionale: l’uscita dell’U2b va quindi a livello basso. Adesso anche LD2 si spegne e LD1 rimane, come poco fa, spento; c’è invece tensione sufficiente ai capi del bipolo R13-LD1, quindi quest’ultimo LED si accende, evidenziando il raggiungimento del livello massimo (LD3 e LD2 hanno invece evidenziato le condizioni di “liquido sotto il livello minimo” e “liquido tra il livello inferiore e quello superiore”).

Notate che adesso accade anche un’altra cosa: il comparatore realizzato con l’ultimo operazionale, fino a prima bloccato con l’uscita a livello basso, ora commuta; infatti prima la presenza di un livello alto all’uscita di almeno uno degli U2b e U2c consentiva di avere il piedino 2 a livello maggiore di quello del potenziale applicato al 3.

Adesso, avendo U2b e U2c l’uscita a livello basso, il piedino 2 dell’U2d si trova anch’esso a circa zero volt, cosicché abbiamo l’ingresso noninvertente a potenziale maggiore di quello dell’invertente e l’uscita (piedino 1) assume il livello alto. Mediante R20 ed R21 viene polarizzata la base del transistor T1, che va in conduzione alimentando con il proprio collettore la bobina del relè e il bipolo R22-LD4; quest’ultimo LED indica, illuminandosi, che il relè è eccitato. Lo scambio del relè si chiude tra i punti NA e C. Notate che i comparatori U2b, U2c e U2d, grazie alle rispettive resistenze di retroazione positiva (R11, R12, R19) funzionano ad isteresi, garantendo l’immunità da false commutazioni.

Notate anche che qualora il livello del liquido scendesse, il circuito funzionerebbe al contrario di come appena descritto: sotto il livello massimo si spegnerebbero nell’ordine LD4 e LD1 (il relè tornerebbe a riposo) e si accenderebbe LD2; sotto il minimo si spegnerebbe LD2 e resterebbe acceso solo LD3. E passiamo alla fase pratica dell’articolo. Come al solito la prima cosa da fare è realizzare il circuito stampato, anzi, gli stampati, dato che sono due: infatti abbiamo previsto di realizzare una sonda a circuito stampato contenente quattro piste, due lunghe e due corte, abbinate ovviamente ad S1 (quelle corte) e ad S2 (quelle più lunghe). Prendete ora la basetta del circuito vero e proprio: montate su di essa nell’ordine diodi (la fascia colorata sul corpo ne marca il terminale di catodo) e resistenze quindi lo zoccolo per l’LM324 (zoccolo a 7+7 pin); procedete inserendo i condensatori, prima quelli non polarizzati e poi gli elettrolitici, badando alla polarità di questi ultimi. Successivamente inserite i LED, tenendo presente che il loro catodo sta dalla parte del contenitore evidentemente smussata, poi il ponte a diodi (rispettandone la polarità) e il regolatore integrato 7812, che va posizionato con il lato metallico rivolto alla resistenza R1 e all’integrato LM324 (al suo zoccolo).

Montate per ultimo il relè (va bene un Taiko-NX, o un Original miniatura, o un Goodsky UA-SH, tutti a 12) ad uno scambio. Inserite quindi l’LM324 nel proprio zoccolo avendo cura di far coincidere la sua tacca di riferimento con quella indicata nella serigrafia dei componenti.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

 

 

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