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Sim Apple integrata: una Sim Apple integrata nella motherboard degli iPhone?

Sim Apple integrata

Una Sim Apple integrata è stata un po’ il leitmotiv della scorsa settimana; sembra che Apple e Gemalto stiamo progettando una Sim che Apple possa integrare nella motherboard degli iPhone. Mentre l’idea che Apple possa tagliar via gli operatori di telefonia mobile e vendere i propri dispositivi già dotati di una Sim interna (e quindi anche la possibilità di scegliere l’operatore per mezzo di un download tramite l’App store) sembra essere l’opzione più ovvia, ci sono un gran numero di altre opzioni che potrebbero prendere piede: a partire da uno schema di pagamento per cellulari, fino ad Apple che si lancerebbe come vera propria compagnia mobile che utilizza i network di altri gestori. Facciamo il punto della situazione.

Sim Apple integrata: lo schema di pagamento

L’ idea consiste nell’utilizzo, da parte di Apple, di una Sim integrata sia per accedere al mondo degli operatori di cellulari, sia per entrare nel banking online. Dopo tutto, Gemalto svolge già un business rilevante nella sicurezza dei pagamenti, e Apple ha già archiviato alcuni interessanti brevetti per ciò che riguarda l’ hardware, che potrebbero permettere i pagamenti tramite telefono cellulare.

Il mercato dei pagamenti su cellulare è potenzialmente enorme, e Apple ha l’ esperienza necessaria per prenderlo nel modo giusto, oltre ad un significativo interesse. Grazie ad iTunes, Apple ha già le informazioni delle carte di credito di oltre 160 milioni di utenti.
Apple ha chiaramente un interesse nell’ espandere i pagamenti oltre i beni digitali e nel mondo reale, dove potrebbe non solo reperire un reddito dalle processing fee, ma anche effettuare un vero e proprio cambiamento con la trasformazione dell’ iPhone in una sorta di portafoglio elettronico portatile.

Con l’introduzione di una Sim Apple integrata, la casa di Cupertino diventa una sorta di gestore

Questa è un’ altra opzione: la Sim Apple integrata potrebbe permettere all’ azienda guidata da Steve Jobs di creare un network di operatori che offrono il servizio, e quindi trasformare se stessa in un network di telefonia mobile virtuale (MVNO, mobile virtual network operator). Gli MVNO sono popolari in alcuni stati degli Usa, dell’Australia, del Canada e dell’Asia, e rivendono l’accesso ai network di telefonia mobile pur senza possedere licenze o non avere le infrastrutture necessarie. Virgin Mobile, che opera in Usa e nel Regno Unito ne è un esempio.

L’introduzione della Sim Apple integrata apre la strada ad un dibattito

Avere una Sim integrata può far pensare che ci sia una perdita di libertà rispetto alla situazione attuale, in cui ogni consumatore può decidere se e quando cambiare da un operatore ad un altro. Cosa succederebbe se solo alcuni operatori fossero compatibili con l’iPhone (e potrebbe essere uno scenario verosimile, date le differenti tecnologie di network per cellulari sviluppate nei vari paesi del mondo e il numero diverso di bande utilizzate) e Apple tenesse in qualche modo i propri utenti fuori dalla opzioni più vantaggiose? Ci sarebbe insomma troppo controllo da parte della compagnia.
D’altra parte, invece, si potrebbe assumere che Apple, al fine di vendere i propri dispositivi con Sim integrata, cercherà di sicuro di offrire il meglio ai propri consumatori, i quali, nel caso si vedessero costretti ad operare determinate scelte che non approvano, perderebbero la fiducia riposta fino a quel momento nella compagnia.

 

 

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