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Sincroflash via radio - 2

Sincroflash via radio

Vediamo adesso come è fatto il nostro dispositivo sincroflash per il comando a distanza di flash ausiliari: esso è composto da un’unità trasmittente ed una ricevente, funziona via radio, ed ha ovviamente una specie di codifica di sicurezza che ne impedisce l’attivazione accidentale a seguito di disturbi o trasmissioni radio captate dal ricevitore nella propria banda di lavoro.

sincroflash_via_radio_ricevitore

Viene comandato dal contatto per flash esterno della macchina fotografica e ogni volta che si preme il tasto dello scatto invia un comando di attivazione via radio, comando che, decodificato dalla ricevente, provvede ad attivare il flash ausiliario. Il nostro dispositivo è quindi un radiocomando codificato, anche se un po’ particolare; l’indispensabile codifica non è realizzata con i comodi integrati solitamente utilizzati per i radiocomandi (Motorola MC145026MC145028, UMC UM3750, ecc.) ma con una tecnica molto più semplice e certamente più efficace: infatti i classici encoder/decoder per telecomandi codificati, pur offrendo ottime caratteristiche in termini di sicurezza e precisione di funzionamento, sono troppo lenti per poter comandare l’accensione di flash fotografici.

Se ciò vi sembra strano considerate che un UM3750 si attiva solo dopo aver ricevuto il codice valido per quattro volte in circa mezzo secondo; se ora pensiamo che per fare una fotografia con un tempo di esposizione, ad esempio, di 1/60 di secondo, il servoflash deve essere attivato con un ritardo non maggiore di 14÷15 millisecondi (cioè 0,015-0,016 secondi) ci rendiamo conto dell’impossibilità di utilizzare una codifica basata su tale integrato, che porterebbe all’attivazione del flash fuori tempo.

sincroflash_via_radio_trasmettitore_pratica

Lo stesso vale per il sistema basato sull’integrato MC145026 e per tutti gli altri funzionanti a codice seriale. Per ottenere un radiocomando veloce, anzi velocissimo, abbiamo adottato una tecnica un po’ meno sicura ma capace di una risposta estremamente rapida: il trasmettitore produce a riposo un segnale ad una certa frequenza, e quando viene eccitato dalla macchina fotografica commuta la propria condizione di funzionamento producendo un segnale di frequenza dimezzata; il ricevitore riconosce il cambio di frequenza quasi istantaneamente (con un ritardo di appena 1÷2 millisecondi) e provvede a comandare le uscite per l’attivazione del flash ausiliario. Per capire nei dettagli come è fatto il sistema analizziamone adesso gli schemi delle due unità: trasmittente e ricevente. La trasmittente è basata sul modulo ibrido TX433-SAW che abbiamo già utilizzato in passato per radiocomandi e simili; il TX433 è un trasmettitore radio quarzato operante a 433,92 MHz capace di erogare una potenza RF di 50 mW (a 12V di alimentazione) su antenna accordata da 50 ohm.

Il modulo è adatto per trasmettere segnali di tipo on/off, con larghezza di banda compresa tra 0 e 5 KHz circa, quindi va benissimo per inviare nell’etere i segnali rettangolari che costituiscono gli stati di riposo ed eccitazione per il sincroflash. A proposito: questi due segnali vengono prodotti da altrettanti generatori di forma d’onda facenti capo alle porte logiche U3a e U4d (si tratta di NAND a Schmitt-trigger contenute in due diversi CD4093) entrambe configurate come multivibratore astabile. Notate che il segnale di riposo, alla frequenza di 2 KHz (circa) viene prodotto dalla U4d, mentre quello di eccitazione (alla frequenza di circa 1000 Hz) viene prodotto dalla NAND U3a. Il funzionamento del trasmettitore si può sintetizzare così: a riposo i punti IN (ingresso di eccitazione da collegare alla presa per flash della macchina fotografica) sono aperti, quindi il transistor T1 è polarizzato attraverso R2 ed R3 e conduce, portando una differenza di potenziale pari al livello logico alto all’ingresso (pin 13) della NAND U3d.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

 

 

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