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Sincroflash via radio - 3

Sincroflash via radio

In tali condizioni il monostabile composto da quest’ultima porta e dalla U3c si trova a riposo e la sua uscita (piedino 3 della U3c) è a livello alto; l’uscita della U3b è al livello opposto, cioè zero, cosicché quella della U4b viene forzata ad 1 logico indipendentemente dalla condizione dell’uscita della U3a.

Il piedino 6 della NAND U4c è invece a livello alto, cosicché lo stato della sua uscita dipende da quello del piedino 10 della U4d, ovvero segue il segnale rettangolare prodotto da quest’ultima NAND. All’uscita della U4c troviamo lo stesso segnale rettangolare (ribaltato di fase) prodotto dalla U4d, cioè quello di riposo a 2 KHz, che viene applicato al piedino 2 della U4a; poiché il piedino 1 di tale porta è a livello alto, la condizione della sua uscita dipende da quella del segnale in arrivo da U4c: l’uscita della U4a ripropone quindi il segnale rettangolare prodotto dalla U4d. Il modulo ibrido U1 viene quindi pilotato con il segnale a 2 KHz, segnale che trasmette attraverso l’antenna applicata al proprio piedino 11 sotto forma di treni di impulsi a 433,92 MHz.

sincroflash_via_radio_trasmettitore

Se passiamo alla scheda ricevente vediamo che ha in ingresso, oltre alla solita antenna, un modulo ibrido ricevitore RF: si tratta dell’RF290A/433, un completo ricevitore superreattivo accordato a 433,92 MHz realizzato dalla Aurel appositamente per funzionare in coppia con il TX433-SAW; anche questo modulo è adatto a trattare segnali di tipo on/off (digitali) che demodula, squadra e restituisce tra il proprio piedino 14 e massa, o tra il 13 e massa senza squadrarli.

Nel nostro caso preleviamo il segnale dal piedino 13 perché utilizzando l’uscita squadrata i disturbi provocano impulsi troppo duraturi che con il tipo di codifica che abbiamo adottato impediscono l’innesco del flash o lo fanno scattare inutilmente. Il segnale prelevato dall’uscita del modulo ibrido U1 viene amplificato dal transistor T3 il cui collettore presenta agli ingressi della porta logica U3a una serie di impulsi rettangolari (o quasi) che quest’ultima squadra e inverte: dal suo piedino 3 esce di nuovo un’onda rettangolare i cui impulsi positivi caricano il condensatore C4 attraverso il diodo D3; in tal modo ai capi della resistenza R6 si trova il livello logico alto, che permane almeno finché il ricevitore demodula il segnale di riposo a 2 KHz.

Il monostabile formato dalle porte logiche U3b e U3c si trova a riposo e la sua uscita (piedino 10 della U3c) è a livello alto; il LED LD1 è spento mentre la NAND U3d ha l’uscita a zero logico, il che lascia interdetti T2 e T4, nonché il mosfet T1 e il relè RL1. Il servoflash è spento.

sincroflash_via_radio_ricevitore_pratica

Torniamo adesso allo schema della trasmittente e vediamo cosa accade quando si dà il comando di attivazione: nel momento in cui si preme il tasto dello scatto sulla macchina fotografica, il contatto per il flash interno ad essa si chiude per un istante (in teoria per un tempo pari a quello di apertura dell’otturatore) e quindi i punti IN, collegati alla macchina con un cavetto, vanno in cortocircuito per un istante, quanto basta a scaricare C1, trascinare a massa il catodo del diodo D1, e mandare in interdizione il transistor T1; la tensione ai capi della resistenza R4 viene a mancare per un istante e il monostabile U3c/U3d riceve un impulso a livello basso che lo eccita.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

 

 

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