Sincroflash via radio – 5

Sincroflash via radio

Diversamente il monostabile potrebbe scattare un’altra volta. Notate che il relè ed il mosfet hanno la medesima funzione: entrambi comandano l’attivazione del flash ausiliario quando la trasmittente, dietro “invito” della macchina fotografica, lo sollecita.

L’uscita a relè (punti OUT) è un po’ più lenta di quella a mosfet dato il tempo occorrente all’equipaggio mobile del relè per scattare; diciamo che comprendendo i ritardi di commutazione della trasmittente e della ricevente il ritardo totale introdotto usando l’uscita a relè ammonta a circa 5 millisecondi. Utilizzando l’uscita a mosfet (CONT) il flash viene attivato con un ritardo complessivo di circa 2 millisecondi rispetto allo scatto della macchina fotografica. Consigliamo quindi di utilizzare l’uscita a mosfet se si lavora con tempi di esposizione brevi (es. 1/125 di secondo) mentre l’una vale l’altra se si fotografa con tempi maggiori (es. 1/60 di secondo). Analizzato il funzionamento del sistema sincroflash dobbiamo pensare adesso a come va realizzato: al solito in queste pagine trovate le tracce lato rame dei circuiti stampati (G053 per il trasmettitore e G054 per il ricevitore) che vi serviranno per realizzare le due basette sulle quali vanno montati i pochi componenti necessari.

Preparate le basette si inizia il montaggio con quella del trasmettitore, infilando e saldando le resistenze e i diodi (per i quali va rispettata la polarità indicata nel piano di montaggio) quindi gli zoccoli per i circuiti integrati; si montano poi i condensatori, iniziando con quelli non polarizzati e prestando la dovuta attenzione alla polarità di quelli elettrolitici, quindi si inseriscono e si saldano il transistor ed il regolatore di tensione (attenzione all’orientamento). Si salda infine il modulo ibrido TX433-SAW, che può entrare solo in un verso. Terminate le saldature e verificato che tutto sia a posto si possono inserire gli integrati nei rispettivi zoccoli. Si passa quindi alla ricevente, sul cui stampato vanno montati nell’ordine: resistenze, diodi al silicio (ricordate che il catodo è il terminale dalla parte della fascetta colorata) zoccoli per gli integrati dualinline, transistor e condensatori (rispettando la polarità di quelli elettrolitici); si monta poi il relè miniatura quindi il regolatore di tensione 7805, il LED (il suo catodo sta dalla parte della smussatura sul contenitore) e, in ultimo, il modulo ibrido RF290A/433 che utilizzando la nostra traccia entra solamente nel verso giusto.

Per l’orientamento dei componenti polarizzati seguite comunque la disposizione componenti (piano di montaggio) relativa alla scheda ricevente. Fatte tutte le saldature e verificato che il circuito è in ordine, potete inserire gli integrati nei rispettivi zoccoli. Sistemati i componenti occorre saldare uno spezzone di filo elettrico rigido lungo 17÷18 centimetri alla presa “ANT” di ciascuno degli stampati: gli spezzoni faranno da antenna. Se utilizzate filo smaltato abbiate cura di raschiarne con tela smeriglio o con un temperino l’estremità che andrete a saldare, perché diversamente lo stagno non potrà fare presa. Per utilizzare il sistema occorre alimentare le due unità con 9÷12 volt c.c. ed una corrente di circa 100 milliampère (150 per il trasmettitore); allo scopo procuratevi due piccoli alimentatori (vanno bene quelli universali) da rete che connetterete ciascuno agli appositi punti dei circuiti, verificando preventivamente la polarità (ricordate che il positivo dell’alimentatore va al punto +Val e il negativo va collegato a massa). Per l’alimentazione dei moduli vanno bene anche delle batterie, ideali soprattutto per il trasmettitore che conviene sia portato (dopo essere stato racchiuso in un apposito contenitore) addosso dal fotografo: prevedendo di usare delle NiCd, va bene anche un pacco formato da 8 stilo da 500÷700 mA/h, che in questo caso permettono di ottenere 9,6 volt.

Per il collegamento alla macchina fotografica occorre utilizzare uno di quei cavetti che si trovano già pronti nei negozi di ottica e articoli per fotografia: si tratta del cavetto che collega la macchina fotografica al flash esterno. Il cavo di solito ha due spinotti: lasciatene uno solo (quello che si infila nella presa della macchina fotografica) e tagliate l’altro, sguainando il cavetto e separando poi i due conduttori; collegate a massa il conduttore esterno, e al punto degli IN collegato al catodo del D1 il filo centrale (naturalmente della scheda trasmittente). Ora il trasmettitore del sistema è interfacciato con la macchina fotografica. Il ricevitore va situato vicino al flash, e collegato ad esso con un cavetto analogo a quello appena preparato: in questo caso lo spinotto va nella presa del flash e i due conduttori dell’altro capo vanno collegati ad una delle due uscite (CONT oppure OUT). Per la prova basta attivare il flash ausiliario, attendere che sia pronto quindi, dopo aver collegato la macchina fotografica all’unità trasmittente e il flash stesso alla ricevente scattate una foto e verificate che il flash ausiliario lampeggi simultaneamente al flash montato sulla stessa macchina fotografica.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

STAMPA     Tags:

Leave a Reply

Vuoi leggere un articolo Premium GRATIS?

RFID: un acronimo mille possibilità