Un sistema di rilevazione presenze – 4

sistema di rilevazione presenze

Allora, nei campi “nome” è indicato il nome o l’identificativo di una delle 30 persone rilevabili, ovvero quello assegnato a ciascuna tessera: per l’impostazione si deve puntare con il mouse il bottone “Imposta nomi” quindi cliccare, in modo da ottenere la relativa videata illustrata in queste pagine; puntando e cliccando con il mouse nei campi a lato di ogni numero da 0 a 30 si inseriscono o si modificano (usando la tastiera…) i rispettivi nomi, ovvero quelli da assegnare ad ogni tessera. Una volta impostati i nomi, per uscire dalla relativa finestra basta puntare e cliccare sul bottone “Fine”.

Tornando al quadro principale vediamo in alto a destra un altro bottone: Opzioni; puntando e cliccando su di esso si accede semplicemente al box che permette di selezionare la porta, ovvero l’indirizzo esadecimale dal quale il programma deve acquisire i dati in arrivo dall’interfaccia del lettore di badge. Vi sono due possibilità, ovvero COM1 e COM2: cliccando sul cerchietto vicino alla prima si seleziona la seriale 1, mentre facendo altrettanto si attiva la 2. Notate che selezionando una si esclude automaticamente l’altra, condizione evidenziata dalla scomparsa del puntino a fianco di quella esclusa.

Evidentemente la COM da usare con il dispositivo non deve essere quella del mouse, altrimenti si crea un conflitto di gestione e non funziona neppure il driver di quest’ultimo.

Nel pannello di controllo esiste poi un terzo bottone (STOP) che permette di abbandonare il programma, ed un box, sempre nella banda di destra, per la simulazione del passaggio di una tessera tra quelle programmate: con tale funzione si può testare rapidamente il funzionamento del programma, limitatamente all’interfaccia verso l’utente, producendo nel contempo la registrazione cronologica come se effettivamente la tessera specificata fosse fatta strisciare nel lettore.

La simulazione funziona così: puntando con il mouse nella casella e cliccando si può scrivere, usando la normale tastiera, il numero (01÷30) della tessera di cui si vuol simulare l’avvenuta lettura; puntando e cliccando sul bottone “Striscia” viene registrato il passaggio e si attiva la relativa casella come nella procedura reale. Lo scopo della simulazione è permettere non solo il test, ma soprattutto, nel normale uso, la chiusura forzata di un’operazione lasciata aperta.

Per fare un esempio, citiamo il caso in cui il sistema venga usato in un’azienda per rilevare l’orario di entrata e di uscita dei dipendenti: se uno di questi entra la mattina registrandosi con la propria tessera, ma la sera esce dimenticandosene, l’operatore, custode, caporeparto o altro, può inserire manualmente i dati di uscita del dipendente semplicemente digitando il suo codice nella casella di simulazione e cliccando poi sul bottone Striscia, ovviamente ad un’ora realistica. L’ultimo dettaglio rilevante del pannello di controllo è la casella “Lettura”, posta sempre a destra dello schermo: indica di volta in volta il codice letto dall’ultima tessera strisciata nel lettore. Dunque, ora che abbiamo visto opzioni ed accessori del dispositivo di controllo accessi vediamo il normale funzionamento e le relative operazioni visibili a video e quelle “nascoste”.

Dopo l’avvio del programma e la comparsa del pannello di controllo, ogni passaggio di una carta magnetica nel lettore dell’interfaccia determina l’indicazione, sotto forma di lampada-spia virtuale a fianco del nominativo della persona che la possiede: la prima volta e comunque le volte dispari il quadrato a destra della casella Nome diventa verde (entrata) mentre la seconda e le volte pari torna da verde a rosso (uscita).

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