SneaKey. Duplicare le chiavi partendo da una foto

Duplicazione chiavi via software

Il nuovo software sperimentato dal team della Jacob’s School of Engineering della University of San Diego che agevola la duplicazione di chiavi partendo da foto, anche scattate dalla lunga distanza.

 

L’idea di duplicare una chiave partendo da una sua foto è alquanto incredibile e da fantascienza come nei film! Sebbene l’idea potesse plausibilmente essere ipotizzabile, è ben diverso scoprire che la teoria sia oggi realtà e che concretamente sia possibile duplicare una chiave partendo da una foto scattata anche da una ragguardevole distanza. In una società dove sicurezza e privacy sono ormai una chimera, la necessità che anche le proprie chiavi (di ufficio, di casa) vengano nascoste alla presenza di un obiettivo fotografico potrebbe diventare fondamentale.

Ebbene, il professor Stefan Savage, dell’Università di San Diego (USA), ha dimostrato che è facilissimo ottenere tutte le informazioni necessarie per duplicare una chiave partendo da una semplice foto.
Il programma Sneakey, da lui creato, parte dal dato che le creste e le valli delle chiavi sono paragoniabili ad un codice numerico: ottenuto il codice, si può ricreare una copia, con una solo fotografia. Dall’esperimento, si dimostra che non servono risoluzioni particolari anzi, con un teleobiettivo è possibile ottenere una foto perfetta anche stando a circa 70 metri di distanza!

Il loro progetto è stato presentato alla ACM Conference on Computer and Communications Security dimostrando come, partendo da alcuni algoritmi su cui è basato il software di riconoscimento, sia possibile identificare e quindi riprodurre le chiavi.

Il sistema funziona solo con chiavi che svolgono una semplice apertura meccanica e sono quindi escluse quelle chiavi ad alta sicurezza la cui tecnologia si basa su soluzioni elettro-magneto meccaniche.

Il motore del software è stato realizzato con MatLab. MatLab, abbreviazione di Matrix Laboratory, é un ambiente per il calcolo numerico e l’analisi statistica che comprende anche l’omonimo linguaggio di programmazione;consente di manipolare matrici, visualizzare funzioni e dati, implementare algoritmi, creare interfacce utente e interfacciarsi con altri programmi.E’ usato da milioni di person

Il vero problema è che comunque in rete si trovano dozzine di immagini di chiavi. Mentre la gente pensa a oscurare i numeri della carta di credito, non ritiene necessario fare lo stesso con le chiavi. Inoltre, la diffusione delle fotocamere nei cellulari implica che chiunque, potenzialmente, potrebbe "rubarci" un’immagine delle chiavi di casa e poi duplicarla con comodo senza che nemmeno ce ne accorgiamo.

Il rimedio potrebbe essere l’adozione di chiavi dotate di chip Rfid come quelle fornite in dotazione con alcuni modelli di automobile: come una copia priva di chip non è in grado di avviare la macchina, così l’equivalente per la casa non potrebbe aprire la porta d’ingresso. RFID (o Radio Frequency IDentification o Identificazione a radio frequenza) è una tecnologia per l’identificazione automatica di oggetti, animali o persone (AIDC Automatic Identifying and Data Capture) basata sulla capacità di memorizzare e accedere a distanza a tali dati usando dispositivi elettronici (chiamati TAG o transponder) che sono in grado di rispondere comunicando le informazioni in essi contenute quando "interrogati". In un certo senso sono un sistema di lettura "senza fili". Il sistema RFID si basa sulla lettura a distanza di informazioni contenute in un tag RFID usando dei lettori RFID.

I test effettuati su Sneakey dimostrano come questo sia in grado di ricostruire l’intera immagine 3D di una chiave anche da una sola foto della stessa scattata dalla fotocamera di un comune telefono cellulare. 

Ma si potrebbe utilizzare benissimo anche una fotografia scattata da una distanza ragguardevole utilizzando una fotocamera professionale munita di teleobiettivo. E’ quindi comprensibile che, per ovvi motivi di sicurezza, i creatori di questo software abbiano deciso, almeno per ora, di non divulgarne il codice sorgente. Per quanto siano loro stessi ad ammettere che chiunque, dotato delle necessarie conoscenze tecniche, potrebbe sviluppare facilmente un prodotto analogo. Insomma, da oggi siete avvisati: niente più chiavi ritratte in chiaro nelle vostre foto amatoriali!

7 Comments

  1. lucagiuliodori 5 luglio 2011
  2. Emanuele 5 luglio 2011
  3. linus 5 luglio 2011
  4. Emanuele 5 luglio 2011
  5. Emanuele 6 luglio 2011
  6. mdipaolo 7 luglio 2011
  7. Emanuele 7 luglio 2011

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