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Software open source anche nella sanità: ecco MyCare

MyCare, il software open source per la sanità

Il software open source, così come tutta la filosofia di pensiero che si muove introno ad un concetto tanto importante, sta diventando sempre più popolare e inizia a coinvolgere campi impensabili fino a poco tempo fa: uno di essi è la sanità che, benché stia muovendo passi decisivi verso l’implementazione di una visione hi-tech, resta ancora distante dal cittadino sotto questo punto di vista. Ma con MyCare le cose cambieranno, perché questo software open source consiste in una scheda che contiene tutta la storia clinica di ogni paziente ed è molto semplice da utilizzare. Impiegherà qualche anno per essere disponibile, ma sarà una dolce attesa.

MyCare, il progetto open source per la sanità

MyCare è una scheda grande quanto un bancomat ed è dotata di un software open source che può quindi essere aggiornato di continuo e possiede tutti i dati clinici di ogni paziente. Il dispositivo, progettato grazie alla collaborazione della City University di Londra e della Coventry University, permette ai paramedici di avere a disposizione tutta la storia medica di un paziente; questo innalzerebbe di molto le probabilità di sopravvivenza relativi ad interventi di emergenza (come un incidente automobilistico). Inoltre le MyCare è realizzata per uso volontario del paziente, quindi anche se persa, non compromette di fatto l’integrità dei dati, che sono custoditi in un server.

Progetto MyCare: l’aspetto tecnico del software open source

Sappiamo di trovarci di fronte ad un software open source, che permette ad una gamma ampia di persone di essere coinvolte nel progetto e di contribuire al suo processo di sviluppo e miglioramento. L’utente potrà modificare i dati personali, ma non quelli medici, direttamente dal PC di casa; la scheda è infatti dotata di una mini presa USB estraibile che va collegata al computer per far avviare il software. Il software è scritto usando il linguaggio di programmazione Python e questo significa che può essere facilmente trasportato tra diversi computer e sistemi operativi, a partire da Windows per arrivare a Linux. È inoltre modulare e semplice da estendere, per cui è possibile aggiungere nuove funzioni e tipi di database per l’archiviazione.

Affidabilità e sicurezza

Queste le parole chiave che avvolgono il progetto MyCare: lo sviluppo tecnologico, come sempre accade, ci rende più semplice la vita ma la tempo stesso mette a rischio la nuova privacy. A questo proposito il sistema studiato è molto simile a quello dell’online banking, per garantire un livello di sicurezza altissimo.

Facilità d’uso: open source significa anche questo

Il concetto di software open source non deve essere riferito semplicemente alla facilità di accesso per gli sviluppatori, ma deve anche coinvolgere chi di tecnologia capisce davvero poco: questa è la chiave del successo! MyCare è semplice da utilizzare anche per chi è privo di computer skill, non praticamente in grado di andare oltre l’accensione di un computer. Il progetto è partito dopo il vaglio di una serie di sondaggi, tenuti dal Professor Andree Woodcock della Conventry University, per verificare l’approccio che i professionisti e il pubblico avrebbero avuto nei confronti di MyCare. Voi cosa ne pensate? È un reale passo avanti nella sanità pubblica e nella tutela della salute del cittadino, oppure siamo di fronte ad un ennesimo caso Grande Fratello?

 

 

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MyCare è una card salvavita,

MyCare è una card salvavita, essendo dotata di un software open source che si può aggiornare di avendo così tutti i dati clinici di ogni paziente.

 

 

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