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La sonda Voyager NASA fa una scoperta interstellare 2/2

Il Voyager della NASA sta per entrare in una nube interstellare

L'illustrazione è stata realizzata elaborando i dati che le sonde Voyager 1 e Voyager 2 hanno inviato a terra agli ingegneri e scienziati della NASA quando sono entrate nella eliosfera: uno spesso strato esterno dove il vento solare è rallentato dalla pressione del gas interstellare.

L'anatomia dell'eliosfera.

Nell'immagine di seguito si può vedere come è costituita l'eliosfera.

La nube interstellare Local Fluff è tenuta “a bada” oltre i confini del sistema solare dal campo magnetico del sole che viene “gonfiato” dal vento solare in modo da formare, così, una bolla magnetica di circa 10 miliardi di km di larghezza. Questa bolla è chiamata eliosfera ed agisce come uno scudo che protegge il sistema solare interno dall'aggressione dei raggi cosmici galattici e dalle nubi interstellari, come nel nostro caso.

Le due sonde Voyager, Voyager 1 e Voyager 2, si trovano attualmente nello strato più esterno dell' eliosfera, o "heliosheath", dove il vento solare è rallentato dalla pressione del gas interstellare che agisce da resistenza.
Il Voyager 1 è entrato nella eliosfera nel dicembre del 2004 seguito a tre anni di distanza dal Voyager 2, nell'agosto del 2007.

La dimensione dell'eliosfera è determinato da un equilibrio di forze contrastanti: il vento solare allarga la propria bolla soffiando dall'interno, mentre il Local Fluff, la nube insterstellare, comprime la bolla agendo dall'esterno. Gli attraversamenti dell'eliosfera compiuti dalle sonde Voyager della NASA hanno rivelato le dimensioni approssimative del eliosfera e, quindi di conseguenza, quanta pressione esercita la nostra Fluff. Il team di Opher che ha pubblicato il servizio su Nature ha reso noto che una parte di tale pressione magnetica corrisponde a 5 microgauss.

Il fatto che la nube interstellare scoperta dal Voyager NASA sia fortemente magnetizzata significa che potrebbero esserci anche altre nubi interstellari nella nostra galassia. Alla fine, il sistema solare entrerà in contatto, o all'interno, con alcuni di essi, e i loro forti campi magnetici potrebbero comprimere l'eliosfera ancor di più di quanto sia compressa in questo momento.
Una ulteriore compressione della eliosfera potrebbe consentire ai raggi cosmici galattici di penetrare al suo interno e di raggiungere il cuore del sistema solare, avendo come conseguenze da una parte una forte incidenza sui cambiamenti del clima terrestre dall'altra la capacità degli astronauti di viaggiare in modo sicuro attraverso lo spazio per portare a termine le loro missioni. Però questo scenario è alquanto improbabile: infatti, gli astronauti non dovrebbero viaggiare nello spazio in tali ocndizioni perché lo spazio interstellare sarebbe più vicino che mai e quindi molto pericoloso per la loro incolumità.

Questi eventi si svolgono, comunque, su scale temporali di decine di centinaia di migliaia di anni che altro non sono che il tempo necessario al sistema solare per spostarsi da una nube galattica all'altra.
Opher e il suo team ammettono che in futuro ci potrebbero essere avvenimenti importanti di cui sapremmo spiegare l'origine grazie alla scoperta delle sonde Voyager.

 

 

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