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Stampante 3D al cioccolato: un inchiostro dolce ma anche “salato”!

Stampante 3D al cioccolato per creazioni gustose personalizzate finalmente in commercio

Nel 2007 ad alcuni ricercatori inglesi dell’ Engineering and Physical Sciences Research Council venne commissionato l’incarico di realizzare una stampante 3D per creare oggetti di cioccolato. Ora questo “rivoluzionario” prodotto è disponibile nel mercato inglese in prevendita. Si chiama anche Choc ALM (Additive Layer Manufacturing ). Ma ne vale veramente la pena?

Stampante 3D al cioccolato: come funziona Choc Creator

Sicuramente il video che dimostra il funzionamento della stampante di cioccolato è curioso, tanto che in rete sta ottenendo moltissime visite (più di 4 milioni).

Secondo gli ideatori del progetto il funzionamento è veramente elementare: prima di tutto si collega la stampante al pc tramite cavo usb. Con un apposito programma si disegna il dolcetto da mandare in stampa. Il prodotto finale sarà una riproduzione esatta in 3D in cioccolato del modello su carta. Proprio come tutte le stampanti tridimensionali quindi parte da un disegno bidimensionale e poi dà profondità strato dopo strato. La stampante è programmata grazie ad un apposito software open source in grado di regolare i cicli di fusione, la modellazione in 3D e i cicli di raffreddamento del cacao. Una volta liquefatto il cioccolato viene inserito nel serbatoio di una siringa da 10 ml della stampante: a questo punto si possono regolare colore e densità.

L’area di stampa è grande 6.9" x 6.9" x 2.8": dimensioni sufficienti ad esempio per personalizzare la scritta su una torta di compleanno. La scelta del cioccolato come “materia prima” è dovuta alla sua diffusione globale e a basso costo. Il cioccolato peraltro si presta molto bene a sciogliersi e rimodellarsi, proprio come i materiali plastici. Ma è facile immaginare che in futuro possano essere progettate altre stampanti funzionanti con materiali differenti. Basti pensare alla stampanti 3d per souvenir già esistenti. Ma non solo: a parte l’idea del cioccolato (e la semplificazione del procedimento) neppure il progetto di una stampante per riprodurre cibo in 3d è del tutto nuova. Lo scorso anno il Cornell Creative Machines Lab aveva lanciato una macchina capace di ottenere cibo da ingredienti commestibili liquefatti. Ma senza dubbio il limite più grande era quello di dover trasformare prima in purea tutti gli ingredienti senza contare la difficoltà dovuta ai tempi diversi di fusione e rimodellamento dei singoli ingredienti. Quasi quasi era più difficile che cucinare! Andavano inoltre aggiunti agenti particolari e gelatine per rendere il tutto stabile una volta solidificato: un artificio che rischiava di rendere il cibo poco appetibile. Con il cioccolato invece tutto è più facile: è possibile comprarlo già liquido oppure fonderlo a bagnomaria. Sicuramente poi i dolci si prestano meglio ad opere creative e dal design futuristico. Choc Creator non utilizza nessuno strumento di stampa: semplicemente man mano che lo strato inferiore si solidifica dando consistenza alla struttura si sovrappone un altro strato.

Ma voi comprereste una stampante 3d per oggetti di cioccolato?

Ma chi comprerebbe una stampante 3D per creare oggetti di cioccolato? Il prezzo al momento non è accessibile a tutti, siamo infatti intorno ai 3300 dollari. Sono 90 i pezzi messi a disposizione in anteprima sul sito della Choc Edge. Ad aprile si è anche tenuta un’asta su ebay. Ai primi che si prenotano è richiesto un deposito del 30%. E per la seconda ondata il prezzo è destinato a salire a 4500 dollari. Certamente per i primi che si aggiudicano la novità potrebbe essere un bel business da sfruttare, soprattutto se si tratta di maestri del cioccolato o pasticceri che in questo modo potrebbe vantare un prodotto quasi unico al mondo. Ma c’è anche un altro “piccolo” particolare da considerare: il cioccolato usato è commestibile? E se si è anche di buona qualità? Non è stato infatti ancora provato che questo trattamento non incida negativamente sulle proprietà dell’ingrediente base utilizzato. Il Dr. Liang Hao dell’ University of Exeter a capo della ricerca ha confermato la qualità e la commestibilità dei prodotti finali ma vale la pena investire questa cifra per provare? Forse è meglio attendere la certificazione per uso alimentare che, a quanto pare, dovrebbe arrivare a breve. Un lato positivo è sicuramente che non vi sono sprechi nella stampa: gli scarti si mangiano! Per far diventare il progetto più open source il Dr. Liang Hao ha lanciato l’idea di un Social Network in cui scambiare idee e foto delle proprie creazioni personalizzate. Quale forma dareste al vostro cioccolato?

 

 

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ritratto di Ciro I.

Ma dai

Mi sa tanto di sfizio per chi non sa come spendere i soldi! Cosa dovrebbe costruire una persona comune con questa stampante?

 

 

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