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Studente quindicenne scopre nuova pulsar

scoperta nuova pulsar

E’ la seconda volta nella storia dell’astronomia che, durante lo svolgimento del PSC (Pulsar Search Collaboratory), un interessante programma nato dalla vincente collaborazione tra la National Radio Astronomy Observatory e la West Virginia University e ideato con lo scopo di coinvolgere alunni e professori nell’affascinante mondo dell’astronomia, uno studente ha avuto la fortuna e il merito di scoprire una nuova pulsar: vediamo da vicino i dettagli della curiosa scoperta.

Di sicuro siamo di fronte ad un esperimento coinvolgente sia per gli insegnanti, ma soprattutto per gli allievi più giovani, che vengono spinti così ad avvicinarsi in maniera attiva ad un mondo spesso considerato lontano e difficile da capire. E a loro vengono forniti anche strumenti raffinati di analisi dei dati messi a disposizione.

Questa professionalità nelle mani di spiriti giovani e curiosi può facilmente portare a risultati davvero interessanti e inaspettati, come è avvenuto nell’ultima edizione del programma scientifico del West Virginia tenutasi lo scorso autunno. La studentessa di cui parliamo è una ragazza di quindici anni che frequenta una scuola nel West Virginia e si chiama Shay Bloxton: usando i dati del GBT (acronimo per Robert C. Byrd Green Bank Telescope), come vuole il regolamento del programma, è riuscita ad individuare la presenza di una pulsar fino ad allora sconosciuta.

La nuova pulsar è stata avvistata per la prima volta il 15 Ottobre dello scorso anno: successivi approfondimenti a distanza di un mese hanno portato poi gli astronomi a confermare che si trattava proprio di una stella pulsar, ovvero di una stupenda stella rotante. Ovviamente anche la ragazza, giovane autrice della scoperta, è stata invitata ad assistere ai successivi avvistamenti della stella pulsar e agli studi per definirne le caratteristiche. Con questo termine si indica scientificamente una stella composta di neutroni liberi con una massa simile a quella del Sole.

Poiché si tratta di uno degli stadi finali a cui può giungere il ciclo evolutivo di una stella queste sono conosciute anche con il nome dei cadaveri stellari. La ragazzina ovviamente si è detta emozionata per questa scoperta più grande di lei e della sua tenera età: “Ero davvero eccitata quando ho realizzato di aver fatto una vera e propria scoperta”.

Il programma che le ha permesso di vivere questa esperienza è, come anticipato sopra, il Pulsar Search Collaboratory grazie al quale gli studenti hanno a disposizione un software d’avanguardia per analizzare i dati raccolti durante ore e ore di osservazione professionale.

Questo avvenimento potrebbe essere per la ragazza solo il punto di partenza, e la prima scoperta, di una lunga carriera scientifica soddisfacente come lei stessa conferma nell’intervista dopo il 15 Ottobre “Partecipare al PSC mi ha spinto con ancora maggiore decisione a seguire il mio sogno per poter diventare un astrofisico affermato”.
E’ la seconda volta che l’esperimento porta ad un risultato di importanza perfino superiore alle aspettative. Anche un anno prima infatti un altro giovane ragazzo, Lucas Bolyard, studente sempre nel West Virginia aveva scoperto una stella pulsar tramite la partecipazione al concorso di cui sopra.

 

 

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