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Una sveglia luminosa - 1

sveglia luminosa progetto open source

Seguendo una nota teoria secondo la quale per alzarsi bene e di buon umore bisogna svegliarsi in maniera soft, abbiamo messo a punto una sveglia che un quarto d’ora prima di suonare accende gradualmente una o più luci, simulando, ad esempio, il sole che appare alla finestra...

Se il buon giorno si vede dal mattino è quantomeno evidente che per essere di buon umore e trascorrere una giornata senza “cerchi alla testa” sono determinanti le prime fasi della giornata, cioè un buon risveglio ed una colazione decente: siamo tecnici e per ora non ci siamo occupati di alimentazione (cibo...) ma possiamo suggerire qualcosa almeno per quanto riguarda la sveglia mattutina.

Avrete certo visto tra le pagine delle varie riviste e nelle vetrine dei negozi una miriade di sveglie, semplici e complesse, radiosveglie, orologi sincronizzati via radio, ma sappiate che la maggior parte di questi dispositivi nella pratica fa quello che farebbe la vecchia sveglia “della nonna”, quel macchinario infernale che all’ora puntata si metteva a suonare con il tipico trillo più o meno assordante.

Arrivati alle soglie del 2000 ci sembra che si possa fare qualcosa di meglio, se non altro per risparmiarci l’atroce risveglio al suono di campane e campanelle che di botto ci spezzano un sogno fatto di luoghi da favola, isole caraibiche, palme, spiagge bianche e... in piedi alla svelta altrimenti si tarda in ufficio!

Studi fatti sul sonno ci dicono che l’uomo da quando si addormenta a quando si sveglia passa più fasi cicliche che portano ad un sonno sempre più profondo (sonno R.E.M.) caratterizzato ed evidenziato da rapidi movimenti laterali degli occhi in un senso e nell’altro; arrivati al picco di massimo rilassamento, rilevabile dall’elettroencefalogramma nel quale determina onde elettriche a frequenza compresa tra 7 e 13 Hz, si va verso un graduale risveglio, fino alla condizione di veglia latente. Subito dopo si sprofonda nuovamente e gradualmente verso il sonno R.E.M. e, ancora progressivamente, si torna ad un sonno meno pesante.

Ogni ciclo dura grosso modo un’ora e mezza, e la fase più profonda all’incirca una mezz’oretta: è in essa che si suppone avvengano i sogni. Ancora gli studi ci dicono che il miglior risveglio, quello che ci permette di alzarci rilassati e tranquilli senza dolore o stress, è quello che avviene lontano dalla fase R.E.M. e quindi quando il sonno è meno profondo: l’ideale sarebbe svegliarsi sempre nei periodi di sonno leggero, ovvero di veglia latente. Se non altro perché pare che svegliandosi durante il picco di massimo assopimento non ci si ricordi più del sogno che si stava facendo. D

ato che nella pratica è difficile svegliarsi sempre quando il sonno è più leggero, non sempre ci alziamo di buon umore: già, perché quando ci suona la sveglia nel momento sbagliato viviamo un piccolo trauma, qualcosa che ci infastidisce e che si indispone di prima mattina. L’ideale sarebbe venire svegliati quando siamo più predisposti, cioè fuori dalle fasi di sonno profondo: tuttavia per fare una cosa del genere bisognerebbe avere una sveglia computerizzata ed un elettroencefalografo applicato al capo, in modo da verificare le onde cerebrali e agire al momento giusto.

 

 

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