A quanto pare, la dipartita di Steve Jobs ha reso felici molte persone, a partire dall’eterno nemico Richard Stallman. Un epilogo atteso, nessuna sorpresa, dopotutto si parla di un personaggio estremamente complesso e controverso, ma perché tanto odio? Perché tanto livore? Le radici affondano nella politica di Jobs, intento a porre brevetti e ad operare in modo monopolistico (e altro ancora), e colpevole di aver creato quella che Stallman definisce ‘una prigione cool concepita per privare gli stupidi della loro libertà’. Il leader della Free Software Foundation ci tiene a precisare di non essere felice per la morte di Jobs, quanto per il fatto che lui sia andato via. A queste affermazioni hanno ovviamente fatto eco migliaia di commenti entusiasti e altrettante risposte sdegnate. Non c’è che dire, la retorica ci insegna che alla fine la virtù sta nel mezzo, non si sposta mai; peggio del fanatismo c’è solo l’anti-fanatismo, e viceversa, due condensati di negatività che si alimentano l’un l’altro in uno squallido circolo vizioso.