La tecnologia della vibrazione promette di rimpiazzare la biopsia come metodo di diagnosi

La tecnologia della vibrazione promette di rimpiazzare la biopsia come metodo di diagnosi

Al momento la biopsia è il miglior modo per analizzare e diagnosticare eventuali malattie dei tessuti umani, soprattutto del fegato. Il problema, non da poco, della biopsia è che è invasivo e per niente gradevole.

Un gruppo composto da medici e ricercatori della Mayo Clinic di Rochester, in Minnesota, sperano di aver trovato un approccio (relativamente) nuovo e conosciuto al mondo scientifico e medico con il nome di elastografia, una sorta di risonanza magnetica, sviluppata per analizzare la rigidità dei tessuti e degli organi interni senza dover ricorre all’uso del bisturi.

Come funziona la elastografia?

Nella risonanza magnetica elastografica, o seplicemente elastografia, un dispositivo posto sul corpo del paziente, in prossimità del tessuto da analizzare utilizza le vibrazioni per generare onde sonore a bassa frequenza che passano attraverso gli organi che presentano diversi gradi di elasticità. Questi dati vengono poi misurati e analizzati per determinare quando il tessuto è più rigido di quello che dovrebbe essere: questa anormalità è sintomo di un tessuto non è sano.

I medici, sempre più spesso, in aggiunta alle biopsie utilizzano il contatto delle dita con la pelle e con i tessuti che circondano l’organo per determinare il livello di elasticità del tessuto/organo. In medicina il procedimento è noto come palpazione.

L’obiettivo della elastografia è quello di eliminare l’uso necessario e inderogabile della biopsia, che come detto sono invasive e dolorose, e di offrire una sorta di “palpazione virtuale” che potrebbe anche essere usato per esaminare i tessuti degli organi complessi da raggiungere se non con interventi chirurgici importanti tra cui il cuore e il cervello.

L’elastrografia e le malattie del fegato

L’applicazione più comune di questo tipo di risonanza magnetica è stata la diagnosi di malattie del fegato. La richiesta dei medici e dei pazienti di un modo migliore, meno doloroso e che lasci meno strascischi per diagnosticare le malattie che colpiscono questo organo è maggiore di quanto molti pensano. Quasi 170 milioni di persone in tutto il mondo hanno infezioni da epatite C e in un quarto dei casi può queste infezioni possono portare a malattie del fegato. Le malattie in questione lasciano profonde cicatrici e l’organo viene danneggiato. Richard Ehman, uno Mayo Graduate School, professore di radiologia e leader del team di Mayo Clinic che ha sviluppato la elastografia dichiara che “l’ultima stima è che negli Stati Uniti, 5 milioni di persone hanno infezioni da epatite C e molte persone non lo sanno”.

La sequenza della risonanza magnetica al fegato dura circa 15 secondi e può essere effettuata per un tempo standard di 45 minuti. Se i medici avessero potuto diagnosticare la fibrosi epatica (cicatrici causate da virus dell’epatite C) o cirrosi (caratterizzata dalla sostituzione del tessuto epatico con tessuto fibroso cicatriziale)in modo più facile avrebbero potuto “trattare, bloccare e, in molti casi invertire la malattia”, spiega Ehman . La tecnologia della elastografia ha la possibilità di diagnosi precoce del cancro al fegato.

La storia comincia 15 anni fa…

Più di 15 anni fa, Ehman cominciò a sperimentare con le onde sismiche prodotte in modo meccanico e chiamate onde di taglio, che erano in grado di viaggiare attraverso i tessuti umani. Ehman e i suoi colleghi hanno modificato una risonanza magnetica con un sistema che fosse in grado di rilevare i cambiamenti piccolissimi cui gli organi erano sottoposti se colpiti da queste onde sismiche meccaniche e ha scoperto che applicando un algoritmo matematico ai dati prodotti dalla scansione i ricercatori avrebbero potuto generare un’immagine che quantificasse la rigidità o elasticità di un organo. Afferma Ehman:”Sono stato ispirato dalla potenza della palpazione come uno strumento diagnostico per i medici.Semplice tocco è possibile trovare le cose che le apparecchiature altamente sofisticate possono mancare”.

Per un decennio Ehman ha sviluppato la tecnologia per poter rendere l’elastografia applicabile anche sul corpo umano.

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