Il telefono satellitare – 3

Il telefono satellitare

L’unica vera limitazione dell’apparecchio portatile è data dal fatto che deve funzionare all’aperto, cioè che la sua antenna deve essere piazzata come le parabole, altrimenti il debolissimo segnale (tenete conto della distanza media da un satellite: oltre 41300 Km) non la raggiunge con sufficiente intensità.

Insomma un terminale Inmarsat va utilizzato con l’antenna posta in superficie, e non funziona perciò se la si mette in una caverna, nel sottosuolo, in strutture metalliche di grandi dimensioni e tali da coprirla, ecc.; questo è l’unico limite. Per l’uso basta piazzare l’antenna all’aperto (è sufficiente una finestra), attivarlo, attendere qualche istante perché stabilisca il collegamento con il satellite più “in vista” quindi inoltrare la selezione usandolo pressappoco come un telefono di casa o un cellulare.

Il sistema Inmarsat prevede e permette la ricetrasmissione dei segnali di fonia, ma anche dei dati (con velocità mediamente di 2400 Baud) e quindi i relativi terminali sono predisposti per l’uso come modem-fax e dispongono solitamente di una porta seriale a standard RS232-C per l’interfaccia con Personal Computer ed altri apparati del genere.

In pratica tra telefono satellitare, satellite e centrale di controllo a terra, viaggiano solamente dati digitali, giacché l’audio viene digitalizzato ed inviato in forma numerica: quindi non vi è alcuna difficoltà ad inviare e ricevere dati di qualunque tipo, ovviamente fullduplex, ferme restando le limitazioni di velocità. Le frequenze attualmente utilizzate sono comprese tra 1626,5 e 1660,5 MHz per la trasmissione, e tra 1525 e 1559 MHz per i canali in ricezione; la grande distanza tra le due bande evita l’interferenza ed il rientro dei segnali TX in RX.

Le comunicazioni avvengono a condivisione di tempo e di frequenza, secondo codici ben precisi e standardizzati. In Italia è commercializzato da tempo un telefono satellitare portatile chiamato MOBIQ che esternamente si presenta come una valigetta al cui interno si trova l’apparecchio vero e proprio: una sorta di telefono da scrivania tipo quelli intercomunicanti, provvisto di un ampio display LCD (8 righe x 40 colonne) e tastiera, oltre che di una cornetta tradizionale.

La valigetta è separabile ed è in pratica la custodia, ma non solo, perché contiene l’antenna: in particolari condizioni, quando la ricezione risulti difficile, può essere staccata ed allontanata per piazzarla nel luogo dove capta meglio, ovviamente lasciandola connessa con il suo cavetto al telefono; per l’attivazione basta accendere l’apparecchio ed attendere che si colleghi ad uno o due satelliti della rete, operazione durante la quale si può posizionare l’antenna nel migliore dei modi aiutandosi con le indicazioni fornite dal display.

Il tutto incorpora un modemfax interno Hayes compatibile a 2400 bps, un’interfaccia seriale RS232-C per la connessione ai computer, lettore di ChipCard, e vivavoce. Può funzionare con l’apposito alimentatore da rete ma anche a batteria, essendo dotato di un accumulatore “long-life” che garantisce 2 ore e mezza di conversazione e 24 ore di funzionamento in standby, e che viene tenuto in carica nei momenti in cui è possibile collegarsi alla rete elettrica. In alternativa funziona tranquillamente in auto, grazie ad un adattatore che permette il collegamento alla presa dell’accendisigari.

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