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Il telefono segreto - 2

Il telefono segreto

Ci aiuteremo con lo schema elettrico illustrato in queste pagine. Il circuito è piuttosto complesso in quanto si è reso necessario prevedere numerose sezioni indispensabili per ottenere le prestazioni volute in termini di precisione, sicurezza e funzionalità.

Il circuito è composto da un ring detector che provvede ad identificare la chiamata in arrivo e ad attivare la logica di impegno della linea (basata su un monostabile che comanda un relé) da una logica che genera il tono di libero, da una forchetta telefonica (duplexer) che permette di ascoltare quanto avviene in linea limitando il disturbo prodotto dal tono di segnalazione (libero) e da un amplificatore BF che amplifica il segnale audio rendendolo udibile in altoparlante. Il tutto è alimentato da un circuito stabilizzato che richiede un semplice trasformatore di rete.

Vediamo la cosa nei dettagli partendo dal principio, cioè dallo stimolo ricevuto in linea: sappiamo (dalla tecnica telefonica) che, quando si riceve una chiamata, ai capi della linea è presente una tensione alternata sinusoidale (inviata a periodi) del valore di 70÷80 volt efficaci; questa tensione eccita la suoneria del nostro telefono facendola squillare. Se colleghiamo alla linea un circuito come quello che, nel nostro schema, è presente direttamente ai punti “TEL”, possiamo rilevare questa alternata ed eccitare un circuito logico.

In pratica l’alternata, attraversando C1 ed R1 (il condensatore rende insensibile il ring-detector alla tensione continua normalmente presente in linea) polarizza il diodo luminoso interno all’optoaccoppiatore FC1, eccitandolo (il diodo D2 raddrizza l’alternata proteggendo il diodo interno all’FC1) e determinando, sul suo piedino 4, una tensione costituita da impulsi dell’ampiezza di circa 4 volt. Questi impulsi caricano velocemente C2 attraverso R3, determinando rapidamente il livello logico alto all’ingresso della NAND U2a, e lo zero all’uscita di quest’ultima; è proprio questo livello ad eccitare il monostabile formato da U2d e U2c, monostabile che tiene attivato il circuito per circa 30 secondi.

telefono_segreto_cablaggio

L’uscita della U2c, adesso a livello basso, forza ad 1 logico quella della U2b, la quale manda in saturazione il transistor T1 facendogli eccitare la bobina del relé di linea (RL1). Il relé provvede a collegare la linea telefonica alla resistenza R7 e alla forchetta telefonica composta dai trasformatori TF1 e TF2; ciò determina la risposta alla chiamata, condizione riconosciuta dalla centrale telefonica la quale provvede subito a sospendere l’invio dell’alternata. L’impegno della linea è evidenziato dall’accensione del LED LD2, collegato (tramite la resistenza di limitazione R6) in parallelo alla bobina del RL1. Notate che la linea resta impegnata per tutto il tempo che il monostabile rimane eccitato, ovvero finché il pin 10 dell’U2c resta a zero logico; tuttavia è possibile disattivare il circuito (sconnettendolo perciò dalla linea) in qualunque istante semplicemente premendo il pulsante P1: così facendo si forza la carica rapida del C7 e il monostabile si porta immediatamente al time-out, ripristinando le proprie condizioni di partenza.

telefono_segreto_montaggio

Il pulsante permette quindi di sospendere in qualunque momento l’ascolto segreto, ad esempio quando si vuole rispondere alla chiamata prima dello scadere del tempo; è utile anche se si desidera usare il dispositivo come “filtro di telefonate”, ovvero per ascoltare chi è che vi chiama prima di rispondergli, funzione utile, ad esempio, se in quel momento non volete parlare con qualcuno in particolare.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

 

 

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