Home
Accesso / Registrazione
 di 

Il telefono segreto - 4

Il telefono segreto

Se non ci fosse e l’altoparlante rimanesse collegato stabilmente all’uscita dell’U1, si sentirebbe costantemente il residuo del tono di libero (il generatore funziona sempre, anche quando il circuito è sconnesso dalla linea) in altoparlante, residuo eliminabile solo con la fastidiosa operazione di riduzione manuale (agendo in pratica su R24) del volume.

Il funzionamento esaminato finora vale finché il circuito rimane collegato alla linea; quando scade il tempo impostato dal monostabile e l’uscita della porta logica U2c assume di nuovo il livello alto, la U2b pone la propria uscita allo stato logico 0 e lascia andare in interdizione il transistor T1, che lascia quindi ricadere il relé RL1. La linea telefonica viene liberata e il circuito torna nelle condizioni di riposo. Chiaramente se si forza lo svincolo del circuito prima dello scadere del tempo del monostabile, perché ad esempio si vuole rispondere alla telefonata, bisogna prima sganciare la cornetta del proprio apparecchio telefonico e dopo premere P1; altrimenti si perde la conversazione (almeno in teoria, perché in pratica la centrale lascia sempre passare un po’ di tempo se a riagganciare è il chiamato).

Tutto il circuito è alimentato tramite un trasformatore con primario da rete (220V/50 Hz) e secondario da 12 volt capace di erogare 400÷500 milliampère; il secondario del trasformatore, collegato ai punti “IN AC” fornisce la tensione alternata al ponte raddrizzatore PT1, che consente il passaggio unicamente della semionda positiva (disponibile tra i piedini + e -) con la quale carica C3 e C4 determinando, al punto +V, un potenziale di circa 16 volt. La presenza di tale tensione continua è evidenziata dall’accensione del LED LD1. Due regolatori di tensione integrati, uno da 9 volt (U1) e l’altro (U6) da 12 volt, provvedono a ricavare le tensioni per alimentare la logica e il generatore di nota con annessi e connessi (i 9 volt) e l’amplificatore di bassa frequenza ed il relé (12 volt). Bene, lasciamo adesso le spiegazioni teoriche e passiamo alla pratica del dispositivo, esponendo quelle poche regole che vi aiuteranno nella costruzione: innanzitutto seguite la traccia illustrata in queste pagine per ricavare il circuito stampato, che una volta inciso e forato ospiterà tutti i componenti.

Per il montaggio rammentate che conviene infilare per primi resistenze e diodi al silicio, poi gli zoccoli, i condensatori (partendo da quelli non polarizzati) i transistor, il ponte a diodi, il relé, e poi i LED. Durante il montaggio uno sguardo di tanto in tanto allo schema elettrico e alla disposizione componenti vi permetteranno di mettere ciascun componente al proprio posto, rispettando polarità e verso di inserimento di diodi, elettrolitici, transistor, ponte raddrizzatore e integrati (quando li innesterete nei rispettivi zoccoli). Per agevolare le connessioni di alimentazione e quelle con l’altoparlante, il pulsante e la linea del telefono, conviene montare sul circuito stampato apposite morsettiere a passo 5,08 mm. A proposito di connessioni, notate che per l’alimentazione abbiamo adottato una presa di quelle adatte agli alimentatori universali: il ponte a diodi permette di dare l’alimentazione in alternata o con uno di questi alimentatori (a 15-16 volt) in continua, senza badare, in quest’ultimo caso, alla polarità del collegamento.

I trasformatori TF1 e TF2 possono entrare solamente nel verso giusto, l’importante però è non scambiarli di posto, cioè mettere TF1 al proprio posto e non dove va il TF2, e viceversa. Notate che questi trasformatori (DPA, DPB) sono componenti difficilmente reperibili in commercio e che si possono trovare già pronti presso la ditta Futura Elettronica (tel. 0331/576139). Terminato il montaggio si collega l’altoparlante (da 8 ohm, 1 watt) alla rispettiva uscita, e lo stesso si fa con il pulsante P1; ai punti marcati “IN AC” si collega il secondario del trasformatore d’alimentazione, al cui primario va collegato un cordone di rete terminante con una spina.

Chiaramente la spina va innestata in una presa di rete, ma non prima di aver completato le saldature sul circuito stampato. Una volta alimentato e connesso alla linea telefonica il circuito è pronto per la prova: dopo averlo acceso verificate che sia illuminato LD1 e che rimanga invece spento LD2; verificate anche che l’altoparlante non emetta alcun suono e che gli integrati siano alimentati con le rispettive Attendete quindi una chiamata e verificate che il circuito risponda già dopo il primo squillo; la risposta è evidenziata dall’accensione dell’LD2. Magari fate fare la telefonata da qualcuno che conoscete e ditegli di parlare anche in presenza del tono: potrete così regolare R24 per ottenere il giusto volume di ascolto. Poi, senza segnale in linea, cioè senza che il chiamante parli (mettetevi d’accordo) agite sul cursore dell’R8 ruotandolo in un verso e nell’altro fino ad ottenere la massima attenuazione del tono a 440 Hz generato localmente dal circuito. Verificate poi che il segnale vocale, cioè la voce del chiamante, giunga sufficientemente forte e chiara.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

 

 

Scrivi un commento all'articolo esprimendo la tua opinione sul tema, chiedendo eventuali spiegazioni e/o approfondimenti e contribuendo allo sviluppo dell'argomento proposto. Verranno accettati solo commenti a tema con l'argomento dell'articolo stesso. Commenti NON a tema dovranno essere necessariamente inseriti nel Forum creando un "nuovo argomento di discussione". Per commentare devi accedere al Blog

 

 

Login   
 Twitter Facebook LinkedIn Youtube Google RSS

Chi è online

Ci sono attualmente 4 utenti e 63 visitatori collegati.

Ultimi Commenti