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Terapia con touchscreen per i bambini con paralisi cerebrale

La terapia con touchscreen prevede l'uso di giochi su un grande desktop per trattare bambini con paralisi cerebrale

La terapia con touchscreen serve a rendere la terapia riabilitativa meno stressante per i bambini affetti da paralisi cerebrale (CP). Un grande desktop Microsoft propone al piccolo paziente alcuni giochi, come ad esempio dei puzzle, per invitarlo a compiere determinati movimenti. Un giubbotto munito di sensori controlla che il bambino compia i movimenti giusti, rimanendo seduto correttamente.

Terapia con touchscreen grazie a Microsoft Surface

La terapia con touchscreen potrebbe essere una vera rivoluzione nella riabilitazione per i malati di paralisi cerebrale. I ricercatori dello Spaulding Rehabilitation Hospital e della Harvard School of Engineering and Applied Sciences hanno adattato un desktop di Microsoft per aiutare i bambini con paralisi cerebrale per ottenere qualche prezioso miglioramento con la terapia del divertimento. Alcuni bambini con questa malattia sono stati invitati al Children's Hospital di Boston per provare il sistema.

Il blog di Children's Vector spiega che il desktop è programmato con alcuni giochi sviluppati su misura e con le attività che incoraggiano la modifica degli elementi principali della paralisi cerebrale con la nuova terapia. La paralisi cerebrale (CP, cerebral palsy) copre una varietà di disturbi neurologici con sintomi diversi e con difficoltà di mobilità. Una bambina di nome Katie, ad esempio, ha la spina bifida: per lei l'adattabilità della tecnologia touchscreen è la chiave per una buona terapia. I giochi possono essere progettati intorno a obiettivi specifici, come lo stretching, il movimento, l'arco di movimento, l’uso di entrambe le braccia o una maggiore capacità visiva. Anche le dimensioni dello schermo giocano un ruolo importante, dato che è abbastanza ampio da mantenere l'attenzione dei bambini, bloccando fuori altri stimoli sensoriali.

La paralisi cerebrale è dunque un “termine ombrello” che comprende un gruppo di condizioni motorie non contagiose che causano disabilità fisica nello sviluppo umano, soprattutto nei vari settori del movimento del corpo.

Il termine “cerebrale” si riferisce al cervello, anche se il disordine prevede connessioni tra la corteccia e altre parti del cervello come il cervelletto. La paralisi si riferisce invece ai disturbi del movimento. La natura della paralisi cerebrale infantile come termine ombrello significa che è definita per lo più attraverso diversi sottotipi o come un miscuglio di questi sottotipi. La paralisi cerebrale è causata da un danno ai centri di controllo del movimento del cervello in via di sviluppo e può verificarsi durante la gravidanza, durante il parto o dopo la nascita fino a circa tre anni. Le conseguenze derivanti dalla limitazione dell'attività possono causare ostacoli nel movimento e nella postura, e sono spesso accompagnate da disturbi della sensazione, percezione della profondità e di altri problemi di vista, capacità di comunicazione, e talvolta anche di cognizione. Alcune forme di paralisi cerebrale possono essere accompagnate da epilessia.

Sensori di movimento completano la terapia

Lo sviluppatore della terapia con il touchscreen è Paolo Bonato, PhD, direttore del Laboratorio di analisi del movimento a SRH. Ha collaborato con Chia Shen, direttore del Scientists’ Discovery Room lab al SEAS. Entrambi volevano un sistema che fosse divertente da usare per i bambini, ma anche con un legittimo valore terapeutico. I terapisti hanno fornito un feedback sul sistema durante la sua progettazione e hanno preparato i pazienti presso il Children's Hospital per testarlo con l'aiuto del terapista occupazionale Michelle Coldwell.

Alan Dunne, studente di dottorato di ricerca in visita presso l'Università Nazionale d'Irlanda a Galway, ha un'esperienza nel campo della tecnologia di rilevamento. Per ottenere i migliori risultati terapeutici, è importante che i bambini utilizzino il touchscreen muovendosi adeguatamente, senza sdraiarsi mollemente sullo schermo. Così Dunne ha sviluppato un giubbotto leggero provvisto di sensori per i bambini, da indossare durante l'utilizzo del desktop touchscreen. Se un bambino mentre fa l'assemblaggio di un puzzle si sporge fino a toccare i pezzi sullo schermo invece di arrivare a loro toccandoli, i pezzi si disperdono agli angoli dello schermo fino a quando non si siede correttamente.

La terapia con touchscreen è ancora in fase di sviluppo, ma se i ricercatori otterranno i finanziamenti, faranno costruire un sistema per gli ospedali e le cliniche. I pazienti e le loro famiglie sarebbero in grado di monitorare i progressi e gli obiettivi della terapia.

 

 

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