Tesi di Laurea sullo studio sugli effetti delle radiazioni sul corpo umano: conclusione e bibiografia

Tesi di Laurea sullo studio sugli effetti delle radiazioni sul corpo umano: conclusione e bibiografia

In questa tesi è stata affrontata la problematica del profondo legame, di tipo causale, che sussiste tra le onde elettromagnetiche e gli effetti dovuti alle interazioni che esse hanno con il corpo umano e, più in generale, con il materiale biologico.

Indiscutibilmente sfaccettata, variegata e certamente complessa, la materia della compatibilità elettromagnetica è ben più grande dei soli telefoni cellulari e delle apparecchiature necessarie al loro funzionamento ma, proprio in virtù di ciò, perché questo studio potesse essere compiuto ed esaustivo, è stata fatta la scelta di circoscrivere i fenomeni e le apparecchiature discusse a questo particolare ambito. Perché questa analisi potesse dirsi completa, inoltre, è stato necessario investigare quali tipi di apparecchiature, quali metodologie operative e tecniche di trasmissione, modulazione, ricezione vengono impiegate perché il sistema GSM funzioni, dato che la sua diffusione si candida ad essere sempre più globale e capillare.

Dal punto di vista biologico e dell’anatomia umana, invece, è stato, peraltro, necessario identificare con certezza quali e quanti meccanismi ed organi del corpo umano fossero completamente specificati nel loro corretto funzionamento. Ciò allo scopo di poter più facilmente dedurre, da un funzionamento anomalo dello stesso, delle possibili connessioni con l’esposizione agli stimoli qui in esame. Uno dei primi organi e sistemi che avrei desiderato poter analizzare è l’encefalo ma, visto che esso continua tuttora a celare alcuni misteri non già morfologici ma funzionali, il che lo rende parzialmente inesplorato, è stato necessario escluderlo come possibile oggetto di indagine. Mi sono, pertanto, concentrato su ciò che accade all’interno dell’organismo, in maniera del tutto generale, in merito al sistema termoregolatore, a ciò che naturalmente è causa di variazioni dell’equilibrio termoregolatorio e a quali rimedi può adottare il corpo per farvi fronte.

In seguito, ho voluto rispondere a quel dubbio di cui all’Introduzione, entrando nel merito degli apparati genitali che sono risultati decisamente versatili in relazione a questo studio, in quanto completamente noti dal punto di vista funzionale. Studiare questi organi, capire il ruolo centrale giocato dalla temperatura nel loro funzionamento, identificare i metodi di rilevazione delle variazioni della temperatura stessa sono state fasi fondamentali dell’analisi. Un ulteriore spunto di riflessione è stato fornito dai sistemi attraverso i quali i genitali sono protetti, specie nel caso di quelli maschili, da cause occasionali di variazione incontrollata della temperatura. In tutti questi aspetti, il corpo umano ha dimostrato di essere una macchina estremamente adattabile e capace di arginare e mitigare le criticità proposte da talune situazioni.

Per poter studiare situazioni “controllate”, ovvero caratterizzate in modo preciso, che prendessero spunto dalla realtà di tutti i giorni e che ne fossero, pertanto, ben rappresentative, è stato necessario creare dei modelli matematici a cui potesse, poi, corrispondere una seria e circostanziata rilevanza. In particolare, l’utilizzo delle equazioni di Maxwell, applicate al caso di interesse, ha portato alla possibilità di descrivere e caratterizzare il problema della propagazione con precisione.

Come tutti i metodi numerici, esistono, chiaramente, dei limiti che sono, però, del tutto trascurabili in quanto parliamo di gradi di precisione numerica assolutamente non indispensabili e dei quali trascuriamo l’esistenza senza che questo possa invalidare i risultati ottenuti. Il metodo FDTD ed il BEM si sono dimostrati un valido ed efficace strumento di indagine e di impostazione del problema, non già perché semplicemente precisi ma perché molto versatili.

Sebbene, infatti, questi siano utilizzati da tempo per applicazioni diverse dai problemi di elettromagnetismo e compatibilità elettromagnetica, dimostrano di adattarsi perfettamente a fenomeni di questa natura. Anche il software COMSOL Multiphysics, utilizzato per le simulazioni, è da lungo utilizzato come applicativo di supporto a studi di diversa natura ma si tratta di un programma talmente valido e robusto da candidarsi a buon diritto a supporto tecnico per tali studi.

È importante notare, e costituisce un prerequisito perché la discussione abbia un senso, che è nella natura delle cose umane che ci si accorga del potenziale danno arrecato all’universo che ci circonda solo a valle del compimento di una umana azione ed è per questo che i timori che si possa arrecare danno alla salute pubblica, ovvero effetti biologici, nasce fisiologicamente, anche visto che lo sfruttamento sfrenato delle risorse, naturali e non, ai fini del profitto, ha caratterizzato da sempre lo sviluppo economico a livello mondiale, e ciò è avvenuto, in particolare, negli ultimi 60 anni.

Evidentemente, quindi, gli apparati di cui è fatta oggetto la mia tesi sono strumenti di una società intera a ed è giusto e legittimo che l’opinione pubblica metta sempre e costantemente alla prova la comunità scientifica tutta, perché fornisca risposte in merito alla pericolosità di tutti quei dispositivi che permeano la nostra vita quotidiana e che devono essere fonte di soluzioni e non di ulteriori problemi.
Peraltro, tutti gli effetti sanitari accertati dei campi a radiofrequenza sono chiaramente legati al riscaldamento.

A livelli che sono troppo bassi per produrre un qualsiasi riscaldamento che possa risultare significativo, l’energia a RF può ancora interagire coi tessuti corporei ma nessuno studio ha dimostrato che siano possibili effetti deleteri e nocivi quando questa esposizione sia controllata e comunque al di sotto dei limiti normativi imposti ed attualmente vigenti. Quando, invece, questi limiti vengono superati, diverse sono le evidenze di danni non solo funzionali ma addirittura strutturali a cui vanno incontro i tessuti biologici e ciò deve giustamente far temere per la salute pubblica.

Che vi siano limiti imposti e che vengano fatti rispettare deve diventare una priorità giornaliera di tutti i soggetti e degli individui che appartengono alla società.
Per quanto concerne le evidenze attualmente disponibili, il ruolo cruciale della temperatura nell’attività spermatogenica e gametogenica porta a concludere che l’esposizione alle radiazioni dei cellulari comporti effettivamente una diminuzione di tali funzionalità. L’infertilità risulta effettivamente causata da un’esposizione eccessiva alle radiazioni non-ionizzanti.

Per quanto concerne gli effetti teratogeni, sebbene sia ragionevole supporne l’esistenza a seguito dell’esposizione, l’analisi citata ha dato esito negativo. L’allargamento del campione, la conseguente rilettura dei risultati ha, infatti, reso praticamente nulla l’influenza di quei casi che erano risultati positivi.
Molti sono gli studiosi che si sono occupati dell’analisi di questa tematica e tanti altri studi sono in corso. Se alcuni di questi scienziati, tra cui Henri Lay, hanno fatto notare che il limite dettato dalla FCC, pari a 1,6 W/kg è solo di poco inferiore a quello che ha dimostrato di causare l’insorgere di effetti dannosi sugli animali, ovvero 4 W/kg, è anche vero che molti studi hanno dato esito negativo. Si era ipotizzato, infatti, per esempio, che l’uomo fosse sensibile, in maniera conscia, allo stimolo elettromagnetico e che potesse essere in grado di discernerli. È da escludere la possibilità di poter utilizzare l’ipersensibilità ai campi elettromagnetici come diagnosi perché non esiste alcuna prova scientifica che sia in grado di collegare questa ai sintomi, al momento [49].

Ulteriori studi hanno investigato sulla possibilità che l’utilizzo del cellulare aumentasse la possibilità di formazione di tumori all’interno del cervello e finora, per un utilizzo anche massimo ma circoscritto a 5 anni di osservazione, tale ipotesi è da ritenersi scongiurata.

Non vi è alcuna prova che sia verosimile che l’utilizzo del cellulare porti ad una diminuzione delle capacità uditive o ad un incremento nella formazione di tumori del tratto del condotto uditivo.

Finora, considerato lo stato dell’arte attuale della ricerca, sembra che sia possibile escludere, con un ragionevole grado di certezza, che i dispositivi cellulari costituiscano un pericolo per la salute. Resta, comunque, molto difficile per gli studi epidemiologici escludere la possibilità che esistano piccoli rischi in sottogruppi della popolazione, tuttavia questi sembrano biologicamente poco plausibili.
Le ultime esperienze di cui si è parlato suggeriscono che siano tante e anche molto diverse fra loro, ancora, le possibili situazioni in cui studiare il fenomeno ed approfondire gli studi.

In conclusione, che lo studio in questa materia e in ogni suo aspetto sia sempre e comunque in espansione e sempre più approfonditi non è solo sintomo di attenzione e responsabilità. Si tratta di un indispensabile elemento di garanzia e di massima validità scientifica delle norme attuali e future. Ecco per quale motivo è fondamentale che alcuni degli aspetti della tematica qui citati e altri futuri vengano approfonditi sempre più. La ricerca è vita!

Ringraziamenti

Desidero ringraziare innanzitutto il Prof. Ing. Marco De Sario per la sua guida e la sua partecipazione e collaborazione attiva al mio lavoro di tesi.
Ringrazio l’Ing. Giovanna Calò per aver messo le sue conoscenze e la sua competenza a servizio di questo progetto.
Ringrazio, inoltre, il prof. Ing. Cataldo Guaragnella perché ritengo sia stata una fortuna e un privilegio essere stato un suo studente.
Ringrazio, inoltre, tutta la mia famiglia ed Azzurra per il sostegno e la stima di cui ho goduto da parte loro e per l’amore sconfinato che mi dimostrano ogni giorno. Senza di voi questo lavoro e, ne sono certo, il mio futuro percorso di vita non sarebbero possibili.
Ringrazio mio cugino, l’avv. Massimiliano Giannini, per l’assistenza legale e la dott.ssa Irma Scarafino per la partecipazione attiva e consulenza medica in questo progetto di tesi.
Ringrazio, infine: Fabrizio Caramia, Nicola Russo, Pierpaolo Guida, Vincenzo Circelli, Annachiara Loiacono, Fabrizia Paparella, Costanza Nicolosi e tutti i miei amici. La vostra presenza ed il vostro sostegno sono stati una luce sulla strada.

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