Trashware: come trasformare un vecchio portatile in un accattivante computer fisso

trashware - come riciclare un vecchio protatile

Vediamo come trasformare un vecchio portatile con prestazioni e durata della batteria intollerabili per gli standard odierni in un computer fisso pieno di stile e funzionalità.

 

Quella del Trashware è una pratica in larga diffusione oggi, vista la necessità di smaltire vecchi calcolatori altrimenti inutili, venendo incontro anche alle esigenze ecologiche in barba al consumismo, e la sempre crescente necessità di risparmiare qualche soldino visti i tempi non molto felici. Per fortuna esistono ancora distribuzioni Linux che invece di puntare sulla grafica barocca puntano alla funzionalità ed al risparmio delle risorse. Facendo leva su tali sistemi operativi i vecchi computer posso tornare in vita anche quando il trend di mercato punta su sistemi operativi che richiedono almeno un processore multicore ed una scheda grafica di ultima generazione per essere usati decentemente…

Vediamo cosa fare allora quando il portatile è ridotto in pessime condizioni, la tastiera non va, il touch pad non risponde e la batteria si è arresa. Nell’ipotesi che le parti più importanti siano ancora funzionanti, quindi processore e scheda madre, vediamo come trasformare un vecchio portatile in un utile computer fisso.

Elenchiamo il materiale necessario:

- pannelli di materiale acrilico trasparente delle dimensioni dello schermo

- almeno quattro viti

- cavi di collegamento

- cacciavite e pinze per svontare il portatile

 

Per prima cosa smontaiamo il portatile. Ogni portatile è diverso quindi non si possono dare indicazioni generali. Per esperienza i Toshiba sono abbastanza problematici da smontare, al contrario di Acer e Dell. Ma non dovendo preoccuparsi di rompere il case o altre componenti dell’involucro usate pure la mano pesante, ciò che conta è non danneggiare la scheda madre, il processore e lo schermo. Dovreste ottenere un risultato simile a quello mostrato sotto.

Dissasembly

Ritagliare a questo punto due riquadri di materiale acrilico trasparente delle dimensioni dello schermo come in figura sotto.

Si può in realtà usare il tipo di materiale che si preferisce o che si riesce a lavorare meglio. L’ideale sarebbe usre un materiale che conduce molto bene il calore, quindi si sconsiglia vivamente il legno di ogni tipo e si consiglia l’alluminio MAC style…

Front face

Inserire la scheda madre tra i due rettangoli ritagliati prima e chiudere con le viti. Il risultato è una specie di panino con scheda madre come si vede nella figura sotto.

Back plate

Bisogna a questo punto creare dei fori per la ventola onde evitare che la temperatura del computer superi una certa soglia essendo la ventola tappata come si vede sotto.

Fan holes

L’unica cosa rilevante che abbiamo perso con l’operazione di smontaggio del portatile è il tasto di accensione. Quindi o ricicliamo in qualche modo quello originale oppure individuiamo i cavi corrispondenti e li colleghiamo ad un tasto che ci procuriamo, la scelta è puramente estetica. Si può fare un altro buco nel nuovo case della scheda madre oppure tenere un tasto esterno, è solo una questione di gusti e comodità. La stessa operazione può essere ripetuta per lo schermo oppure si può collegare la scheda madre ad uno schermo USB e lo stesso vale per la tastiera ed il touch pad qualora non siano in perfette condizioni. Ovviamente installeremo una distribuzione Linux adatta all’età del portatile di modo da ottenere delle buone prestazioni.

Alcune piccole ma importanti rifiniture di sicurezza per concludere. Come si vede nella figura sotto

Finish

il materiale che abbiamo tagliato sui bordi ha un aspetto tuttaltro che amichevole, è quindi il caso di limare e rendere innocui eventuali spigoli vivi o bordi taglienti.

 

Abbiamo presentato un tipico esempio di trashware che permette di trasformare un vecchio portatile in un computer fisso dignitoso che può trovare impiego in molteplici contesti. Le possibilità di personalizzare il risultato finale sono molteplici e gli strumenti necessari per il lavoro alla portata di tutti.

6 Comments

  1. Berni 23 agosto 2011
  2. Giovanni Giomini Figliozzi 13 luglio 2011
  3. Berni 14 luglio 2011
  4. Berni 14 luglio 2011
  5. Berni 14 luglio 2011
  6. Roberto.Cantalupo 12 maggio 2014

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