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Trasmettitore alta potenza - seconda parte

Trasmettitore alta potenza

Progetto di un trasmettitore ad alta potenza, seconda parte. Questo è in sintesi il funzionamento del tutto: notate che abbiamo fatto accendere il TX-SAW Boost tramite lo scambio di un relè perché non è stato possibile farlo in altro modo e comunque per poter usare un singolo pulsante per canale evitando interferenze tra l’alimentazione principale (18V) con cui esso funziona e il piedino 12 dell’encoder U2, che è alimentato a 5 volt, mantenendo nel contempo un insieme semplice e di ridotte dimensioni.

Inoltre il relè, unito al filtro L1/C1, limita le interferenze dovute alle già ridotte fughe di RF dai piedini di alimentazione del modulo SMD. Certo, il sistema ha comunque l’inconveniente di assorbire più corrente durante l’attivazione, poiché solo nella bobina del relè vanno circa 30 milliampère (limitati dalla resistenza R1); tuttavia il difetto è limitato ai soli periodi in cui si trasmette, ovvero si tiene premuto uno dei pulsanti, mentre a riposo non influenza minimamente il consumo: anzi, la particolare configurazione di tutto il minitrasmettitore è tale da determinare un assorbimento nullo quando non viene premuto alcuno dei due pulsanti. Infatti quando P1 e P2 sono rilasciati il transistor T1 è interdetto e il relè non è collegato all’alimentazione, e pure il regolatore integrato U3 (un 78L05 usato per ricavare i 5 volt necessari a far funzionare l’encoder MM53200) che ha l’ingresso collegato al collettore dello stesso T1, risulta spento; solo premendo uno dei pulsantini si ha lo scorrimento della corrente dalle pile al circuito. Notate che l’assorbimento complessivo del nostro minitrasmettitore, quando è acceso, è contenuto entro 140÷150 milliampère, il che significa che per alimentarlo è preferibile utilizzare due batterie alcaline.

Trasmettitore alta potenza - realizzazione pratica

Ma lasciamo da parte lo studio del circuito e vediamo adesso come bisogna fare per costruire e mettere in funzione il trasmettitore a lunga portata. Per prima cosa occorre preparare il circuito stampato seguendo la traccia del lato rame illustrata in queste pagine a grandezza naturale (scala 1:1) quindi dopo averla incisa e forata è necessario procurarsi i pochi componenti che servono montandoli poi in questo ordine: prima le resistenze e i diodi (per i quali va rispettata la polarità indicata, rammentando che il catodo è il terminale dalla parte della fascetta) quindi lo zoccolo per l’MM53200 e dunque i dip switch DS1 e DS2, il primo da 10 poli ed il secondo singolo.

Poi si inseriscono e si saldano i condensatori, badando alla polarità di quelli elettrolitici, e quindi il regolatore integrato 7805, che deve essere del tipo a bassa corrente (78L05) in contenitore TO-92, e che va montato con il lato piatto rivolto a C2 ed R2. Quanto al transistor T1, è un BC547 che va infilato nei rispettivi fori dello stampato tenendone il lato piatto verso la resistenza R4. Giunti a questo punto si sistemano il relè RL1 (tipo ITT-MZ o equivalente, con bobina a 12 volt e singolo scambio) e il modulo ibrido TX-SAW Boost, per i quali non vi sono problemi di orientamento dato che entrano solo nel verso giusto.

trasmettitore alta potenza tx-saw boost

ricetrasmettitore in pratica

I due pulsanti P1 e P2 potete montarli direttamente sul circuito stampato, se prevedete che il contenitore sia adatto, oppure li collegherete alle rispettive piazzole con corti spezzoni di filo, quindi li fisserete ad un pannello della scatola, qualora non sia già predisposta diversamente. Inserite infine l’integrato di codifica MM53200 nello zoccolo, cercando di posizionarlo come indicato nella disposizione componenti illustrata in queste pagine, ovvero tenendone la tacca di riferimento dalla parte dell’ibrido U1; ricordate che in sostituzione è possibile usare gli equivalenti della UMC, ovvero l’UM86409 o l’UM3750.

Completato il circuito e verificato che tutto sia a posto, bisogna pensare a racchiuderlo in un contenitore adatto: per il prototipo abbiamo oppure un Teko della serie Coffer, che sebbene non sia proprio tascabile è adatto ad essere riposto un po’ ovunque, anche in auto, e si tiene comodamente in mano; in esso trovano posto anche le due pile a secco da 9 volt, che vanno collegate in serie tra loro usando apposite prese polarizzate “a strappo” connettendo il filo positivo (solitamente rosso) di una insieme con il negativo (nero) dell’altra, quindi attestando i fili liberi ciascuno alla corrispondente piazzola dello stampato (il positivo al +V ed il negativo a massa) senza inserire alcun interruttore, che sarebbe inutile perché comunque l’assorbimento del trasmettitore a riposo è nullo.

Se usate il contenitore Teko bloccate la basetta e le pile sul fondo, fissate i pulsantini al coperchio dopo averli collegati con appositi spezzoni di filo, quindi richiudete forate un lato corto della base e avvitate l’antennina accordata (stilo lungo circa 18 cm) ad 1/4 d’onda collegandola con un pezzetto di cavo schermato coassiale (la calza metallica collegatela a massa dal lato dello stampato, e lasciatela isolata dall’altra parte) alla piazzola ANT della basetta, ovvero al piedino 11 del modulo TXSAW Boost. Per migliorare il rendimento dell’antenna potrete utilizzare un pezzo di lamiera (da sistemare indifferentemente all’interno o all’esterno del contenitore) in funzione di piano di massa. Chiudete il coperchio ed avrete terminato il vostro trasmettitore a lunga portata.

Per il collaudo basta procurarsi un ricevitore da radiocomando funzionante a 433,92 MHz e provvisto di decodifica a base MM53200 o similare, o comunque portarsi nelle vicinanze del proprio impianto apricancello o antifurto purché disponga di comando a distanza basato sulla stessa codifica e sintonizzato ovviamente alla stessa frequenza (433,92 MHz); impostati gli 11 dip-switch del trasmettitore come quelli del ricevitore, o comunque analogamente a quelli del miniTX portatile in dotazione all’impianto, basta premere uno dei due pulsanti per vedere subito l’effetto.

Facciamo notare che il nostro dispositivo è predisposto per controllare fino a 2 canali, ma va ovviamente bene per comandare anche sistemi monocanale o a 3/4 canali, fermo restando che in quest’ultimo caso l’11° bit può determinare le combinazioni dei canali 3 e 4 e va quindi disposto di conseguenza. Per l’uso con i ricevitori a singolo canale basta non utilizzare o non montare uno dei pulsanti, ovvero usare solamente quello corrispondente allo stato dell’ultimo pin di codifica del decoder: insomma, se abbiamo a che fare con un RX monocanale in cui il piedino 12 dell’MM53200 (UM86409 o UM3750...) è fisso a zero logico dobbiamo usare solamente il pulsante P2, perché con P1 si genera il codice corrispondente all’ultimo bit a livello alto.

 

 

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