Un tributo a Nikola Tesla – 1

Nikola Tesla è senza alcun dubbio ritenuto uno degli inventori più importanti e prolifici del ventesimo secolo. La maggiorparte del suo lavoro ha avuto a che fare con l’elettricità, e viene a ragione considerato come il padre del motore a corrente alternata (AC), oltre a numerose altre scoperte nel campo dell’elettromagnetismo, della radio, e dei sistemi radar (come, ad esempio, la luce fluorescente, l’illuminazione ad arco, ed i sistemi di controllo remoto senza fili, cioè “wireless”). Molti concordano sul fatto che Nikola Tesla, durante la sua vita, non ricevette tutti i riconoscimenti e la considerazione che egli meritava per il lavoro svolto e per il suo considerevole contributo fornito al mondo della scienza e della tecnologia. Tesla morì nel 1943, quando viveva per proprio conto e con una ristretta cerchia di amici, nella stanza 3327 dell’Hotel New Yorker, dove aveva vissuto gli ultimi dieci anni della sua vita.

Nikola nacque tra il 9 ed il 10 luglio 1856 nel piccolo villaggio di Smiljan, in Croazia (a quel tempo faceva ancora parte dell’Impero Austro-Ungarico). Egli era il quarto di cinque figli e sin da piccolo dimostrò subito un forte interesse nei confronti delle apparecchiature meccaniche ed elettriche, riuscendo spesso a trovare la soluzione a problemi pratici con idee originali e geniali. Nel 1875 riuscì ad entrare al Politecnico di Gratz (oggi parte della Repubblica Ceca), ma l’anno successivo fu costretto a lasciare tale università a causa del mancato rinnovo della borsa di studio (Tesla non era un “residente” e, nonostante le sue capacità, aveva meno diritto di altri studenti).

Tuttavia, a Gratz Nikola ebbe la possibilità di imparare i principi teorici e vedere all’opera i motori in corrente continua, ed in seguito lavorò inizialmente a Budapest e successivamente a Parigi per una sussidiaria della Edison Company come ingegnere elettrico. Fu proprio a quel tempo che Nikola cominciò a concepire il motore ad induzione in alternata (AC): inizialmente egli formulò l’idea nella propria mente (era dotato di una fervida immaginazione che gli permetteva di pensare un progetto nei minimi dettagli prima ancora di metterlo sulla carta), e successivamente fu persino capace di progettare e costruire un prototipo funzionante impiegando i propri mezzi finanziari. Nonostante ciò, nessuno in Europa sembrava interessato a questa promettente applicazione, e pertanto nel 1884 egli decise di salpare per gli Stati Uniti con (letteralmente!) solo quattro centesimi nelle proprie tasche.

Arrivato a New York, Nikola lavorò inizialmente per Thomas Edison, con il compito di migliorare e perfezionare i generatori per la produzione di corrente continua (DC). Durante questo periodo, Tesla ed Edison iniziarono quella che fu definita la battaglia delle correnti: Tesla era infatti uno strenuo sostenitore della corrente alternata (AC) (anticipandone gli innegabili vantaggi nella trasmissione e distribuzione dell’elettricità), mentre Edison era un convinto difensore della corrente continua (DC), soprattutto perchè doveva proteggere i propri investimenti nelle apparecchiature e nelle installazioni (già realizzate ed operative) basate sull’utilizzo della corrente continua.

I sistemi di illuminazione di Edison, alimentati in continua, stavano infatti dimostrando tutta la loro inefficienza e debolezza. Inoltre, il principale svantaggio di questi sistemi era l’impossibilità di trasportare la corrente per più di due miglia, dal momento che non era possibile ottenere una tensione così elevata per coprire distanze maggiori; proprio per questo motivo, ogni due miglia era necessario installare una stazione di potenza in DC. Al contrario, la corrente alternata (con una tipica frequenza di 50-60 Hz) può essere più agevolmente incrementata verso valori superiori di tensione, riducendo così le perdite di potenza e le dispersioni, ed è perciò maggiormente adatta a coprire grandi distanze: oggi tutti noi sappiamo che la storia ha dato ampiamente ragione a Tesla.

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