Home
Accesso / Registrazione
 di 

Truccavoce digitale 2/3

Truccavoce digitale

Ciò rende possibili otto combinazioni, che sono poi le 6 relative allo shift di frequenza (3 passi in alto ed altrettanti in basso), quella corrispondente al funzionamento trasparente (voce normale) e quella che determina il modo di comando: infatti il comando mediante gli ingressi binari ha la priorità su quello sequenziale a pulsanti, e solo impostando a livello alto gli ingressi SW0, SW1, SW2 l’integrato può ricevere comandi dai quattro pulsanti.

I tre ingressi binari (SW0, SW1, SW2, rispettivamente piedini 1, 2, 3) consentono l’accesso diretto alle funzioni di shift di frequenza e solo ad esse; quando i piedini 1, 2, 3 non sono tutti a livello alto i pulsanti sono disabilitati: tutti, anche quelli di voce robot e vibrato. Gli ingressi digitali permettono di controllare il funzionamento dell’HT8950 direttamente da un computer, sfruttando appunto un semplice bus composto da soli tre bit. In maniera più rozza e semplificata, si può controllare il chip agendo sui tre bit mediante interruttori collegati a massa.

integrato_Holtek_HT8950_versioni

ht8950_schema_applicativo

Solo che in quest’ultimo caso bisogna conoscere a memoria la tabella di verità del componente, altrimenti la cosa diviene molto più complessa e lenta di quanto non lo sia comandare il funzionamento sequenziale mediante i quattro pulsanti.

Comandi a parte, esistono altri aspetti dell’HT8950 che vale la pena di evidenziare: ad esempio l’uscita per pilotare un LED in funzione di levelmeter; il LED in questione si collega tra il positivo di alimentazione e il piedino 8, e lampeggia tanto più intensamente quanto più è elevato il livello del segnale ricevuto in ingresso. Altra cosa importante: l’HT8950 va alimentato con tensioni comprese tra 2,4 e 4 volt (in continua) quindi richiede un minimo di attenzione, altrimenti è facile distruggerlo. Si accontenta di tensioni tanto basse perché è realizzato con le più moderne tecnologie digitali: le stesse che hanno permesso la realizzazione di microprocessori per PC portatili funzionanti a 3,6 e 4 volt.

L’Holtek HT8950, come tutti i chip truccavoce che si rispettino, trasforma la voce agendo su segnali digitali; perciò prima di operare le varie elaborazioni provvede a convertire il segnale di ingresso da analogico a digitale (attraverso un A/D converter ad 8 bit). Prima della conversione il segnale viene comunque amplificato da due stadi differenziali, in modo da essere portato al giusto livello. Il primo stadio fornisce un guadagno massimo (ad anello aperto) di circa 2000 volte (in tensione) e serve principalmente per elevare il livello dei segnali in arrivo dai microfoni; all’esterno è accessibile mediante i piedini 5 (uscita) e 6 (ingresso invertente). L’ingresso non invertente del primo operazionale è polarizzato mediante un partitore di tensione interno al chip ed é accessibile dal piedino 10 (Voltage Reference); tra questo piedino e massa va collegato un condensatore che possa filtrare la tensione di polarizzazione da disturbi di alimentazione, di conversione (generati all’interno del chip) ecc.

L’uscita dell’amplificatore di ingresso è collegata rigidamente ad un secondo operazionale, il cui ingresso non-invertente è polarizzato dal potenziale fornito dall’uscita di soglia (cross-level) del convertitore analogico/digitale. Ma a cosa serve questo collegamento? Semplice: se realizzate il nostro truccavoce ed uno con l’MSM6322 Oki, potete notare come in quest’ultimo si senta in una certa misura un fruscìo di fondo; fruscìo che invece non è presente con l’HT8950.

truccavoce_digitale_schema_elettrico

truccavoce_digitale_pcb

Il rumore di fondo nel nostro chip viene eliminato, ma solo apparentemente, grazie ad uno stratagemma: poiché lo generano i convertitori e si intrufola in buona parte negli stadi di ingresso, l’intero truccavoce viene tacitato nei periodi di pausa. Ciò si ottiene bloccando l’amplificatore di ingresso, cioè il secondo operazionale: quando il segnale applicato all’ingresso del chip ha un livello discreto, l’ingresso non-invertente dell’operazionale viene polarizzato correttamente, mentre non viene polarizzato quando manca segnale in ingresso o è di ampiezza troppo bassa (tale da determinare un cattivo rapporto segnale/rumore).

In tal modo il segnale passa dal truccavoce solo se è di ampiezza sufficiente a coprire il rumore di fondo, mentre sotto una certa soglia (fissata all’interno del chip) viene bloccato (ciò si ottiene non polarizzando il secondo operazionale). Per verificare la presenza della soglia, una volta montato il truccavoce provate a parlare a voce bassa nel microfono: noterete che a un certo livello il circuito tace; la voce torna parlando più vicino o più forte.Questo sistema fa sì che a riposo non si senta alcun fruscìo di fondo in altoparlante. Tuttavia risolve solo in parte (anche se nella parte più importante) il problema del rumore: infatti lo spegnimento degli amplificatori di ingresso sotto un certo livello determina una sorta di lieve e breve soffio (crepitìo) che accompagna le variazioni di livello del segnale.

Si tratta tuttavia di un rumore non continuo e comunque udibile solo nel funzionamento a voce normale; è invece impercettibile con la voce truccata, ed è questo che più conta: d’altronde il truccavoce serve per udire la voce elaborata, non al naturale. Bene, torniamo alla conversione in bit del segnale audio; il segnale digitalizzato viene posto in una RAM statica e da essa viene prelevato per l’elaborazione secondo le modalità impostate dall’unità logica di controllo (Control Circuit). Il segnale elaborato viene quindi inviato ad un convertitore digitale/analogico (D/A converter ad 8 bit) e inviato all’uscita BF (piedino 9). Tutti gli stadi digitali funzionano prendendo il segnale di scansione dal generatore di clock interno all’integrato; questo generatore lavora ad una frequenza massima di 512 KHz, frequenza impostata dai valori delle resistenze collegate tra i piedini 12, 13 e il 14.

Finisce qui la descrizione dell’HT8950; crediamo di aver evidenziato tutti gli aspetti importanti per progettisti e non, e comunque quelli che servono a capire e valutare certe scelte che abbiamo fatto nel mettere a punto il truccavoce il cui schema trovate in queste pagine. Un truccavoce che non avrebbe potuto essere basato su altro che non fosse il chip Holtek. Nello schema (e quindi nel circuito che vi proponiamo...) lo trovate impiegato secondo le raccomandazioni (poche, a dire il vero) della Casa costruttrice, nonché secondo quelle che ci sono arrivate dal buon senso e dall’esperienza.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

 

 

Scrivi un commento all'articolo esprimendo la tua opinione sul tema, chiedendo eventuali spiegazioni e/o approfondimenti e contribuendo allo sviluppo dell'argomento proposto. Verranno accettati solo commenti a tema con l'argomento dell'articolo stesso. Commenti NON a tema dovranno essere necessariamente inseriti nel Forum creando un "nuovo argomento di discussione". Per commentare devi accedere al Blog

 

 

Login   
 Twitter Facebook LinkedIn Youtube Google RSS

Chi è online

Ci sono attualmente 7 utenti e 67 visitatori collegati.

Ultimi Commenti