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TX audio UHF con booster da 400 mW - 3

TX audio UHF con booster da 400 mW

IN PRATICA: Bene, detto questo il circuito è spiegato, almeno in teoria; non ci resta quindi che la parte pratica, dobbiamo cioè vedere adesso come costruire il minitrasmettitore e come farlo funzionare per ottenere le migliori prestazioni.

La prima cosa da fare è preparare il circuito stampato sul quale prenderanno posto i pochi componenti che servono, e naturalmente i due moduli ibridi; per rendervi più facile il compito pubblichiamo in queste pagine la traccia del lato rame a grandezza naturale (scala 1:1) che dovrete seguire qualunque sia il metodo di incisione al quale farete ricorso. Se pensate di preparare lo stampato per fotoincisione fate una buona fotocopia su carta da lucido o carta bianca (in quest’ultimo caso allungate il tempo di esposizione a 5 o 6 minuti) ed otterrete la pellicola.

Ad ogni modo, incisa e forata la basetta potete iniziare il montaggio dei componenti partendo dalle resistenze e dai trimmer, proseguendo con il diodo Zener (attenzione alla fascetta, che indica il catodo) ed i condensatori, badando particolarmente alla polarità dell’elettrolitico C5.

Inserite quindi i due moduli ibridi, ciascuno nei propri fori, badando di posizionarli come indicato nel piano di cablaggio e nelle foto del prototipo riportate in queste pagine; prima di sistemare il booster PA433 bisogna però cortocircuitare il “mezzo piedino” accanto al pin 3 con quest’ultimo, colandovi sopra una goccia di stagno con il saldatore e badando di non far toccare il contatto così realizzato con altri pin e con il contenitore-schermo metallico.

Bene, terminato il montaggio dei componenti vi conviene piazzare delle morsettiere a passo 5 mm per circuito stampato in corrispondenza delle piazzole di alimentazione, e magari anche per l’ingresso BF; dopo prendete una piastrina di alluminio a forma di “U” o comunque un dissipatore piano avente resistenza termica di 10÷12 °C/W e appoggiatelo alla parte piatta dell’ibrido U2, fissandolo - se la sua struttura lo permette - tramite due viti da far passare negli appositi fori delle alette del modulo stesso.

Ciò è indispensabile perché nel normale funzionamento il componente si riscalda abbastanza e necessita del radiatore per smaltire il calore che altrimenti lo danneggerebbe. Fatto tutto quanto date una controllatina finale per verificare che ogni cosa sia a posto, poi pensate a come sistemare l’intero modulo: la miglior soluzione consiste nel racchiuderlo in una scatola metallica di quelle fatte per gli assemblaggi AF (insomma quelle in ferro stagnato...) lasciando un foro per far uscire il cavo coassiale dell’antenna ed uno per l’altro coassiale, quello del segnale BF di ingresso; per l’alimentazione potete prevedere un piccolo connettore, oppure tirare fuori i fili direttamente.

Usando la scatola metallica fissate bene la basetta isolandone il fondo con un pezzo di cartoncino o di plastica robusta, ad evitare cortocircuiti che danneggerebbero gli ibridi; evitate inoltre che il dissipatore del PA433 tocchi le pareti, se non altro per limitare i giri di massa.

Per il corretto funzionamento, prima di accendere il circuito, bisogna collegare all’uscita del booster un’antenna appropriata, e comunque con impedenza di 50÷52 ohm: l’ideale è una di quelle accordate a 433 MHz usate solitamente per i radiocomandi, ovvero un semplice stilo lungo 18 cm o una Ground-Plane composta dallo stesso stilo appoggiato su un piano di massa con superficie di almeno 100 cm2 (ad esempio un pezzo di basetta ramata o una piastra di ferro) ed isolato da esso mediante una boccola di gomma o ceramica.

 

 

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