TX radio per contatti

trasmetittore radio per contatti

TX radio per contatti – da utilizzare con la centralina antifurto via radio presentata in un altro articolo o con l’antifurto per piccoli ambienti. Facile da installare e da utilizzare. Portata di oltre 200 metri. Disponibile in scatola di montaggio. Come promesso, dopo il progetto del sensore ad infrarossi con trasmissione via radio del segnale di allarme, completiamo la serie dei sensori presentando in questo articolo il progetto del trasmettitore per contatti.

Questo circuito può essere utilizzato con qualsiasi contatto meccanico o magnetico normalmente aperto o normalmente chiuso. A riposo il dispositivo non è attivo ed assorbe una corrente irrisoria mentre quando il contatto (o i contatti) a cui è collegato si attiva, il circuito trasmette via radio un segnale di allarme che viene ricevuto dall’apposita centrale. A tale proposito, ricordiamo che questo trasmettitore può essere abbinato sia alla centrale via radio che all’impianto antifurto (sempre via radio) per piccoli ambienti.

Il primo circuito è un completo impianto antifurto senza fili per ambienti domestici: il dispositivo (a due zone, con possibilità di attivazione parziale o contemporanea), dispone di radiocomando di attivazione, uscita per sirena normale o autoalimentata, batteria tampone, memorizzazione dello stato di allarme ed indicazione acustica di accensione/ spegnimento. Insomma, un antifurto che non ha nulla da invidiare agli analoghi sistemi commerciali. Il secondo circuito è invece molto più semplice essendo destinato al controllo a distanza di piccoli ambienti (box, cantine, solai,camper, roulotte ecc.); non si tratta quindi di un vero e proprio antifurto ma di un sistema che ci avvisa se qualcuno è entrato nel locale protetto.

Entrambe queste apparecchiature possono funzionare col sensore ad infrarossi passivi SIR113-SAW, col circuito descritto in queste pagine, ma anche con qualsiasi altro sistema radio operante sui 433,92 MHz opportunamente codificato. Ma torniamo al nostro circuito. Anche in questo caso viene utilizzato un modulo trasmittente dell’Aurel che elimina tutti i problemi relativi alla taratura dello stadio di alta frequenza. La restante parte del circuito è composta da pochissimi altri componenti, tutti facilmente reperibili. Per l’alimentazione abbiamo previsto l’impiego di una batteria a 9 volt che garantisce un’autonomia di 1÷2 anni. Infatti a riposo il circuito assorbe una corrente inferiore ad 1 microampère.

TX radio per contatti – schema elettrico

Soffermiamo ora la nostra attenzione sullo schema elettrico del circuito, schema che può essere suddiviso in due blocchi funzionali: la sezione di controllo ed il trasmettitore radio codificato. Nella prima sezione vengono utilizzati uno stadio di ingresso, un temporizzatore ed un interruttore statico; nella seconda, un trasmettitore a radiofrequenza ed un codificatore Motorola. Il circuito dispone di due ingressi contraddistinti dalle sigle NA (normalmente aperto) e NC (normalmente chiuso). Tra questi terminali e la massa vanno collegati gli interruttori magnetici o meccanici utilizzati per controllare porte, finestre, serrande, eccetera.

tx_radio_schema_elettrico

All’ingresso contraddistinto dalla sigla NA vanno collegati i dispositivi con contatti normalmente aperti che, se sono più di uno, debbono essere connessi in parallelo tra loro. Così facendo è sufficiente chiudere uno solo dei contatti per attivare il dispositivo. La chiusura verso massa dell’ingresso NA provoca un breve impulso negativo sul piedino 13 di U1b che determina la commutazione del circuito monostabile che fa capo a U1b e U1c. Il sensore con contatto normalmente chiuso va collegato tra il pin NC e la massa; nel caso di più sensori questi vanno collegati in serie tra loro in modo che l’apertura di uno solo di essi determini l’attivazione del circuito. Anche in questo caso l’attivazione del contatto determina un impulso negativo sul pin 13 di U1b che provoca l’entrata in funzione del monostabile. Al contrario di altri dispositivi del genere, nel nostro caso è possibile utilizzare contemporaneamente i due ingressi; inoltre, l’ingresso NC, qualora non venga utilizzato, può essere lasciato libero. Il breve impulso di allarme applicato sul pin 13 di U1b determina la commutazione del temporizzatore monostabile che fa capo a U1b ed a U1c. In pratica il livello del pin 10 di U1c passa da 1 a 0 e resta in questo stato per circa 5 secondi, il tempo necessario al condensatore C3 per caricarsi tramite R4. Trascorso questo periodo, il monostabile torna nello stato di riposo. Il segnale di uscita del monostabile viene sfasato di 180 gradi dalla porta U1d la quale pilota il transistor T1. Quest’ultimo viene utilizzato come interruttore statico per alimentare lo stadio di alta frequenza. In pratica durante i 5 secondi di funzionamento del monostabile, il transistor è in saturazione ed il circuito di alta frequenza risulta alimentato. Questo stato è evidenziato dall’accensione del led LD1.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

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