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Un ricevitore SSB ...dalla "media" in poi 1/2

ricevitore ssb

Ricevitore SSB - Introduzione

Tempo fa frugavo disperatamente su varie riviste in cerca di qualche schema che mi desse lo spunto per la costruzione di un ricevitore SSB sulle HF. Sembrava non ci fosse che l’imbarazzo della scelta in mezzo a tanti progetti di convertitori, VFO con stabilità eccellenti, mixer H-Mode di ultimo grido, filtri a quarzo home made; interessanti devo dire, ma il resto del ricevitore? E’ proprio necessario usare sempre l’MC1350 come ampli di media o l’NE602 come rivelatore a prodotto? E l’AGC deve essere necessariamente derivato dalla BF? Sicuramente sì, se vogliamo che sia tutto più facile, ma la voglia di sperimentare ci spinge a metterci al lavoro. Un bel guaio però! Per rendersene conto bisogna proprio sbatterci la testa.

L’amplificatore di media frequenza
Lo spunto l’ho avuto da un progetto pubblicato sull’ARRL Handbook del 1994, ma forse già di qualche anno prima, relativo ad un ricevitore per le HF di W7ZOI e K5IRK presentato nel 1981 sulla rivista QST. Nel progetto, come si vede in Fig.1, il circuito è simile, composto da tre stadi di cui i primi due con dei MOSFET ai quali segue un amplificatore differenziale con due 2N2907 da cui si ricava il segnale per il rivelatore a prodotto da una parte e per la tensione dell’AGC dall’altra.

Schema elettrico dell’amplificatore di media frequenza.

Fig 1 - Schema elettrico dell’amplificatore di media frequenza.

La scelta dei MOSFET non è stata casuale (non erano nel cassetto) ma dettata dal fatto che i due BF961,come tanti altri simili, guadagnano sì circa 20 dB ciascuno con una tensione di polarizzazione del G2 di 4V, ma il guadagno scende a - 30dB con una tensione di -2V sullo stesso Gate 2, contro i normali 20dB tipici di tanti altri.

Questo dato è molto importante perché si traduce in una maggior dinamica dell’AGC (da +20 a -30dB per ciascun MOSFET). I tre stadi sono a larga banda e possono quindi funzionare senza bisogno di alcuna taratura; l’ingresso ha una impedenza di 500Ω, ottenuta mediante l’utilizzo di un trasformatore realizzato con un nucleo toroidale FT37/43, e può essere collegato direttamente all’uscita di un filtro a quarzi (io ho usato un filtro a 9MHz da 2,1kHz della International Radio). Gli stessi nuclei FT37 /43 sono utilizzati sul drain di ciascun BF961, mentre sui G2 sono state inserite delle perline di ferrite per prevenire eventuali autooscillazioni (dovrebbe andare bene anche senza).
Il segnale viene amplificato ulteriormente dall’amplificatore differenziale e prelevato distintamente dai collettori dei due 2N2907 dei quali uno fa capo ad un SBL-1 usato come rivelatore a prodotto, l’altro fornisce il segnale RF che tramite i due diodi AA119 e il condensatore da 0,47ΩF ci darà la tensione per l’AGC.

Questa viene applicata all’ingresso invertente dalla prima sezione dell’operazionale LM358, il cui guadagno viene regolato da un trimmer da 1MΩ, e sufficientemente amplificata in modo da superare abbondantemente 8 volt in uscita in presenza di segnali molto forti. La tensione ottenuta ci serve per pilotare uno S-meter che ha una sua regolazione col trimmer da 100kΩ e anche per l’ingresso dello stadio successivo (l’altra sezione dell’LM358) che funziona da amplificatore differenziale.

ricevitore ssb pcb

Sul suo piedino non invertente viene fissata una tensione di riferimento di 4V mediante un trimmer da 47K collegato tra il positivo e la massa della alimentazione. Il diodo Zener, collegato tra l’uscita del primo e l’ingresso del secondo amplificatore operazionale, serve per abbassare la soglia di intervento dell’AGC che in questo modo non si attiva in presenza di segnali molto deboli. Come si noterà dallo schema l’LM358 è alimentato con una tensione duale ottenuta mediante l’uso di un integrato dalla Linear Technology, l’LT1054, che genera una tensione negativa pari a quella positiva di alimentazione erogando una corrente di 100mA. Esso è paragonabile all’ormai famoso ICL7660 ed ha la stessa piedinatura, ma a differenza di questo ha un oscillatore interno a 25kHz, quindi fuori dalla banda audio.

Man mano che la tensione all’ingresso del differenziale sul piedino invertente sale rispetto a quella di riferimento, in uscita avremo una differenza tra le due tensioni fino ad arrivare allo zero quando le due si eguaglieranno e a -2V quando avremo superato il riferimento di +2V (cioè con +6V). Questo sistema sembra a prima vista più complesso rispetto a quello di solito usato per ottenere una VG2S di -2V sollevando il Gate 1 e il Source da massa e inserendovi un diodo zener da 2,2V, ma non lo è assolutamente, e il poco spazio richiesto dall’integrato con due soli componenti per generare la tensione negativa ne giustifica pienamente il suo utilizzo.

Come risultato avremo un miglior guadagno dell’amplificatore, una buona qualità soprattutto in fatto di rumore ed una discreta semplicità costruttiva. Sarà necessario aggiungere a monte dell’amplificatore anche un altro stadio dopo il mixer e prima del filtro (almeno 20dB di guadagno) del quale volutamente non ho riportato né il circuito elettrico né lo stampato perché non ci fosse alcun vincolo al libero utilizzo del circuito e del filtro che si crede opportuno.

radiokit elettronica

 

 

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