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Una base ribaltabile per antenne verticali e non solo 2/2

antenna verticale

Vediamo la costruzione dell'antenna verticale e la versione senza saldature. Speriamo che questi articoli sulle antenne verticale sono utili per dare qualche spunto o risolvere qualche problema di installazione.

Antenna verticale - La costruzione

Non sono certo il più qualificato per dare suggerimenti per costruzioni meccaniche...comunque mi raccomando di seguire tutte le misure di sicurezza necessarie ad evitare infortuni di ogni tipo: flex , trapano e saldatrice sono attrezzi potenzialmente pericolosi da maneggiare. Spero che quello che serva fare sia più che chiaro dai disegni e dalle numerose foto a corredo dell’articolo.

Una volta completata la costruzione, vi raccomando caldamente una buona sgrassata e ripulita con diluente all’acqua ragia, per eliminare i residui dell’olio usato per consentire i tagli e i fori . Poi passate almeno due mani della vernice antiruggine; si trovano in commercio dei validi prodotti “ due in uno”. Mi raccomando di inserire almeno due o tre rondelle nei due lati interni del perno del palo superiore, per evitare che lo stesso possa muoversi lateralmente. Comunque, una volta issata l’antenna in forma definitiva stringere il dado e la vite usando due chiavi, per aver garanzia che il tutto sia bloccato.

La versione senza saldature
Allo scopo di rendere possibile la realizzazione anche a chi non possiede una saldatrice si possono pensare le seguenti varianti:
1. Sostituire la saldatura del quadrangolare alla base e poi al tubo inferiore semplicemente prolungando il quadrangolare stesso e fissandogli il tubo inferiore tramite due bulloni (vite + dado + rondella) passanti, disposti a 90° l’uno dall’altro. Dovrebbe bastare prolungare il quadrangolare di 20...25 cm, rispetto alle quote delle figure di cui sopra, e distanziare il primo foro dal perno del palo superiore di circa 15 cm; distanziate il secondo foro di 10 cm dal primo, usando almeno bulloni M8 o più grandi in entrambi i casi .
2. Sostituire i dadi saldati per il fissaggio dei pali di supporto al palo superiore e inferiore con tecnica simile al punto 1), ossia praticando almeno due fori passanti nei due pali e inserendoci poi delle viti con dado e rondella; nel caso del supporto inferiore, il foro più in basso si può realizzare ad una distanza di 7..8 cm dalla fine del tubo, l’altro a 10 cm dal primo foro. Ovviamente i fori sono da realizzare in concomitanza anche sui pali di supporto che inserirete in alto e in basso.
3.Un’ altra idea, che rimpiazza il punto due, può essere quella di acquistare uno o due pali telescopici a due sezioni di misura e spessore opportuno e usare i due pali con il dado saldato e la vite come palo superiore e inferiore, dopo averli tagliati alla misura necessaria. Magari non é quella più economica, ma potrebbe essere usata.
4. Si possono poi rimpiazzare facilmente le due barre filettate saldate ai lati e la piastrina di fermo, realizzando un foro passante, nei lati del quadrangolare e in corrispondenza nel tubo superiore ribaltabile, all’altezza dove sono posizionate nei disegni le barre filettate saldate. Usate sempre un bullone (vite + dado + rondella) almeno M8, e praticate i fori passanti un po’ più larghi della vite, in modo che risulti agevole l’inserimento della stessa, si veda la fig. 4.

Il tutto poi si può ottimizzare in base alle esigenze personali e alle caratteristiche della vostra installazione, ad esempio se l’installazione é fissa e non vi serve dover spostare la base frequentemente, il palo inferiore di supporto può essere direttamente il palo fissato al quadrangolare. Qualunque sia la soluzione alternativa che adottate verificatene la robustezza al termine della costruzione per evitare disastri. La raccomandazione di inserire almeno due o tre rondelle nei due lati interni del perno del palo superiore, per evitare che lo stesso possa muoversi lateralmente vale sempre.

Consigli di utilizzo e spunti ulteriori

Nel mio caso ho un installazione fissa, ma una base del genere può essere molto utile anche per installazioni portatili, ad esempio per alzare una verticale molto lunga quale potrebbe essere una lunga un quarto d’onda per gli 80 metri, fermo restando che si disponga di un palo di supporto ben fissato nel terreno o ancorato a qualcosa, disponendo poi comunque almeno due ordini di tiranti; vi rimando all’ottimo testo 2], Cap.2, citato in bibliografia.

Fermo alternativo antenna verticale
Fig. 4 - Fermo alternativo

Gli esempi applicativi di una base ribaltabile sono innumerevoli, un altro potrebbe essere il sistema di supporto ideale per tarare velocemente e praticamente da solo una delle beam filari realizzate con due canne da pesca in crociera, tipo la Spiderbeam realizzata da un OM tedesco o la mitica VK2ABQ Mini beam o le antenne “rettangoli di Moxon“, le quali richiedono parecchi “su e giu” specialmente nella versione multibanda, per raggiungere una taratura decente.

antenna verticale Disegno base ribaltata

Fig. 5 - Disegno base ribaltata

Come vi accorgerete da soli montando il tutto, se la vostra antenna non é la classica verticale trappolata multibanda, e ha degli elementi che sporgono dal supporto centrale (nel mio caso avevo gli elementi dei cappelli capacitivi abbastanza lunghi, oppure come nel caso delle beam filari di cui sopra) occorre disporre di un supporto di altezza sufficiente per appoggiare il tutto, alla massima distanza possibile dalla base, ad evitare che quando il sistema di antenna é in posizione orizzontale, l’elemento posizionato più in basso vada a sbattere sul tetto o sul suolo; si veda la figura 5.

Nel mio caso ho usato una scala di alluminio, che quando è aperta é alta un metro e 80 cm, per appoggiarvi l’antenna in fase di montaggio e durante la fase di ribaltamento, che in questo modo posso fare da solo. Ecco una breve descrizione della procedura da effettuare per abbassare da soli il tutto:
• predisponete alla distanza opportuna il supporto di sostegno (la scala nella fig. 5).
• tenendo con una mano bloccato il palo dell’antenna, una volta rimossa la piastra di fermo, interponendovi nella direzione in cui l’antenna si abbassa, appoggiatevi con la spalla al palo dell’antenna
• accompagnando lentamente la discesa con il palo sostenuto con le mani e appoggiato sulla spalla spostatevi piano verso l’estremità dell’antenna, facendo attenzione a non sbattere in eventuali elementi sporgenti
• una volta raggiunta a portata di mano la scala di supporto, cercate di farci appoggiare l’antenna sopra, assicurandovi che nessuna parte di essa tocchi terra e fermatela alla scala con una corda o con del filo, in modo che il tutto non possa muoversi.
• Procedete quindi alla taratura e una volta finito ripetete i punti di cui sopra in sequenza inversa per riportare l’antenna in posizione verticale.
Qui sotto potete vedere la mia AV640 Hy-gain montata, tarata usando un analizzatore di antenna MFJ e un paio di metri di cavo RG-8 per l’interconnessione alla base. Con quattro manovre “di ribaltamento” ho tarato l’antenna, da solo, per avere un SWR < 1:1,2 su tutte le 8 bande (dai 40 ai 6 metri). L’antenna tra l’altro mi sta dando davvero molte soddisfazioni, anche sulle bande basse, in CW ovviamente.


Bibliografia
[1]: OLD MAN, organo ufficiale dell’USKA, numero di giugno 2007, pagg. 21...23
[2]: “Costruiamo le Antenne direttive e verticali” di Rinaldo Briatta (I1UW) e Nerio Neri (I4NE) – Edizioni C&C

radiokit elettronica

 

 

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