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Usare i microcontrollori. Una proposta per ringiovanire l'alimentatore da banco 3/3

Usare i microcontrollori. Una proposta per ringiovanire l'alimentatore da banco

Sarete voi, eventualmente a scegliere quello che vi sembra più adatto o semplicemente quello che vorrete “ringiovanire”. Nel mio caso ho semplicemente riportato sul panello frontale (avevo ancora 2 fori che rimanevano liberi) i trimmer di regolazione della tensione d’uscita di ogni alimentatore; unica “finezza”, ho montato due trimmer regolabili con cacciavite e dado di bloccaggio, recuperati dallo smontaggio di un vecchio strumento HP. In questo modo ho evitato il pericolo di “spostare” inavvertitamente la tensione d’uscita, e risparmiato... sulle manopole! Come si vede dalla foto dell’interno (figura 2), i punti di misura sono situati su una piastrina posta direttamente dietro ad ogni coppia di boccole del pannello (V+ e V-), per effettuare le misure nel punto giusto, vista anche la presenza dei sensori di corrente. Per collegare le piastrine al micro, ho usato un cavetto che da una parte ha connettore a 8 vie e dall’altra due connettori da 4 vie ciascuno.

Il sensore di corrente

Per questa parte del circuito ho utilizzato dei componenti della Allegro, utilizzati per monitoraggio di correnti in ambienti in cui si vuole essere certi che l’isolamento tra sensore e circuito di misura sia il più grande possibile.

Sono dei sensori ad effetto Hall ovvero leggono il campo magnetico prodotto dal passaggio di corrente su un filo; nel mio caso, disponevo di una coppia di ACS704-5, con sensibilità di +/5A, ed uscita compresa tra 0 e 5V. Essendo sensori di corrente hanno un punto di zero (nessuna corrente che passa) equivalente a 1/2 della tensione di alimentazione, quindi a 2.5V; se la corrente aumenta, questa tensione sale o scende a seconda dell’intensità e della sua direzione. La misura viene fatta con un sistema a commutazione (chopper) che produce di conseguenza del rumore, e non è quindi usabile per misure “fini”, per cui mi sono limitato a suddividere in tre “fasce” la corrente indicabile: bassa (fino a 500mA), media (tra 500 e 1000mA) e alta (oltre 1A). Lo schema del sensore (ne ho messi due, uno per ogni canale d’uscita), è riportato nella figura 5, ed una sua vista ravvicinata nella figura 6.

Nel caso di corrente alta (indipendentemente dal canale), ho deciso che il programma attivi la ventola di raffreddamento, e la spenga non appena torna a livello basso; in ogni fascia è prevista comunque un’indicazione su LCD. La ventola è anch’essa un recupero da un alimentatore PC, ho preferito questa soluzione a 12 V continui anche perché disponevo di alimentazione sufficiente per alimentarla (in pratica il circuito aggiunto, sensori, display e ventola, sono tutti collegati ad un trasformatorino diverso, aggiunto a quello principale dell’alimentatore) ed anche perché aveva le dimensioni adatte per stare nel pannello posteriore della scatola.

Il programma “AVR_PSS”

Troverete sul sito www.edizionicec. it il listato del programma completo di gestione dell’alimentatore, che ho chiamato AVR_PSS (AVR in ossequio alla famiglia dei microcontrollori, AVR appunto, e PSS per indicare Power Supply System). Noterete che richiamo come inclusione, l’ormai “solito” GESLCD.ASM; avete già visto come funziona e quindi non serve ne rispiegarlo ne tantomeno riscriverlo, ma solo usarlo! Sembra lungo il programma, ma questa volta tutte queste istruzioni “fanno fare qualcosa di utile” al micro!

Conclusione

Questa realizzazione è nata per risolvere un’esigenza pratica, ogni considerazione sul progetto deve quindi tenere conto di questa motivazione, non di “stupire”. Sicuramente la considero ottima per proseguire il discorso didattico sui microcontrollori; sta sempre a voi giudicare! E’ comunque il primo passo per vedere effettivamente come si possa arrivare a fare qualcosa di pratico dopo tanta teoria! La prossima volta passerò a descrivervi qualcosa di più complesso, ma vi avviso sin d’ora che cambierò modello di micro, passando direttamente ad un componente ancora più attuale, sempre ATmega, ma in contenitore SMD.

radiokit elettronica

 

 

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