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Rossella De Marchi

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Come ha già sottolineato Emanuele, ho specificato che la dislessia è considerata "una sindrome classificata tra i Disturbi Specifici di Apprendimento". Ovviamente questo non lo dico io, dato che non sono un medico e non mi occupo quotidianamente di questi temi, ma diverse fonti che ho consultato per scrivere l'articolo. Certo si tratta di un disturbo molto particolare, ma si sa che comunque la definizione di "malattia" è una costruzione sociale che cambia nel tempo, e ciò che viene definito "malattia" oggi potrebbe non esserlo domani, e viceversa. Inoltre è vero, non esiste ancora una cura. Infatti nell'articolo dico che questi nuovi studi (autorevoli) portano una nuova SPERANZA per chi soffre di dislessia. Possono aiutare a capire meglio quali sono i meccanismi del cervello alla base della dislessia e quindi in un futuro (più o meno remoto, nessuno può saperlo) a una cura.
Bisognerebbe capire il tipo specifico di sensore che viene utilizzato in quello smartphone. Probabilmente rivolgendosi a un centro assistenza HTC potrebbero dargli qualche informazione... Mi sembra strano che non abbiano tenuto conto di una cosa così "banale" come la presenza di un piccolo magnete nella custodia!
Questa invenzione è davvero un grande passo avanti. Le persone non vedenti sono più numerose di quanto non pensi la maggior parte delle persone, anche se non hanno grande visibilità. Per fortuna ci sono molti team di scienziati che continuano a lavorare alla progettazione di sistemi come questo per cercare di migliorare la qualità della vita di queste persone.
In realtà la mappatura del DNA di tutta la popolazione mi sembra una prospettiva inquietante... Se fosse usata per fini scientifici e per la ricerca di nuove cure per le malattie genetiche sarebbe una cosa molto positiva, ma non riesco a non vederci anche una sorta di "controllo" eccessivo! Certo, qualsiasi uso se ne farà, partirà dagli Stati Uniti o (perché no) dalla Cina, dove le questioni bioetiche non sono all'ordine del giorno tanto quanto in Europa e in America.
Un mio conoscente, infatti, ha inviato il proprio DNA proprio alla fondazione creata da Brin che (in cambio di poter utilizzare il suo DNA per la ricerca sul Parkinson) gli ha fatto una lista personalizzata delle malattie a cui è più predisposto... E' una lista molto precisa ed effettivamente può essere utile per iniziare ad adottare uno stile di vita per prevenire la malattia, ad esempio mangiare meno zuccheri se uno è predisposto a qualche tipo di diabete!
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