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Clostry

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Premetto che OPERA è un esperimento che NON ha come scopo quello di misurare la velocità di volo dei neutrini, ma quello di effettuare un'osservazione diretta dell'oscillazione di neutrino, su cui non vorrei divagare. La misura della velocità dei neutrini è una misura accessoria di controllo ed il risultato è stato, diciamo, inaspettato. I neutrini sono particelle "sfuggenti", interagiscono difficilmente con la materia e attraversano facilmente chilometri di roccia, tanto per far capire perché non serve l'ormai "famoso" tunnel Ginevra-Gran Sasso diciamo che la probabilità che un neutrino attraversi indisturbato uno strato di piombo spesso un anno luce, ovvero qualcosa come 10^10 (dieci alla dieci) metri, è del 50% circa. Non vedo poi perché stupirsi di riuscire a misurare differenze di una parte su centomila, nella fisica sono state fatte misure ben più accurate. Accurate non significa con tantissime cifre dopo la virgola, ma che l'errore sulla misura è piccolo! E' l'errore infatti la...
Per chi è curioso l'articolo che ha fatto scalpore è questo http://arxiv.org/abs/1109.4897, è ben fatto e spiegano bene come è stata fatta la misura. Per i pigri riporto le ultime righe: "Despite the large significance of the measurement reported here and the stability of the analysis, the potentially great impact of the result motivates the continuation of our studies in order to investigate possible still unknown systematic effects that could explain the observed anomaly. We deliberately do not attempt any theoretical or phenomenological interpretation of the results." E il risultato della misura: δt = (60.7 ± 6.9 (stat.) ± 7.4 (sys.)) ns.
Attenzione a non fare confusione. Relatività ristretta e meccanica quantistica convivono assieme, e di fatto la teoria quantistica dei campi (in inglese quantum field theory, QFT) è ciò che sì è ottenuto fondendole insieme. Dalla QFT è nato il modello standard, quello che descrive le tre interazioni fondamentali: l'interazione forte che tiene insieme protoni e neutroni nel nucleo, quella debole che è chiamata in causa ad esempio in alcuni decadimenti radioattivi, e quella elettromagnetica con cui siamo tutti familiari. Cosa diversa è la relatività generale, quella che chiama in causa la forza gravitazionale, e qui stanno i problemi di unificazione che scomodano stringhe&Co. OPERA tuttavia lavora in un regime in cui non serve scomodare la relatività generale, non ci sarebbero effetti osservabili, basta la QFT. L'argomentazione di Glashow, quella del link nel tuo post sopra, è molto semplice di per sè, ve la riassumo brevemente. Esiste un fenomeno ben noto, detto effetto Cherenkov,...
Scusate l'imprecisione, sì, le interazioni fondamentali sono 4, di cui 3 sono descritte dal modello standard e una appunto dalla relatività generale. Per quanto riguarda il paradosso EPR non viola assolutamente la relatività, ma il determinismo e la località com'era intesa da Einstein. E' spiegato ad esempio qui http://www.vialattea.net/esperti/php/risposta.php?num=8340. La relatività ristretta è un pilastro fondamentale di tutte le teorie attuali, poiché è implicata da ipotesi molto generali sulle simmetrie dello spaziotempo. Nel caso cadesse la relatività cadrebbero anche le teorie di unificazione Stringhe&Co. Per questo gente come Glashow sostiene che c'è un errore nell'analisi di OPERA, perché sembra una cosa troppo impossibile per essere vera (oltre al fatto che nemmeno è stata mai vista in altri esperimenti sui neutrini).
Proprio per questo sono scettico, ha tutto l'aspetto di una bufala... Spero di dovermi ricredere, ma dubito.
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