Allo stato attuale e con le attuali tecnologie, ancora non si può fare (purtroppo) a meno della produzione termoelettrica. Il grosso della produzione è attualmente affidato alle centrali termoelettriche, siano esse convenzionali (combustibili fossili) che nucleari. Ciò, a mio parere, non significa che non si debba investire nella produzione energetica con fonti rinnovabili, ma bisogna prendere coscienza che per produrre la stessa quantità ottenibile con una centrale termoelettrica tradizionale (mediamente sull'ordine del GW) bisognerebbe coprire un'area pari a 20.000.000 di metri quadrati, utilizzando la migliore tecnologia di pannelli solari (silicio amorfo). Tutta quest'area occupata dai pannelli sarebbe improduttiva ai fini agricoli. Per quanto riguarda l'eolico, anche se a mio parere più conveniente del fotovoltaico, anch'esso pone limiti dovuti alla quantità di energia prodotta per unità di superficie occupata.
Qualcosa da prendere il considerazione per l'autosufficienza energetica degli edifici, potrebbe essere, oltre alla riduzione dei consumi, l'utilizzo del minieolico abbinato alla produzione di acqua calda col solare termico. Esistono in commercio dei mini aerogeneratori, installabili anche sul terrazzo di casa, a bassa emissione di rumore, che potrebbero rendere quasi autosufficienti le abitazioni.
Il problema è sempre il ritorno economico. Il tempo d'ammortamento degli impianti è ancora troppo alto.
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