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cai

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ogni tipo di umorismo è divertente solo se praticato nel gruppo che lo sa apprezzare....ovvero fare battute inerenti la propria materia con chi non è del settore è davvero fare la figura del Forrest Gump della situazione .........e ve lo dice una che ha assistito alla situazione trasposta ovvero....un super matematico normalista che fa battute......certo studiando si risolvevano ma di ridere proprio a quel punto la voglia non ve ne era :-S (per me ovvio, i suoi colleghi ci sono arrivati subito ed hanno apprezzato!)!!!
...in quel caso non è humor ma provoloneria!!! ;-)
..leggendo i commenti, che molti pensano all'ingegnere come un eremita che da solo, nella sua grotta, studia, progetta e realizza l'invenzione del secolo.... mi sembra una visione anacronistica, ormai gli ingegneri, così come gli altri specialisti, lavorano in gruppo (oggi si scriverebbe team, fa più figo). Se la lingua non vine usata e scritta bene, come si scambiano le informazioni i vari collaboratori??? Ecco poi che nascono progetti zoppi per incomprensioni nella stesura delle specifiche di progetto o inutilità della documentazione (eh sì...lo so spesso queste due cose sono considerate perdite di tempo ma sono le uniche che permettono modifiche successive, migliorie o semplicemente ampliamenti di funzionalità) Un minimo di comunicazione corretta direi che è più che necessaria dunque, sia che il gruppo sia di ingegneri, di fisici, di informatici, di archiettti o misto. Poi, sì concordo, ci sono pure gli esempi sporadici di "geniacci" che, hanno un mondo nella loro testa e...
sì daccordissimo che gli elaborati tecnici non debbano essere dei romanzi (e qui entra in gioco anche la capacità di esporre gli argomenti, creare il filo logico e sintetizzare bene per la spiegazione) ma proprio perchè non necessitano di frasi elaborate, non togliamogli anche la grammatica di base se no diventano inutili o solo raccolte di formule e disegni!!!! Non dico poi che si debba rincorrere la PERFEZIONE linguistica ma una BUONA e CORRETTA esposizione sì se no poi si arriva ad avere trattati pieni di CVD e "la conclusione è ovvia" e allora "ciao" spiegazione......inutile pure fare finta di voler divulgare qualcosa! E' vero che bisogna pensare a chi ascolta o leggerà....ma perchè non farlo pensando che sia una persona di cultura oltre che un valido tecnico? Un discorso corretto grammaticalmente e tecnicamente è compreso e ben valutato sia da chi apprezza insieme forma e sostanza, sia da chi cerca solo i contenuti tecnici: perchè metterci in una situazione di nicchia...
leggere libri di elettronica, matematica, fisica ecc senza conoscere la lingua ha senso? cosa si capisce leggendo una lingua di cui non si compendono le sfumature?
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