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xak

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Anch'io ho costruito un sistema di irrigazione qualche anno fa, e ho dovuto affrontare il problema dell'elettrolisi. Per risolverlo ho innanzitutto usato dei puntali di un altro materiale, non ricordo se alluminio o acciaio inox, dato che sono più immuni alla ossidazione. Poi dal punto di vista elettrico, invece di usare una corrente/tensione continua, come sembra sia stato fatto in questo articolo, ho creato una specie di inverterino con 4 transistor a ponte (o erano mosfet?) pilotati da 4 uscite del micro (nel mio caso un freescale) e, con un regolatore tipo LM317, inviavo una corrente fissa ma alternandone il segno. Questo in modo da evitare l'elettrolisi perchè alternando il senso della corrente i due puntali non si consumano. Ovviamente poi campionavo con l'A/D (dopo un'operazionale) la tensione solo nel senso positivo per semplicità. Aggiungo infine che avendo i 4 transistors potevo pure azionare la corrente solo quando volevo io cioè ad esempio solo per 1 secondo ogni 5 minuti...
Ottimo, utile per fare applicazioni di rete o per dispositivi usb che non necessitano di display grafici evoluti (quindi per la maggior parte dei sistemi embedded medio piccoli). Mi sa che lo valuterò per un progetto obbistico che ho in mente. L'unica cosa che mi lascia un po' perplesso è il sistema di compilazione on-line. Non mi va molto a genio inviare i miei sorgenti non so a chi e dove per essere compilati. Ciò ne blocca l'utilizzo almeno per l'uso professionale (i sorgenti devono rimanere segreti...). ovviamente nel caso di progetti open surce non c'è questo problema. Poi mi chiedevo, se un bel giorno il sito è off line e a me serve una compilazione urgente? Oppure se devo compilare in un posto dove non ho connessione internet? Mi sa che questo compilatore on line avrà anche dei vantaggi, ma pone dei vincoli all'utilizzo. Oppure ho capito male io ed è tutt'altro discorso?
Dopo aver visto quanto costa (circa 50$) ritiro l'aggettivo "ottimo" del precedente commento. Con metà del prezzo ci si può comprare un "raspberry pi" che ha in più la grafica in HD e ci sta pure Linux. Mi sa che per il mio prossimo progetto userò allora il raspberry (se riuscirò ad ordinarlo) anche se la grafica non mi serve, ma almeno è più economico, cosa che, coi tempi che corrono, non è male.
Nella mia ditta attualmente tutti gli addetti al software sono over 40 (me compreso)... :-) ...forse siamo l'eccezione che conferma la regola?!? ;-) Premetto che ho sempre implementato (tranne qualche eccezione) software su sistemi embedded. Infatti come detto nei commenti precedenti, in tale ambito conta molto l'esperienza e l'evoluzione non è così esasperata come a lavorare su programmi a PC e sebbene ormai si programmi in C o C++ a volta capita di dover usare ancora il buon vecchio assembler che era si scomodo da usare, ma almeno si era certi che il microprocessore faceva quello che gli dicevi (varie volte mi sono scervellato a capire certi bachi che alla fine si sono rivelati errori di compilatore). Adesso tutti questi linguaggi ad alto livello (java, c#, ecc..) semplificano certe operazioni, ma rendono i sistemi lenti, meno deterministici e secondo me meno affidabili a causa di troppi strati di software programmati da chissà chi. Ho visto giovani ingenieri far spendere decine di...
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