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Czinczar

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Il problema di NE non sono solo i sorgenti. Ho comprato il primo numero della rivista, era il numero 51 mi pare, 36 anni fa. Sono sempre stato un puntuale compratore di una rivista molto meno puntuale nelle uscite, ricordo le facce degli edicolanti quando chiedevo se era arrivato il numero del mese. Suggerirei al direttore di NE di leggersi il manifesto dell'Open Source prima di parlare, quello che dice non ha alcun senso. Comunque NE non peccava solo sui sorgenti, molto prima dell'avvento dei microprocessori è capitato spesso di dover comprare dei componenti "esclusivi" a prezzi salatissimi, ricordo una coppia di Exfet (all'epoca assoluta novità) per fare un ampli, venduti da NE a 20.000 lire la coppia, credo che fossero gli anni '80 e 20mila lirette non erano poche, dopo qualche ricerca ho trovato gli stessi direttamente allo spaccio del distributore International Rectifer per 2.000 lire la coppia...... il 10% del prezzo richiesto da NE, ricordo ancora bene l'indirizzo del...
Non concordo con questa visione di internet, cosi come molti amici e conoscenti compro ancora libri eppure su internet si trovano gli e-book, internet fornisce molti contenuti di vario tipo a cui attingo ma quelli su carta li trovo insostituibili, vuoi perchè se devo fare una coda in qualche ufficio pubblico me li porto dietro per leggerli, vuoi perchè li ho sempre sottomano da consultare in qualsiasi momento. E' vero, basterebbe mettersi al pc ma faccio parte di quelli che ancora annotano su block notes cartaceo e apprezzano la versatilità della carta. E poi come hanno già scritto in diversi c'è l'abitudine di acquistare una rivista a cui sei legato. Ma la rivista in oggetto è diventato veramente e da molti anni un catalogo su cui scegliere un kit, spesso con dei costi molto al di sopra del mercato non giustificati dalla scelta dei migliori componenti reperibili in elettronica. Se NE non avesse imboccato questa strada avrebbe un vasto pubblico di appassionati e nostalgici che la...
Ritorno sulla questione ancora una volta e poi non ne parlo più per evitare di aprire flame e polemiche che non hanno senso, il lettore che ha scritto in maiuscolo ha scritto in un Italiano senza grossolani errori, segno che lo conosce bene. Mai mi sarei permesso di commentare l'eventuale livello culturale di qualcuno ma vedere un testo in buon Italiano reso illeggibile dalla mancanza di qualche virgola e dal maiuscolo è fastidioso. Questa è un'abitudine che sta prendendo piede in ogni contesto, chat, gruppi di discussione, forum e qualsiasi mezzo di comunicazione su Internet in particolare con i più giovani che addirittura scrivono in smsese.... kome ti kiami, ci6 etc etc. Non capisco perchè le regole di buona creanza su Internet non dovrebbero avere valore, sembra un territorio extraterrestre dove tutto è concesso e attenzione a far notare qualcosa perchè insorgono i diritti degli indifesi.... Del resto se un gruppo di persone si sono presi la briga di scrivere un decalogo di regole...
Una lettura alla netiquette farebbe bene a tutti, scrivere in maiuscolo equivale a gridare nella vita reale, è considerato maleducazione e non ci vuole molto a disinserire il "caps lock". Una virgola quà e là aiutava. Il fallimento o meno della testata non credo sia oggetto della discussione, la politica aziendale determina vita e morte di un'azienda e più di tanto non riguarda l'utenza, qui si stanno commentando le scelte editoriali e l'orientamento commerciale dei contenuti della rivista negli anni sempre più accentuato. Se poi la rivista in conseguanza delle scelte o per decisione dell'amministrazione dovesse cessare di esistere sono questioni che riguardano solo l'editore. Non capisco nemmeno le richieste di inversione di marcia... o di passo indietro che va tanto di moda ultimamente. Appare ovvio che sono state prese decisioni da tempo, noi che scriviamo in questo articolo siamo una piccola goccia nel mare di utenti che comprano la rivista e sempre di nuovi si accostano, nuovi...
Era appunto questo il senso di quello che ho scritto, chi legge questa pagina è un numero molto esiguo rispetto ai lettori di NE quindi la rivista non ne risentirà di certo ne tantomeno sarà motivata a cambiare linea editoriale e i lettori più giovani o recenti di NE non avento un riscontro con il passato non hanno motivi per non acquistarla. Scusa, forse era poco chiaro quello che ho scritto. Saluti, Roberto
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