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[COMPRO] Pulsantiera e circuito intelligente

Ciao a tutti
avrei la necessita' di realizzare un prototipo di pulsantiera (come da immagine sottostante)

http://us.123rf.com/400wm/400/400/nicklaw17/nicklaw170801/nicklaw17080100001/3360090-color...

Quindi vorrei realizzare un "apparecchio" con uno o due pulsanti che comunichi con un PC o via RS232 o (preferibilmente) via USB 2.0

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Apparato elementare per Routing

Buongiorno

Ho la necessita' di realizzare un "apparato" di piccole dimensioni in grado di fare routing.

In pratica ho un PC collocato su una LAN a cui e' (ovviamente) assegnato un IP.
Quando questo computer lavora in rete viene riconosciuto con quell'indirizzo IP.
Ad esempio 172.16.5.10

Vorrei realizzare un apparato moooolto piccolo, grande quanto 2 porte RJ45.

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Monitorare uscite open collector via USB

Avrei la necessita' di realizzare, per fini hobbistici, un piccolo dispositivo che
dovra' essere collegato ad un apparato per monitorare delle uscite negative
Open Collector (corrente massima 100 mA 12V).
Controllando la presenza o l'assenza di tensione, questo dispositivo che vorrei
realizzare dovrebbe "comunicare" poi con un pc (preferibilmente via USB).

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Grazie per il tuo parere e devo dire che la possibilita' della centralina intelligente e' quella che preferisco. Chiarisco che al PC verra' collegato solo uno di questi apparati alla volta. Questo vuol dire che se venisse collegato quello "non atteso" il PC (non ricevendo il messaggio "apparato X") non dovrebbe fare nulla.... o sarebbe poi il software a doversi comportare di conseguenza. Spero che in questo modo l'inefficienza di cui parli possa venir meno. Avrei pero' alcune domande: - si puo' fare in modo che il messaggio "apparato X" e "tasto premuto" viaggino in modo indipendente l'un dall'altro? Quindi poter controllare che l'apparato collegato sia quello atteso a prescindere che il tasto venga premuto. - dove verrebbe scritto questo codice identificativo dell'apparato? - come si puo' rendere sicura questa trasmissione? Credo che sia facile poter "sniffare" questo scambio di dati ed aggirare l'ostacolo. Quindi se assegno ad un apparato un codice complesso a piacere...
Provo ad addentrarmi un po' di piu' nello specifico. Il rapporto pc/apparato sara' sempre 1:1 e quindi l'utilizzo della centralina viene meno. L'apparecchio da realizzare sara' in via prototipale collegato via USB al mio pc ma in futuro potrebbe trovarsi a km di distanza, collegato ad un altro pc. Probabilmente in uffici che non conosco, che utilizzano sw che non conosco e che adottano sistemi di controllo che ignoro. A quel punto chiunque potrebbe "leggere" la logica scritta nell'apparato: diciamo che e' solo una questione di termini ovvero possiamo usare il termine LEGGERE se si accede direttamente al microcontrollore o SNIFFARE se tale lettura avviene monitorando il traffico della porta USB del PC. In entrambi i casi (ovvero uso illecito dell'apparato) ne potrei avere un danno. D'altro canto realizzare un circuito con un pulsante non e' complicato. Il complicato e' rendere questa cosa diversa da altri mille circuiti con mille pulsanti. Il SW sul pc deve avere la (ragionevole)...
Grande "delfino curioso"!! Hai colto nel segno. Il mio obiettivo non è rendere inattaccabile il tutto in senso assoluto tutta l'infrastruttura ma solamente scremare quel 60/70% di possibilita' di "facile duplicazione". Dinanzi al mago, ci leviamo il cappello e si cambia strada. Detto questo.... voglio che il SW capisca che l'apparato sia quello "made in Elisabetta", non il viceversa. Non mi importa allo stato attuale che l'apparato abbia una logica di questo tipo e ciò rende molto più semplice il tutto. A questo punto bisogna scegliere una tecnica che dia sicurezza, che sia di relativa facile implementazione nonchè che abbia costi contenuti. Cosa mi consigli? Esempio 1. Ottima la strada del "Code protection". Quali sono le controindicazioni? L'esempio 2 non è percorribile per le ragioni su citate. Non è in piano di dotare l'apparato di una logica tale che inibisca la trasmissione del messaggio. L'apparato rimane passivo per quanto concerne la sicurezza: lui manda sempre sia il...
Interessante ma mi sfugge qualcosa: * il SW "conosce" un pezzo di password ("pippo&pluto"); * anche l'apparato "conosce" la stessa password ("pippo&pluto"); * l'utente conosce un'altro pezzo di password ("paperino"); * ????? anche l'apparato "conosce" ("paperino")??????; * il SW tramite una funzione fa un'operazione qualsiasi sulle due stringhe (funzione "g") e genera una stringa (MD5?) che non può essere invertita (ovvero "bt2785v45t4m985tu"); * il SW invia una richiesta al uC con la quale gli chiede di generare un codice; * il uC fa le sue belle operazioni e CON LA STESSA FUNZIONE genera "bt2785v45t4m985tu", quindi deve conoscere sia "pippo&pluto" sia "paperino" sia "g"; * il uC invia il messaggio "bt2785v45t4m985tu" che il SW utilizzera' per il match. Se coincidono ci troviamo di fronte ad un apparato "made in Elisabetta"; Mi vengono in mente alcune considerazioni: -- ma se io distribuissi 1000 apparati dovrei settare 1000 uC e 1000 "pippo&pluto" in 1000...
Insomma... si aprono diversi scenari :-) Lavorando su un prototipo di base, che riceva un messaggio via USB dal PC, che faccia un calcolo X sfruttando una funzione/routine cablata, che produca un output.... di quali componenti avrebbe bisogno?
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