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Stefano Panichi

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L'anno scorso ho visto la prima edizione della Maker Faire come visitatore e mi è piacuta tantissimo, quest'anno l'ho voluta vivere da protagonista esponendo al settore RUBRIK. Non sono neanche riuscito a vederla tutta, da quanta gente c'era ma devo dire che sono stati giorni veramente elettrizzanti: un posto dove sicuramente non ci si annoia. Si avvertiva nell'aria la voglia di fare, creare, innovare, scoprire e di conoscerci, di guardarci in faccia, di scambiare idee e opinioni, di fare gruppo. Si perché oggi da soli non si va da nessuna parte e se si vuole fare progetti di una certa rilevanza bisogna farli in gruppo e per formare i gruppi bisogna conoscersi. E le fiere servono anche a questo. Ringrazio Riccardo e Massimo per aver organizzato questo evento e soprattutto di averlo fatto in Italia. Si poteva organizzare meglio, questo è certo, ma sicuramente va detto che organizzare un evento del genere non è per niente facile e richiede uno sforzo enorme. E siccome non bastava la...
Nell'articolo ti è rimasto un "(Inserisci il link alla scorsa puntata)" incompiuto...
Ciao Piero, direi che l'articolo è veramente interessante: ci abitui troppo bene e poi finisce che diventiamo esigenti!
Ciao trabo, Il tuo programma è un esempio classico di macchina a stati. Quello che hai fatto è un classico errore in cui si cade quando si scrivono macchine a stati. Tu hai un programma che può assumere diversi stati (configurazioni dell'uscita); poi hai una condizione (pulsante premuto) che fa passare da uno stato all'altro. Il problema è che la stessa condizione determina il passaggio di tutti gli stati, per cui una volta che premi il pulsante il programma comincia a passare da uno stato all'altro senza fermarsi finché non lasci il pulsante. E' necessario quindi porre una condizione che impedisca il cambiamento di stato finché non si verifica: tale condizione è ovviamente quella di aspettare che il rilascio del pulsante prima di accettare il prossimo passaggio. Basta un: while gpio.0=0 wend e stai li dentro finche il pulsante non è stato rilasciato. Il debounce è un'altra cosa, non è questo il caso. Saluti
Data la compattezza e la potenza del processore installato sarebbe possibile creare un analizzatore di aritmie cardiache cioè un dispositivo che si indossa e si collega a due sensori che rilevano il battito cardiaco (un po come si fa quando si fa l'elettrocardiogramma). Se il segnale rilevato esce fuori dai parametri standard attiva un cicalino per segnalare che l'anomalia e naturalmente si tiene in memoria l'allarme in modo da poter scaricare i dati su un computer e analizzarli successivamente.
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