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MAX_THE_SAX

ritratto di MAX_THE_SAX

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Il sensore di movimento che tipo e marca, dove reperibile?. Secondo te, un sensore infrarossi non percepirebbe meglio la presenza di una mano , e pertanto resterebbe acceso fino a che le mani sono all'interno ( armadio) con leggera temporizzazione, o addirittura assommarli per rilevare movimento immediato e IR per presenza 37° ? Ciao Max
pREMETTO CHE IN aUDIO ESISTONO NOMI MOLTO FANTASIOSI, CHE PUR NON AVENDO nulla a che vedere CON IL FENOMENO FISICO DELLE ONDE SONORE, CREANO UNA IMMAGINE "psicoacustica" rappresentativa che richiama un tipo di suono. Un esempio: Caldo, Pulito, Profondo, e via di seguito. QUeste sono sensazioni Psicoacustiche UNIVOCHE, che vengono percepite e chiamate in tal modo, ma che tutte corrispondono ad una sensazione di benessere psicofisico ben determinato seppure inspiegabile perchè inconscio. In opposizione, sporco, stridente, chiuso, aperto, sono altrettante definizioni ANCH'ESSE definite con TERMINI DEL TUTTO estranei all'Acustica, ma che ben IDENTIFICANO UNIVOCAMENTE il fenomeno percepito, tra gli addetti ai lavori ed audiofili. PUREZZA, è tra i più semplici in quanto definisce un suono PURO perchè uguale a quello ORIGINALE, senza introduzione di distorsioni, disturbi come ronzio, fruscio, Hum, che sarebbe una componente a 50 Hz, residuo di raddrizzamento dell'alimentatore, ma oggi ormai...
Io sono musicista ed audiofilo da decenni, ma anche ho progettato finali e mixer sia a Valvole che a transistor partendo dagli anni 70. Questo discorso di " calore " analogico ha dei fondamenti di fisica acustica, elettronica, analisi spettrale delle frequenze riprodotte e di Slew rate delle forme d'onda, senza contare che le valvole avendo la necessità di trasformatore di uscita in configurazione push-pull, hanno maggiore tolleranza sulla distorsione di seconda armonica, verso i limiti della massima potenza. Ovvero: non è vera questa " credenza popolare" e molto nostalgica, ma è vero il contrario. Soltanto che le "mancanze di quei sistemi" vengono considerate in modo nostalgico, e pertanto assumono un fascino particolare. E' vero che possiamo far suonare un sistema digitale come uno a Valvole ma non possimo fare il contrario
SONO D'ACCORDO IN TOTO. Leggi anche il mio commento. La storia del suono dei cavi ogni tanto ricorre a partire dal 1976, per puro uso commerciale. Chi la portava avanti non sapeva nulla della impedenza di uscita degli amplificatori, di quella riflessa, della controreazione etc. C'è stata solo una discussione con basi matematiche sulla INTERMODULAZIONE DINAMICA, che era una vera rivoluzione, perchè rivalutava gli amplificatori con buona banda ad anello aperto rispetto a quelli con elevato tasso di controreazione. Ma questa è un'altra storia. Se puoi commenta la mia risposta.
Non volevo o vorrei essere catedrattico, ma ho iniziato a progettare Ampli di potenza Audio a Valvole, poi Ibridi, per arrivare ai transistor. Essendo anche musicista, le progettazioni le ho fatte più con "l'orecchio" che con la pura elettronica, prendendo strade differenti da quelle usate fino ad allora. Ero in laboratorio progetti di una Multinazionale Italiana di allora ed avevo un Ingegnere capo che mi diceva, " cosa le interessa la curva ad anello aperto, quando poi c'è la controreazione". La mia cervice però mi diceva PUR IN CONTROTENDENZA, che se è già bello ad anello aperto, controreazionato poco, è meraviglioso. Dopo un paio d'anni da questo primo ampli a transistor da 100W RMS ( anno 1975 ampli con Slew rate di 20 V uSec ) è iniziata sulla rivista Audio più prestigiosa allora, una diatriba tra i più grossi progettisti italiani proprio sulla controreazione. TUTTO QUESTO, non è fuori dal discorso del "suono delle valvole", ma è strettamente connesso in quanto erano le prime...
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