La valigia dello spione 1/2

microspia progetto open source

Un videoregistratore, una microtelecamera e pochi altri componenti per registrare di nascosto immagini e voci. Microspie dappertutto, intercettazioni telefoniche, sensori ambientali: negli ultimi tempi oltre che di santi, poeti e navigatori, l’italiano sembra essere diventato anche un popolo di spioni. Guardie che spiano i ladri, mogli che sorvegliano i mariti, soci o vicini di casa che si controllano a vicenda: appena c’è un sospetto di qualsiasi genere su una persona ecco che qualcun altro “allunga le orecchie”.

Non a caso il mercato delle “cimici” elettroniche e dei dispositivi similari non conosce crisi, anzi, c’è persino chi si reca appositamente all’estero per acquistare le più recenti novità di questo settore. Un settore in continua evoluzione anche per quanto riguarda la tipologia delle apparecchiature proposte. Accanto alle classiche microspie ambientali e telefoniche in grado di captare e registrare le voci, sempre più numerosi sono i dispositivi video che consentono di carpire di nascosto non solo voci e suoni ma anche immagini, volti, azioni.

Di recente abbiamo avuto modo di provare vari dispositivi di questo tipo tra i quali una valigetta in grado di registrare immagini e suoni, utilizzata da una agenzia di investigazioni per sventare un tentativo di estorsione. Un’operazione che, grazie all’impiego della valigetta, è perfettamente riuscita ma che ha avuto un costo esorbitante: quell’apparecchiatura infatti è stata pagata dall’agenzia oltre 15 milioni.

Una cifra sicuramente sproporzionata rispetto al reale valore della valigetta. Per questo motivo, quando abbiamo saputo il costo dell’apparecchiatura, ci siamo proposti di realizzare un dispositivo simile, ovviamente per un importo decisamente più basso. Cosa che abbiamo fatto in seguito con piena soddisfazione dell’agenzia.

microspia_collegamenti_presa_scart.

Ritenendo che un’apparecchiatura di questo genere potesse interessare anche moltissimi nostri lettori, abbiamo deciso di presentare questo progetto sulle pagine di Elettronica In. Sostanzialmente la valigetta contiene un videoregistratore, una batteria per l’alimentazione e una basetta sulla quale sono montati il microfono, la microtelecamera e pochi altri componenti elettronici. Per contenere le dimensioni e semplificare il circuito è consigliabile utilizzare un videoregistratore portatile con alimentazione a batteria (nel nostro caso, come si vede nelle immagini, abbiamo utilizzato un Sony Video Walkman).

E’ tuttavia possibile fare uso di un normale videoregistratore da tavolo purché di dimensioni contenute; in questo caso bisogna prevedere l’impiego di un inverter che renda disponibile, partendo dai 12 volt della batteria, una tensione di 220 volt con la quale alimentare il videoregistratore. I collegamenti tra i vari elementi che compongono il sistema sono molto semplici. La tensione a 12 volt fornita dalla batteria (nel nostro caso una YUASA da 6 Ah) alimenta il videoregistratore ed il circuito elettronico audio/video; le uscite di quest’ultimo sono direttamente connesse alla presa SCART del videoregistratore o, in mancanza di questa, agli ingressi audio e video. Tutto qua. Come si vede negli schemi, il circuito che fa capo al microfono ed alla telecamera è molto semplice.

SCHEMA ELETTRICO

Sostanzialmente questo stadio ha il compito di alimentare la telecamera e di amplificare il segnale audio captato dalla piccola capsula microfonica. La telecamera utilizzata, commercializzata dalla ditta Futura Elettronica, presenta dimensioni particolarmente contenute: appena 32x32x28 millimetri. I tre terminali vanno collegati a massa, al positivo di alimentazione (+ 12 volt) e all’uscita video della piastra.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

One Response

  1. Emanuele 20 luglio 2010

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