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Valvole militari tedesche 1/2

Valvole militari tedesche

Poche cose al mondo, pur facendo la stessa cosa e con risultati comparabili, sono così radicalmente diverse, come gli apparati militari germanici da una parte e quelli americani o francesi o inglesi dall’altra. Il caso degli apparati militari italiani sta a parte, ma è molto più vicino alla scuola anglosassone che a quella tedesca. Ci si riferisce agli apparati radioelettrici usati durante il secondo conflitto mondiale. Tutto è diverso: i telai con le strutture, le valvole, i componenti, i circuiti e persino le antenne.

Si potrebbe anche fare un saggio sulle diverse filosofie, tecniche ed economiche oltre a quella militare, che dettarono le varie scelte; questa volta ci si limiterà a qualche considerazione sui tubi elettronici, lasciando ad altro momento gli altri discorsi. Parlando di valvole, innanzitutto si resta perplessi dal fatto che gli anglo americani usarono per le diverse funzioni centinaia di tubi elettronici diversi, contro la scarsa decina di modelli usati dai tedeschi, con ovvie conseguenze per quanto riguardava scorte e manutenzioni. Il discorso che faremo riguarda i tubi usati nelle radiocomunicazioni o in bassa frequenza, lasciando da parte quelli sviluppati per i radar.

Un esempio vale mille discorsi: consideriamo i carri armati Tigre e Pantera, del quali nel periodo 1943-1945, furono costruiti rispettivamente almeno 2500 e 3600 esemplari; eguale era la dotazione radioelettrica con tre radiotelefoni1, almeno due interfonici e da due a tre antenne (i singoli tubi verranno brevemente illustrati più oltre), tabella 1. In Germania non vennero costruiti tetrodi di potenza con fascio , ma pentodi con la griglia di soppressione accessibile dall’ esterno e quindi non connessa internamente al catodo. Era così possibile la modulazione di ampiezza tramite una variazione della tensione della griglia di soppressione, con un discreto risparmio di potenza di alimentazione. E’ immediato constatare che su questi due carri armati erano montate solo sei tipi di valvole: 23 pentodi P4000, sette P2000, 5 pentodi di potenza RL12P35 e altri tre tipi di valvole, un triodo e due pentodi. Negli apparati militari e segnatamente in quelli posti su veicoli, vennero inizialmente, ma con risultati negativi, usati tubi per radiodiffusione. L’Ufficio delle Armi dell’Esercito tedesco prese, circa il 1933, l’iniziativa di promuovere lo sviluppo, di tubi “unificati” per gli amplificatori trasportabili e per gli apparati radio del Reichsweher e più tardi della Wehrmacht Le prestazioni desiderate erano:

- Insensibilità a scosse e vibrazioni,

- Relativa insensibilità alle variazioni delle tensioni d’alimentazione,

- Una più solida inserzione nello zoccolo,

- Sostituzione più rapida ed effettuabile anche “al buio”2,

- Dimensioni più ridotte,

- Ridotta dispersione delle caratteristiche elettriche tra i tubi di uno stesso tipo

valvole_militari_tedesche_tabella

Dopo prove comparative, già nel 1935 sembrò opportuno iniziare con lo sviluppo di due pentodi per ricezione che furono:

1. Il tubo (a riscaldamento diretto a 2 V) RV2P800, per apparati portatili alimentati con batterie;

2. Il tubo (a riscaldamento indiretto a 12 V) RV12P4000 per mezzi di trasporto cingolati o con ruote o con alimentazione della rete. Per ambedue i tipi fu abbandonata la struttura interna, usata quasi esclusivamente per i tubi elettronici sino a quel momento, con il sostegno degli elettrodi e l’uscita dei reofori verso il mondo esterno, affidati ad un cilindretto in vetro schiacciato, disposto ortogonalmente al tubo. Fu invece introdotta una nuova soluzione nella quale sia il sostegno degli elettrodi, sia le uscite verso il mondo esterno erano affidati ad un fondello piatto, ricavato per pressione e che chiudeva la parte inferiore del tubo3.

valvole_militari_tedesche_tabella_2

In questo metodo di costruzione, le connessioni sostengono meccanicamente gli elettrodi interni, provengono dal basso della base dell’involucro di vetro , sono fuse con tenuta del vuoto nel vetro; i conduttori sono posti sulla superficie piatta del fondo del corpo della valvola vicino ai margini del fondello ed escono lungo una corona circolare. Circa e dopo il 1940 furono costruiti dei tubi sia riceventi sia trasmittenti per più alte frequenze con la nuova tecnica del fondo piatto, con conduttori più spessi che in qualche caso servivano contemporaneamente come contatti per lo zoccolo. Il tubo RV12P4000 del 1935, aveva ancora dei fili di collegamento relativamente lunghi e sottili (circa 27 mm di lunghezza e con diametro di 0,5 mm). Il servizio era limitato a circa 70 MHz Il bulbo di vetro era ancora relativamente grande (diametro di 26 mm e lunghezza di 54 mm) era montato con guarnizioni anulari di gomma entro un tubo metallico cilindrico e traforato (inizialmente in alluminio e poi come misura di risparmio, in latta stagnata, spessa 0,3 mm). I fili di collegamento erano saldati a dei contatti in ottone, inseriti in uno zoccolo di bakelite, bloccato entro il cilindro metallico che fungeva anche da schermo. All’altra estremità dell’involucro di vetro, erano disposti il codolo per la pompa del vuoto ed il collegamento di griglia, realizzato in ottone argentato, al centro di una rondella terminale in ceramica oppure in bakelite. Come zoccolo era utilizzato un altro tubo metallico traforato, munito di una base in bachelite per le molle dei contatti. Verso la fine della guerra la RV12P4000 terminò il suo servizio e così anche la sua produzione, mentre il tubo RV2P800 continuò ad essere prodotto ma in piccola quantità come una soluzione provvisoria per gli apparati portatili. Questi tubi riportavano la data di produzione, espressa con due cifre, l’ordine della settimana entro l’anno e l’anno. Comparve allora, a sostituire la P4000, la leggendaria RV12P2000, che rispettava le caratteristiche generali del sistema, ma era notevolmente più piccola, con un diametro esterno di 20,3 mm ed una lunghezza di 48 mm; i rispettivi valori per la P4000 erano rispettivamente 29,5 mm e 109 mm. Questa valvola venne prodotta persino dopo la fine della guerra nello stabilimento di Ulma della Telefunken ed in Germania orientale. I collegamenti ancora più sottili attraverso il fondello di vetro raggiungevano i contatti posti attorno un piccolo anello in bakelite Questa costruzione del tubo era talmente robusta e stabile che si poteva usare direttamente lo zoccolo senza la interposizione di rondelle elastiche in gomma; La P2000 resisteva bene a urti e vibrazioni meccaniche tanto che poteva essere usata negli amplificatori microfonici e apparati radioelettrici dei mezzi corazzati, sebbene gli apparati fossero rigidamente connessi meccanicamente al telaio del carro armato Per i nuovi apparati sviluppati verso la fine della guerra vennero prodotti dei tubi trasmittenti con caratteristiche migliorate per onde decametriche e metriche da usare negli apparati di collegamento dei mezzi corazzati, come i tubi: tabella 2. I tubi RL12P10 e RL4,8P15 sono tubi trasmittenti realizzati con:

– fondello di vetro,

– un piccolo zoccolo in bakelite,

– tutte le connessioni, anodo compreso, da una sola parte dell’involucro.

radiokit elettronica

 

 

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