Wearables, dove l’autonomia è un fattore chiave.

Il mercato dei dispositivi smart indossabili è in forte crescita. Solo nel 2015 ha superato i 200 milioni di vendite e le previsioni per quest’anno sono ancora più ottimistiche. I wearables sono passati dall’essere dei semplici gadget per estimatori ad accessori rivoluzionari e innovativi sia in termini di utilità che in termini di design. I grandi brand mondiali di recente hanno aperto uno spiraglio su questo mondo, interessandosi alle possibilità che questa tecnologia può offrire loro. Ma qual è lo scoglio che impedisce una completa integrazione nel mercato mondiale?  Proviamo a dare delle possibili soluzioni, partendo da quella che forse può essere considerata la prima causa di disinteressamento:  l’autonomia. Per questi dispositivi è infatti molto importante. A differenza degli smartphone che possono contare sulle dimensioni della batteria, i wearables hanno dimensioni limitate che non possono essere modificate a causa dell'impatto negativo che avrebbe sull'estetica. In questo articolo scopriremo le ultime novità in termini di autonomia, per quanto riguarda le nuove tecnologie.  Ma anche  le difficoltà nell'implementare un buon sistema in grado di ottimizzare i consumi.

Innovazione in un mercato diversificato

Figura 1: Le dimensioni sempre più ridotte dell'elettronica hanno permesso di realizzare dispositivi smart per molte aree della nostra vita

Figura 1: Le dimensioni sempre più ridotte dell'elettronica hanno permesso di realizzare dispositivi smart per molte aree della nostra vita

Parlando di wearables oggi (figura 1), non si può rimanere sul generico. Nell'ultimo periodo sono nate diverse famiglie di dispositivi, dagli smartwatches agli activity tracker. Come abbiamo già accennato in partenza, i consumatori al momento di scegliere non valutano semplicemente l’estetica o le funzionalità ma anche l’autonomia, a seconda dell’hardware, infatti il range di autonomia va da un giorno ad un mese per alcuni tracker. Questo mercato in crescita ha generato a sua volta un settore di ricerca che non esisteva prima. In Korea per esempio si cerca un'alternativa ai display rigidi, cercando di creare un display flessibile e allo stesso tempo che permetta di ottenere consumi ridotti, sfruttando la tecnologia alla base del funzionamento dei led, l'idea è quella di realizzare delle fibre che stimolate elettricamente si illuminano, intrecciandole sarebbe possibile realizzare display flessibile ma anche controllabili facilmente, per ora si tratta ancora di una tecnologia in fase di sviluppo ma potrebbe essere una tecnologia capace di essere integrata in diversi ambiti. Consumi ridotti non solo dal punto di vista elettrico ma anche monetario, infatti questo tipo di tecnologia di per sè a basso costo, raggiungerebbe costi irrisori in produzioni di massa. Da kickstarter invece troviamo un’idea semplice e geniale, sfruttare il movimento per generare energia, Ampy, questo è il nome del dispositivo, permette non solo di tracciare l’attività fisica come passi e calorie bruciate, ma tramite due induttori con un magnete interno converte il movimento in energia elettrica che ricarica una batteria al litio da 1800mAh, probabilmente non molto considerate le dimensioni e la capacità dei power bank in circolazione, ma sicuramente un modo innovativo per produrre energia, immaginate per esempio di ricaricare il vostro smartwatch semplicemente camminando, potrebbe non essere più solo immaginazione. Da indegogo invece arriva un metodo alternativo di assorbire energia e utilizzarla, Termaltech infatti è un giubbotto capace di generare calore da qualunque fonte di luce, inoltre il calore sarebbe generato entro pochi minuti dall’assorbimento della luce. Insomma per quanto riguarda i metodi di generazione elettrica si può davvero dare spazio all’immaginazione, un mercato così nuovo lascia spazio alle menti innovative.

Batterie, un limite marcato dalla tecnologia

Figura 2: La tecnologia utilizzata finora nelle batterie è rimasta sempre basata sugli ioni di litio

Figura 2: La tecnologia utilizzata finora nelle batterie è rimasta sempre basata sugli ioni di litio

L'attuale tecnologia sfrutta le batterie agli ioni di litio (figura 2), le quali oltre ad avere un piccolo impatto sull’ambiente, possono vantare dimensioni contenute e leggerezza. Tuttavia la loro capacità è strettamente legata alle dimensioni e incorre nel giro di pochi anni ad un repentino degrado. Da qui parte la necessità di sviluppare nuove tecnologie o di innovare quelle presenti o ancora di fare ricerca nel campo dei materiali. Le batterie a film sottile per esempio, sono batterie a stato solido che garantiscono una durata di almeno 10 anni, inoltre la loro flessibilità si adatta perfettamente alla tecnologia dei wearables. Il problema maggiore di queste batterie è che dato il loro spessore [...]

ATTENZIONE: quello che hai appena letto è solo un estratto, l'Articolo Tecnico completo è composto da ben 2069 parole ed è riservato agli abbonati PLATINUM. Con l'Abbonamento avrai anche accesso a tutti gli altri Articoli Tecnici PREMIUM e PLATINUM e potrai fare il download (PDF) di tutti gli EOS-Book, Firmware e degli speciali MONOTEMATICI. ABBONATI ORA con PAYPAL è semplice e sicuro.

Abbonati alle riviste di elettronica

Una risposta

  1. Maurizio Di Paolo Emilio Maurizio 16 giugno 2016

Scrivi un commento

ESPertino è la nuova scheda per IoT compatibile ARDUINO.
Scopri come averla GRATIS!