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In Win Diva Case: il computer è una cosa da donne

In Win Diva Case

Pensando evidentemente che le donne fossero poco considerate dalle ditte produttrici di pc e di case in particolare In Win ha lanciato Diva, un case molto ridotto nelle dimensioni e soprattutto molto femminile nella facciata presentando addirittura un grande cristallo Swarovsky come pulsante di accensione: ma oltre l’aspetto estetico quali sono le caratteristiche tecniche e le prestazioni del Case Diva di In Win? Vediamolo meglio in questa scheda tecnica.

In Win punta decisamente sul design accattivante per questo prodotto: uno stile elegante che molte donne ameranno e, probabilmente, altrettanti uomini odieranno.
E allora partiamo proprio da qualche ulteriore dettaglio estetico per conoscere meglio il prodotto.

Case Diva: ecco come si presenta

Come sottolineato sopra il prodotto presenta dimensioni ridotte per un design elegante e pratico. Ma quanto ridotte? Diva misura più precisamente 27,6x13,3x25,7 cm per un peso di 3,4 kg: se questi numeri non vi stupiscono basta ad esempio confrontare questo case con un mid-tower ATX per rendersi conto visivamente della notevole differenza.
La gamma di colori disponibili sottolinea ulteriormente che il mercato di riferimento è quello delle donne: tre infatti le varianti per il pannello frontale ovvero fucsia, champagne e nero lucido (che per gli uomini probabilmente si riducono semplicemente a nero, rosa e beige).

Ed è sicuramente proprio il pannello frontale ad attirare l’attenzione per il suo design elegante. Dietro il pannello, nonostante le dimensioni ridotte, c’è spazio sufficiente per un drive ottico di una misura standard. L’unica ventola incorporata (di 80 mm) si trova nella parte superiore del case. Anche la parte posteriore appare unica: sopra la zona riservata alla scheda madre si colloca una rete per favorire la ventilazione.

Uno sguardo interno al Case Pink

Gli interni non sono curati esteticamente quanto l’esterno: manca anche la verniciatura in nero. La prima cosa che emerge smontando e aprendo il case è che lo spazio interno è scarso: si tratta senza dubbio di un case ideato per una scheda madre con video integrato (si può tuttavia istallare una scheda video sottile per una lunghezza massima di 16 cm).

Il case Diva incorpora un alimentatore a 160 W: si tratta di un modello efficiente, affidabile e in grado di mantenere sotto il livello massimo consentito i rumori durante l’utilizzo.

Considerazioni conclusive sul case Diva di In Win

E’ difficile che qualche uomo si interessi al prodotto considerando il design estremamente rivolto alle donne ma va comunque precisato che si tratta di un ottimo prodotto anche per quanto riguarda efficienza e prestazioni.

Anche il prezzo (circa 90 dollari nel mercato americano) è interessante soprattutto se si tiene conto che incorpora già anche l’alimentatore che non va quindi acquistato separatamente. In via generale i principali punti di forza sono soprattutto lo stile, le dimensioni e l’alimentatore in grado di garantire un’efficienza pari a circa l’82-83%. Punti deboli sono invece l’assenza di un meccanismo di prevenzione dei rumori dell’hard-disk e la mancanza della porta eSATA. Nel complesso In Win ha offerto una soluzione valida e senza dubbio originale.

 

 

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ritratto di electropower

il case creato dalle

il case creato dalle donne...per le donne! ;)Come si dice, anche l'occhio fa la sua parte e in questo caso si parla proprio di computer e di case. Appena ho visto l'immagine di questo "accattivante" alloggio per desktop PC, ho chiamato la mia fidanzata dicendole di collegarsi al sito di EOS e immaginerete già la sua reazione appena aperta l'home..."lo vogliooooooooo"...da questo si capisce come i gusti e i criteri di scelta di uomo e donna spesso sono nettamente contrastanti.! ;)

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ritratto di Giovanni Giomini Figliozzi

il contesto è di parità di

il contesto è di parità di diritti ecc., ma in qualche modo il mondo dell'elettronica credo che sia ancora un po' esclusiva maschile... Dove studio io il rapporto uomini/donne è di 20:1, o forse maggiore... Tra le varie discipline di ingegneria forse elettronica è quella più povera di donne.

N.B. non sto facenso sessismo, riportavo solo dei numeri.

ritratto di Tfntkds10

Errore di valutazione gravissimo

@Giovanni

Parità dei diritti non significa "Matriarcato". Non significa "potere alle donne a tutti i costi, anche se queste non lo meritano, altrimenti è maschilismo*". Non significa, nel caso specifico, che il Mondo dell'elettronica debba essere dominato dalle donne, altrimenti è maschilismo. O, essendo più moderati, 50 e 50 a forza, altrimenti è maschilismo (solo se oltre il 51% ci sono gli uomini, altrimenti è festa grande).

Ma, appunto, che le donne devono avere gli stessi diritti e le stesse opportunità degli uomini. E viceversa. La Costituzione parla chiaro. Semplici diritti umani, eh.

Tra l'altro, esistono vari settori a prevalenza femminile, ma in questo caso è un plebiscito per le donne (per non parlare degli insulti agli uomini, considerati degli inetti inferiori umiliati dalle donne). Nessuno parla di femminismo o dei diritti maschili. Si dà per scontato che un settore a prevalenza femminile sia un esempio da seguire. Un segno di modernità e progresso. In caso contrario, si grida al maschilismo, ai diritti delle donne, etc etc senza concentrarsi sulle ragioni del fenomeno in questione.

Leggi alla mano, come ammettono le stesse femministe che parlano di "discriminazioni positive (?)" non solo le donne hanno gli stessi diritti degli uomini, ma addirittura si è andati oltre (quote rosa, sgravi rosa, etc etc...chiara violazione dei diritti umani). Bene, se le intelligentissime e superiori donne, meglio conosciute come il nuovo sesso forte (cit femministe), non riescono quantomeno ad arrivare al famoso 50 e 50 nemmeno barando e discriminando gli uomini, di chi è la colpa? Chi le ostacola? Perché non dominano il Mondo da decenni? Se una squadra di calcio si compra l'arbitro e si dopa (vedi quote rosa, etc etc), ma continua a prendere 5 gol a partita, di chi è la colpa?

Non è una partita di calcio in cui si fa il tifo per le donne che devono vincere per forza, a costo di barare, per poi continuare a cercare scuse visto che, nonostante tutto, zero vittorie. Più in generale, non è una sfida tra maschi e femmine, direi. Ormai pure le stesse donne l'hanno capito.

Questi sono i fatti, quindi mettetevi l'anima in pace. Nel caso specifico, nel tuo corso le donne sono in minoranza, non certo perché c'è un complotto contro di loro, ma perché così ha voluto il caso. Chiamasi MERITOCRAZIA. Gli uomini, a livello statistico, nel tuo settore meritano più delle donne. Se la cosa fa rosicare le femministe, una bella carota risolverà gran parte dei loro problemi. E lo stesso discorso vale, a parti invertite, per i settori a prevalenza femminile (ma solo in parte, perché senza quote rosa e robaccia simile, quindi partendo alla PARI, almeno la metà di queste signore sarebbero fuori, come ammettono loro stesse). Mica rosico perché le donne sono, statisticamente parlando, più brave.

Quindi di cosa si sta parlando? Del nulla direi. O meglio, dell'invidia penis di un gruppetto di sessiste che odiano gli uomini.

*la parolina magica che si usava e che alcuni tentano di usare, senza successo, ancora oggi per zittire chi contesta certe teorie alquanto sessiste.

ritratto di Edi82

Ciao Giovanni! no, non fai

Ciao Giovanni!
no, non fai sessismo, dici una cosa verissima!io, nell'ultimo lavoro svolto(facevo test di software presso una compagnia informatica), nonostante non fosse poi di altissimo livello informatico vedeva una presenza maschile massiccia: di ragazze eravamo davvero poche, forse proprio un misero 10%..

ritratto di linus

un po di colore

Trovo simpatica l'iniziativa della casa produttrice, non credo che in base al sesso si possa amare o odiare questo case, in fondo c'è ancora l' arcaica convinzione implementata sin da bambini che ciò che è rosa è per donna e ciò che azzurro è per uomini. Per non essere sessista la casa produttrice avrebbe dovuto fare anche quello azzurro, no? Ancora oggi, non è pensabile fare differenze sul sesso delle persone, che comunque queste differenze fanno crescere gli individui per la possibilità di confrontarsi da punti di vista diversi.

 

 

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