L’Intelligenza Artificiale nella Guerra del Futuro

Sia i robot militari che quelli commerciali in futuro incorporeranno l'Intelligenza Artificiale (IA) e  ciò potrebbe renderli capaci di svolgere compiti e missioni autonomamente. Nel contesto militare ciò dà adito a un dibattito sulla questione che i robot debbano essere autorizzati a partecipare a missioni, soprattutto se esiste la possibilità che vite umane possano essere in gioco. Questione rafforzata dal dato di fatto che in situazioni di significativa incertezza che richiedono giudizio e conoscenza evoluta, gli umani sono superiori alle macchine intelligenti basate su IA, mentre i computer e l'intelligenza artificiale possono essere superiori agli esseri umani in alcuni compiti basati su abilità e regole. Nella complessa discussione se e come lo sviluppo di armi autonome dovrebbe essere controllato, nel mercato commerciale in rapida espansione, sia nel settore aerospaziale che terrestre, i sistemi autonomi devono essere presi in considerazione. Bandire una tecnologia autonoma per uso militare potrebbe non essere utile in generale, dato che le tecnologie derivate o superiori impiegate nel settore militare potrebbero essere disponibili anche nel settore commerciale e nelle applicazioni civili in generale. Fino ad ora lo sviluppo di sistemi autonomi militari è stato lento in confronto ai progressi fatti nei sistemi autonomi commerciali, ad esempio i droni, specialmente in automotive relativamente ai veicoli senza conducente.  

Introduzione

L'aumento nell'uso di aerei senza equipaggio (UAV), comunemente noti come droni, ha suscitato un acceso dibattito negli ambienti militari e commerciali sul fatto che tali sistemi dovrebbero essere sottoposti o meno a divieto assoluto. Alcuni considerano queste macchine intelligenti volanti come robot potenzialmente “assassini”, e ciò è rafforzato specialmente a causa dell’incremento del pericolo rappresentato dal terrorismo. Questa tipologia di robot, sia che operino nell'aria, a terra o dentro e sott'acqua, in teoria incorpora Intelligenza Artificiale che li renderebbe in grado di eseguire autonomamente missioni di qualsiasi tipo. Data la complessità della questione, è necessaria una definizione operativa dell'IA. Attualmente non esiste alcuna comune definizione concordata tra gli informatici e gli ingegneri del settore, ma una definizione generale di IA è la capacità di un sistema informatico di svolgere compiti che normalmente richiedono l'intelligenza umana, come la percezione visiva, il riconoscimento vocale e il processo decisionale. Questa definizione è, tuttavia, intrinsecamente semplificata, dal momento che ciò che costituisce un comportamento intelligente è oggetto di un dibattito aperto. Probabilmente con questa definizione, ad esempio, un termostato di casa è intelligente perché può percepire e regolare la temperatura, ma questa funzione è sostanzialmente diversa  dalla missione di un drone con IA che seleziona e intercetta bersagli senza il controllo umano rilevante, e ciò è la prerogativa comune per le Armi Autonome. Un altro fattore critico da considerare nel dibattito sulle armi autonome è l'incapacità di distinguere l'autonomia dei droni commerciali da quelli militari. Infatti, con la rapida espansione del mercato commerciale dei sistemi autonomi sia aerei che terrestri, si rilevano spostamenti di interessi relativi all'IA dal settore militare verso le imprese commerciali. Di conseguenza, vietare una tecnologia autonoma per uso militare potrebbe non essere pratico dato che tecnologie derivate o superiori potrebbero essere rese disponibili per il settore civile. Inoltre lo sviluppo asimmetrico del mercato commerciale del sistema autonomo comporterebbe probabilmente una perdita di esperienza per governi e forze armate, che potrebbe portare a compromessi e ad inaffidabili sistemi autonomi, sia completamente autonomi che semi-autonomi.

Il “Pensiero” dei Robot

Come pensano i robot? Per capire meglio le “sfumature” dell'IA, è importante prima capire la differenza tra un sistema automatizzato (o automatico) e un sistema autonomo. Un sistema automatizzato è quello in cui un computer ragiona per mezzo di una chiara struttura “if-then-else”, basata su regole rigide, e lo fa in modo deterministico, intendendo che, per ogni input, l'output del sistema sarà sempre lo stesso (eccetto se qualcosa fallisce). Un sistema autonomo è invece un sistema che elabora e motiva in modo probabilistico un insieme di input, il che significa che fa supposizioni sulle migliori azioni possibili sulla base di dati forniti in ingresso da sensore. A differenza dei sistemi automatici, quando viene presentato lo stesso input, i sistemi autonomi non produrranno ogni volta lo stesso identico comportamento; piuttosto, tali sistemi produrranno una serie di comportamenti in funzione delle diverse situazioni. L'Intelligenza Umana (o Naturale) segue generalmente una sequenza conosciuta come “Percezione-Cognizione-Azione”, ossia un ciclo di elaborazione delle informazioni, in quanto gli individui percepiscono qualcosa nel mondo che li circonda, pensano a cosa fare e poi, una volta che hanno valutato le opzioni prendono una decisione per agire. La IA è programmata per fare qualcosa di simile, nel senso che un computer percepisce il mondo circostante, poi elabora le informazioni in arrivo tramite algoritmi di ottimizzazione e verifica, infine elabora una scelta di azioni possibili selezionando l’azione ottimale per la contingente situazione. Anche se ci sono molti paralleli tra Intelligenza Umana e Intelligenza Artificiale, ci sono anche forti differenze. Ogni sistema autonomo che interagisce in un ambiente dinamico deve costruire un modello del mondo esterno e aggiornare continuamente quel modello. Ciò significa che il mondo deve essere percepito (o rilevato tramite telecamere, microfoni e/o sensori tattili) e quindi ricostruito in modo tale che il "Cervello" del computer abbia un modello efficace e aggiornato del mondo in cui si trova, prima che possa prendere decisioni.

La fedeltà del modello e la tempestività dei suoi aggiornamenti sono le chiavi per un sistema autonomo efficace. La navigazione autonoma dei droni, ad esempio, è relativamente semplice, dal momento che il modello del mondo esterno in base al quale opera, consiste semplicemente di mappe che indicano percorsi preferiti, altitudine, ostacoli e no-fly zone. I radar aumentano questo modello in tempo reale indicando quali altitudini sono libere da ostacoli. Le coordinate GPS trasmettono al drone dove è necessario andare, con l'obiettivo di non portare l'aereo in una zona di non volo o farlo scontrare con un ostacolo. In confronto, la navigazione per autoveicoli senza conducente è molto più difficile. Le auto non hanno solo bisogno di simili capacità di mappatura, ma devono anche capire dove sono e quanto sono vicini i veicoli, i pedoni e i ciclisti e in che direzione stanno andando nei prossimi secondi. Le auto senza conducente (e alcuni droni) operano attraverso una combinazione di avanzati sensori come il LIDAR (Light Detection And Ranging), i radar tradizionali e il computer vision stereoscopico. Quindi, il modello del mondo esterno di un'auto senza conducente [...]

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2 Commenti

  1. Maurizio Maurizio 5 Marzo 2020
  2. Alessandro Alessandro 5 Marzo 2020

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