Un microchip impiantato nella pelle per controllare la popolazione?

E' solo una questione di tempo, già molte persone sono dotati di un microchip sotto la propria pelle, ma i tempi dell'installazione sottocutanea in massa si avvicinano inesorabilmente. Sarà la svolta decisiva dell'umanità? L'Uomo vivrà meglio e più comodamente o sarà solo una scusa dei governi centrali per tenerci tutti sotto controllo? Solo il futuro risponderà a questa insidiosa domanda.

Oggi molti animali, specialmente i cani, sono "microchippati". Adesso tocca all'Uomo. E leggendo le caratteristiche e le finalità di tali dispositivi tutto lascia intravedere un futuro davvero roseo per l'Uomo. Con un microchip sotto la pelle una persona potrà essere identificata univocamente, senza il bisogno di possedere altri documenti cartacei. E in più, il microchip "comunicherà" con altre apparecchiature esterne rendendo l'Uomo interattivo a tutti gli effetti. Tale sistema risulterà, indubbiamente, vincente nel caso delle identificazioni di popoli in esodo da un Paese all'altro. Ma installare il microchip sotto la pelle di miliardi di esseri umani sarà un'impresa tutt'altro che semplice.

Avvicinando l'arto che contiene il microcircuito si potranno aprire le porte dei negozi, delle banche e degli uffici. Gli impiegati potranno timbrare il loro cartellino in modo virtuale. Si preleveranno soldi dal Bancomat senza il bisogno di utilizzare alcuna scheda. Si potrà accedere alle automobili solo avvicinando le mani alla portiera ma anche l'aspetto medico ne gioverà tantissimo. Cartelle cliniche, cure mediche, diagnosi e storie ospedaliere saranno tutte memorizzate dentro il corpo umano.

I dipendenti e gli universitari potranno ricaricare il proprio credito per rifornirsi ai self service e consumare il pasto avvicinando semplicemente la propria mano ai sensori elettronici.

L'operazione d'installazione e d'inserimento del microchip durerà pochissimi minuti e non sarà per nulla invasivo ne' pericoloso. L'oggetto è, infatti, piccolissimo, solo pochi millimetri di lunghezza (vedi figura 1). Non sarà pericoloso nemmeno il suo funzionamento in quanto la trasmissione si attuerà solo nei momenti di richiesta delle informazioni e, oltretutto, la comunicazione avverrà a bassissima potenza e a frequenze "innocue".

Figura 1: il microchip è piccolo ma i futuri modelli lo saranno ancora di più

Figura 1: il microchip è piccolo ma i futuri modelli lo saranno ancora di più

Se ci si pensa bene, si tratta di una grande comodità: mai più documenti addosso, patenti e tessere smarrite, portafogli rubati e soldi volatilizzati. Tessere sanitarie, certificati, crediti e quant'altro potranno essere sempre con noi, anche quando ci facciamo la doccia, in modo del tutto invisibile.

Sono sempre di più le persone che stanno decidendo di passare a questo nuovo sistema d'identificazione personale e di gestione delle informazioni. Ma si pensa che prima o poi tale decisione diverrà coatta per tutti. I bambini, appena nati, potrebbero subire immediatamente l'impianto esterno, pena multe salatissime. E questo, magari, potrebbe avvenire anche all'insaputa dei genitori. I governi potrebbero agevolare le installazioni per monitorare costantemente i cittadini, sia per fini sociali, medici e organizzativi ma, probabilmente, anche per scopi più politici, logistici e strategici.

Inevitabilmente si aprono due o più scuole di pensiero. C'è chi è pienamente d'accordo con questa nuova tecnologia, che eliminerà tanti fastidi al genere umano e lo includerà in una enorme rete virtuale comunicativa e informativa. E' questo, in buona parte, è vero. Le tecnologie, se utilizzate positivamente, portano solo vantaggi.

Ma c'è anche chi la pensa al contrario, affermando che la libertà e la privacy dell'Uomo verranno presto a mancare. Saremo tutti controllati? Al momento, i modelli basilari di microchip non dispongono del ricevitore GPS, quindi la nostra posizione non sarà mai rilevata. Ma questo vale per l'attuale epoca, nel futuro... non possiamo saperlo. In ogni caso, si dice, che il dispositivo potrà essere rimosso in maniera assolutamente facile e indolore. Anche questo punto può essere oggetto di discussione poiché, ammesso che ciò risultasse vero, le varie legislazioni e autorità imporrebbero l'immediato reinserimento.

Inoltre, i più bravi in elettronica e comunicazioni o, addirittura gli hackers, potrebbero collegarsi a questi dispositivi, anche illegalmente, e sarebbero in grado di modificare alcuni parametri... vedremo.

Gli utenti non sono neanche liberi adesso

Riguardo l'indipendenza dell'Uomo rispetto alle strutture, personalmente penso gli utenti non sono neanche liberi adesso, in un mondo pieno di telefoni cellulari, smartphone, ricevitori GPS e tessere Bancomat che monitorano e registrano, istante dopo istante, i nostri spostamenti. Attualmente tali informazioni sono, poi, massivamente affiancate da altre notizie "private" attraverso i Social Network, email, siti personali e blog. No, non siamo liberi e non sarà proprio il microchip sotto la nostra pelle a toglierci il respiro.

 

2 Commenti

  1. Maurizio Di Paolo Emilio Maurizio Di Paolo Emilio 9 agosto 2017
  2. Giovanni Di Maria Giovanni Di Maria 9 agosto 2017

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