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Il vicino ti ruba il Wi-Fi? Da oggi lo si può fermare!

Un tipo di rivestimento che riesca ad evitare che i segnali Wi-Fi fuoriescano da un edificio senza schermarlo dal segnale cellulare è stato sviluppato in Inghilterra. La tecnologia può davvero risolvere il problema degli “esterni” che riescono a “penetrare” una rete all'interno di un edificio, sia che si tratti di un'utenza domestica sia di un luogo di lavoro. E tutto questo ad un prezzo accessibile.

Sarà successo, certamente, a tutti di assistere al classico episodio della rete Wi-Fi alla quale l'amico furbetto accede garantendosi l'accesso a Internet senza pagare... Ebbene, presto questo problema potrà essere risolto e i furbetti della connessione dovranno finalmente cominciare a pensare ad un nuovo contratto telefonico.

Alcuni ricercatori francesi, infatti, hanno sviluppato un rivestimento per pareti [1] disegnato per fare in modo da catturare i segnali Wi-Fi senza interferire con quelli di radio e cellulari. Questo sistema utilizza uno speciale inchiostro conduttivo che contiene cristalli di argento che riescono a bloccare o a indirizzare le frequenze operative dello spettro Wi-Fi. In pratica, il router in questione dovrebbe lavorare così come ci si aspetta ma il segnale che viene emesso non riuscirebbe mai ad oltrepassare la barriera costituita.

È facile capire a quali tipi di problemi questa soluzione fa riferimento: la sicurezza delle reti informatiche, la garanzia dei consumatori, la tutela della privacy.

Un malintenzionato che voglia intromettersi, grazie all'utilizzo di una rete Wi-Fi, all'interno dei computer di una compagnia che abbia dati sensibili (supponiamo, una banca), troverà finalmente pane per i suoi denti che gli impedirà di intrufolarsi.

Fino a questo momento, l'unico modo per proteggersi contro persone non autorizzate è stato rinchiudere gli uffici di riferimento (sempre dell'ipotetica banca) all'interno di una gabbia di Faraday “a prova di segnale” imbottendo le pareti di strati di alluminio ed utilizzare vetri assorbenti alle finestre. Queste soluzioni garantiscono che nessuno possa entrare ma schermano totalmente l'edificio e prevengono l'utilizzo dei dispositivi cellulari e simili.

Certo, se esistono dati così sensibili da richiedere l'oscuramento totale, probabilmente telefonare con il cellulare non è una priorità ma la scoperta, fatta in Francia, aiuterà certamente in molti campi a risolvere problemi che sperimentiamo tutti i giorni.

BAE System, nota come British Aerospace, nel recente passato (parliamo del 2004), ha cercato di dare una risposta a questo problema [2] con una soluzione basata sulla tecnologia “stealth", utilizzata per nascondersi dai radar militari. La copertura, al secolo Frequency Selective Surface sheeting (FSS), viene utilizzata comunemente da alcune navi da guerra.

Le normali antenne metalliche sono altamente riflettenti agli scanner radar; per nasconderle, la tecnica FSS sheeting prevede la possibilità di impostare con precisione la frequenza di trasmissione e ricezione facendo in modo da assorbire totalmente tutte le altre componenti spettrali provenienti dal radar.

Il rivestimento proposto dall'azienda inglese era costituito da uno strato spesso un decimo di millimetro di kapton [3], una pellicola poliimmide sviluppata dalla DuPont. Essa è in grado di rimanere stabile in un'ampia gamma di temperature, dai -269 °C a +400 °C ed ha notevoli applicazioni in diversi campi; tra le altre, è largamente impiegato nei circuiti stampati flessibili e nelle strato esterno delle tute spaziali degli astronauti, progettate per garantire protezione termica e dalle micrometeoriti.

Lo strato di rame viene parzialmente rimosso, lasciando soltanto un film con una griglia costituita da buchi che descrivono una geometria di forme intrecciate. Stando a quanto dichiarato dal produttore è proprio la struttura a maglia, il cambio della sezione, della forma, della spaziatura a definire con precisione le frequenze di funzionamento così come quelle totalmente filtrate.

La Ofcom ha confermato che il rivestimento può bloccare segnali Wi-Fi alle frequenze di 2.4, 5 e 6 Gigahertz; le frequenze della GSM e dei cellulari 3G, invece, garantiscono che non vengono assolutamente “toccate”.

Meglio ancora, la funzione di filtro può essere accesa o spenta in maniera volontaria, facendo in modo che i diodi realizzino connessioni all'interno dello strato di rame; quando la corrente attraversa i diodi, tutte le frequenze risultano bloccate mentre quando questi vengono spenti, i segnali possono transitare liberamente.

Tornando ai giorni nostri, anche se al momento il sistema sviluppato dai francesi è ancora un prototipo, i ricercatori dell'Istituto di Tecnologia di Grenoble [4] sperano di riuscire a commercializzare il prodotto entro il prossimo anno.

Rispetto al lavoro dei ricercatori d'oltremanica, il vantaggio considerevole riguarda il costo. Se il sistema inglese poteva arrivare a costare £500 al metro quadrato, certamente una cifra considerevole, i ricercatori francesi, plaudono alla loro soluzione, soprattutto da questo punto di vista, poiché il prezzo non supererà di molto quello di un rivestimento per pareti convenzionale.

Questo gli consentirà certamente di rimanere saldamente sul mercato offrendo qualcosa di davvero nuovo.

Restano comunque alcuni margini di miglioramento poiché questa tecnologia richiede il rivestimento totale dell'ambiente e non è escluso che le finestre, o le porte, possono costituire una via di fuga per le radiazioni in questione. D'altronde, non ci si può affatto aspettare che una stanza sia senza porte e finestre.