Gli e-reader a colori sfidano E Ink

e-reader con schermo a colori

Uno dei trend più diffusi a Las Vegas durante il CES è stato quello degli e-reader a colori: diversi marchi noti hanno presentato il proprio modello nel tentativo comune di competere con E Ink, finora leader indiscussa nella produzione di lettori digitali e che potrebbe però a questo punto restare inevitabilmente indietro rispetto alla concorrenza se non si adatta alla nuova richiesta diffusa nel mercato di dotare il dispositivo con schermo a colori.

Finora infatti parlare di e-reader ha voluto dire quasi inevitabilmente parlare di E Ink.

Schermo bianco e nero e schermo a colori

Lo schermo monocromatico E Ink è costituito da microcapsule con particelle bianche, caricate positivamente, e nere, ovvero negative: applicando una carica negativa lo schermo apparirà di colore bianco mentre al contrario con una carica positiva verrà visualizzato il nero.
Gli schermi colorati usano la stessa tecnologia di base, ma con filtri colorati aggiunti.
L’inconveniente maggiore nell’uso di questi filtri è che tendono ad ostacolare la brillantezza dello schermo, rendendolo di conseguenza più opaco.
A Las Vegas in questi giorni diverse compagnie si stanno dando da fare per presentare la propria proposta per ottimizzare l’e-reader con schermo a colori: da Liquavista a Kent Displays, da Pixel Qi a Qualcomm MEMs.

Tecnologia di display a colore presentata al CES

Pixel Qi ha ideato una nuova tecnologia da applicare agli schermi a colori, che siano questi netbook, tablet o e-reader: l’utente ha la possibilità di regolare la retroilluminazione attivandola in caso di video o simili e disattivandola ad esempio per leggere un libro o un giornale.
In sostanza, mentre in modalità “high-power” lo schermo di 10,1 pollici si comporta praticamente come un tradizionale LCD, selezionando la modalità “low-power” invece viene meno la retroilluminazione e anche il lavoro dei filtri di visualizzare i colori per cui l’immagine appare in bianco e nero.
L’azienda non ha comunque ancora rivelato come questi elementi operano e quale è la loro effettiva distribuzione sullo schermo.
Il passaggio da una modalità all’altra comporta una riduzione dei consumi da 2,5 Watta 0,5 Watt.
Sembra che la tecnologia stia già trovando applicazione nella produzione di diversi dispositivi a breve sul mercato.
Per la Qualcomm MEMs ha parlato Jim Cathey, vice presidente dell’azienda, che ha annunciato dispositivi talmente innovativi pronti ad essere lanciati sul mercato già a partire dal 2010 che sarà perfino riduttivo il nome di e-reader tenendo conto delle molteplici funzioni disponibili, quali ad esempio accesso ad internet e e-mail.
Lo schermo proposto dalla MEMs Tecnologies, filiale di Qualcomm, è MIrasol: il display si ispira al luccichìo che contraddistingue alcune specie di farfalle e viene riprodotto tramite microchip in grado di filtrare la luce riflettendo solo specifiche frequenze.
Tale display si dimostra ideale per la lettura, richiedendo una quantità minima di luce nell’ambiente per funzionare.
In questa situazione lo schermo appare simile a quello di E Ink: ma, stando alle dichiarazioni di Cathey, in applicazioni che richiedono variazioni continue dello schermo, come ad esempio la visualizzazione di video o messaggi di testo, Marisol esplica tutta la sua superiorità, riducendo al minimo i consumi rispetto al prodotto concorrente.

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